Come di consueto nel periodo dell'anno che corrisponde al Natale e alla fine dell'anno si effettua un bilancio stagionale di quello che è avvenuto nei dodici mesi precedenti, rivangando sorprese e delusioni che hanno caratterizzato l'annata: al primo gruppo appartiene senza dubbio Cheick Diabaté, gigante attaccante maliano che dal gennaio 2018 fino al giugno del medesimo anno ha deliziato i tifosi del Benevento e generalmente la platea della Serie A, salvo poi sparire con l'arrivo dell'estate.

DAL MALI A BOMBER DI AJACCIO E BORDEAUX - Nato a Bamako, la capitale del Mali, nel 1988, cresce nelle giovanili del Salif Keita in patria prima di essere notato dal Bordeaux e portato in Francia, dove debutta nel calcio che conta. I Girondini infatti lo girano in prestito all'Ajaccio, in Ligue 2, dove debutta siglando 14 reti in 30 partite, finendo quarto nella classifica dei marcatori, mentre la seconda esperienza in prestito al Nancy non termina altrettanto bene, anche a causa di guai fisici che lo depotenziano.  L'anno seguente però rientra al Bordeaux, dove diventa un titolare inamovibile: nei 6 campionati disputati con i Girondini mette a segno 51 reti in 128 incontri. 

L'ESILIO DORATO IN TURCHIA E LA CORTE DI DE ZERBI -  Invece di provare a sfondare nel calcio che conta, accetta la cote dei turchi dell'Osmanlispor, che gli propongono un contratto faraonico. In Turchia però Diabaté non si ambienta, rientrando al Metz a metà stagione in prestito: in Francia il maliano torna a segnare con continuità, nonostante qualche acciacco di troppo.  L'allenatore Philippe Hinschberger afferma: "Deve imparare a gestire le sue risorse fisiche, dà tutto e a volte non serve". A fine campionato torna in Turchia, ma le cose non migliorano: gioca una sola partita senza segnare, prima della chiamata da parte del presidente del Benevento Vigorito, che decide di puntare su di lui su esplicita richiesta del tecnico De Zerbi.
IL RE DI BENEVENTO: DALLA DOPPIETTA ALLA JUVE AGLI 8 GOL IN 10 PARTITE -  Arrivato nel Sannio in prestito dall'Osmanlispor nella freddezza generale, nonostante gli ottimi precedenti al Bordeaux, Diabaté esordisce subito con il botto: tipico centravanti di peso, abile di testa ma anche di piede, realizza la sua prima e decisiva rete in Serie A nel match salvezza vinto contro il Crotone, prima di segnare la sua prima doppietta nella massima serie nella vittoria interna per 3-0 sul Verona, al debutto da titolare. Ma è la doppietta segnata alla Juve ad attirare su di lui gli elogi della stampa: in seguito a quelle due reti raggiunge i 100 gol in carriera, prima di segnare la terza doppietta consecutiva nel 2-2 in casa del Sassuolo. Il bilancio finale parla di 8 reti in 10 presenze, una media devastante in un piccolo club come il Benevento, poi retrocesso in Serie B a fine anno. 

BASTA SERIE A: UN NUOVO ESILIO - Ma dove è finito ora Diabatè? A 31 anni si pensava potesse avere un'altra occasione in Serie A, forse l'ultima davvero importante della sua carriera nei campionati che contano. Ma la caratteristica del maliano, nazionale africana con cui ha vinto il titolo di capocannoniere della Coppa d'Africa 2012 e ha ottenuto due bronzi nel 2012 e 2013 nella competizione continentale, è sempre stata quella di svanire nel momento della vera consacrazione: nonostante la corte di diverse squadre di Serie A, tra cui Genoa, Bologna, Sassuolo e Parma decide di ripartire di nuovo, questa volta dagli Emirati Arabi Uniti, nell'FC Emirates, dove sta comunque disputando un'ottima stagione, con 6 gol in 9 presenze. Eppure un po' di amaro in bocca per non averlo visto ancora nel nostro campionato resta: rimane comunque una delle più belle sorprese del 2018.

@AleDigio89