Inter, abbiamo un problema. O meglio, i problemi si sommano giorno dopo giorno e per Luciano Spalletti il concetto di tempo, quello necessario per rimettere le cose a posto, rischia invece di assumere una valenza negativa, inteso come un conto alla rovescia prima del naufragio definitivo del suo progetto. La società ci sta mettendo molto del suo, indirettamente alimentando i rumors sul possibile arrivo di Antonio Conte e un clima palesemente ostile nei confronti di un tecnico che ha ancora a disposizione due obiettivi per chiudere al meglio la stagione, il raggiungimento della Champions League e un'Europa League tutta da giocare. Senza contare la complicata gestione del caso Perisic.

FLOP NAINGGOLAN - Più dei risultati, più dell'involuzione fisica e tecnica della squadra e di alcune sue spiccate individualità, Spalletti rischia di pagare col suo posto per le scelte rivelatesi ad oggi sbagliate su alcuni uomini. In primis quel Nainggolan voluto a tutti i costi dalla Roma e per un prezzo che oggi appare più caro che mai. Perché nei 40 milioni versati nelle casse giallorosse figura anche il cartellino di quel Nicolò Zaniolo sacrificato troppo in fretta per esigenze di bilancio. Se l'errore decisivo con la Lazio rientra negli episodi che fanno parte della famigerata lotteria dei rigori, quello che desta enorme preoccupazione è che il belga, stabilmente in gruppo da un mese dopo le difficoltà della prima parte di stagione, a fine gennaio abbia un'autonomia che non supera i 20 minuti che il tecnico nerazzurro gli ha concesso nella partita di ieri sera. LAUTARO SFIDUCIATO - Difeso a spada tratta oltre ogni limite Nainggolan, non ha beneficiato dello stesso trattamento Lautaro Martinez, per larghi tratti dimenticato dal tecnico toscano e ora finito a sua volta sul banco degli imputati per le ultime desolanti performance. Tra Torino e Lazio, l'attaccante argentino ha commesso errori decisivi che avrebbero potuto cambiare la sua storia recente e quella dell'Inter, figli però di un equivoco di massima. Considerato troppo simile a Icardi o incompatibile col 4-2-3-1 marchio di fabbrica dell'allenatore, l'argentino ha finito per collezionare solo 5 presenze da titolare spalmate nel tempo, con la conseguenza di ritrovarsi oggi un giocatore sfiduciato e poco motivato, bloccato dalla società nonostante le offerte di prestito non mancassero. 

Spalletti tira dritto, con due obiettivi ancora alla portata per provare a risollevare le sorti di un'annata che volge verso il peggio e che rischia di precipitare senza una svolta immediata. Anche nella gestione degli uomini.