Roberto Guana da Brescia fa parte di quel novero di giocatori che potevano avere una carriera importante ma che si sono persi nel corso degli anni, a causa di misteri, controversie e di un carattere sicuramente non facile. Diverse infatti le occasioni per il centrocampista classe 1981 di entrare a far parte del calcio ad alti livelli, tra cui anche una presenza con l'Italia Under 21 nel 2002, sempre sprecate per un'indole fumantina.

IL PERCORSO ALLA PIRLO, L'AMICIZIA CON ADANI E IL MISTERO BRESCIA - Centrocampista centrale di grande capacità di interdizione ma anche di grande fosforo, all'inizio della carriera si afferma come trequartista ma poi diventa regista arretrato, seguendo le orme di un altro bresciano, il futuro Campione del Mondo Andrea Pirlo: cresce proprio nelle Rondinelle, con le quali compie tutta la trafila giovanile prima di esordire in Serie B a soli 17 anni e in Serie A a 19 anni. La sua storia si lega fortemente al Brescia, nel bene e nel male: dalla felicità della massima categoria ad un addio burrascoso, dopo l'esperienza in prestito al Cagliari. La sua avventura con la squadra del presidente Gino Corioni si chiude infatti nel 2005: la squadra, orfana di Roberto Baggio, ritiratosi dal calcio, rischia la retrocessione e i tifosi e la società accusarono Guana e l'allora compagno e oggi commentatore sportivo Daniele Adani di scarso impegno, incolpandoli di non fare il bene della squadra e di dividere lo spogliatoio. Entrambi vennero messi fuori rosa, ma i tifosi fecero di più: insultarono Guana ed aggredirono Adani.

LA CONFERENZA STAMPA E IL MISTERIOSO ADDIO - I due giocatori decisero di convocare una conferenza stampa per dare l'addio al club lombardo, leggendo una lettera nella quale accusavano tifosi e società, comunicando che se il problema della cattiva posizione della squadra erano loro sarebbero andati via subito: e così fecero, firmando con l'Ascoli. Tante le accuse a Corioni, all'allora tecnico Gianni De Biasi e al consulente Gianluca Nani, in una delle tante pagine del nostro calcio che sarebbe meglio non fosse mai stata scritta. Numerose anche le voci, tra cui quella di una crisi mistica, per le parole rivolte da Adani a Guana, come riporta la Gazzetta dello Sport di allora: "Accanto a me c'è un grande uomo, un uomo più grande di quanto voi siate in grado di pensare. Ha occhi come aquiloni, volano appesi a un filo, ha gesti di sostanza, che alla vita sorridono. Valeva la pena ingoiare tutti i dolori, per poter vivere la fortuna di averlo conosciuto". Si parlò anche di "guerrieri della luce", figure illustrate dallo scrittore Paulo Coelho, e di una storia d'amore tra Adani e Michelle Hunziker. Una nebulosa che a distanza di 13 anni è ancora difficilmente chiaribile.
PALERMO DORATA, POI IL PELLEGRINAGGIO E LE RISSE CON PUGGIONI - La carriera di Guana sembra però subire una svolta positiva, visto che dopo l'Ascoli si trasferisce al Palermo, dove vive le migliori stagioni, in Serie A con la maglia rosanero. Gli arrivi di Liverani e Nocerino gli tolgono però il posto da titolare e per il centrocampista comincia una serie di pellegrinaggi per l'Italia: prima al Bologna, poi al Chievo, poi al Cesena, poi ancora al Chievo prima di chiudere con il Pescara. Ma Guana non riuscirà più a dare quella continuità e parvenza di potenzialità dei primi anni di carriera. Nel mezzo, due risse con il portiere Puggioni, suo compagno di squadra nei veronesi: prima una testata in faccia, poi un battibecco che gli costa la cessione forzata. Insomma, non proprio un carattere semplice. 

L'ADDIO AL CALCIO E LE CONTROVERSIE - Dopo sole otto presenze con gli abruzzesi decide di terminare il rapporto con la società abruzzese e di lasciare il calcio per motivi personali, a 33 anni. Da allora il mondo del calcio non ha più avuto grandi notizie su di lui, fino a qualche giorno fa, quando l'ex compagno Adani è tornato sui fatti di Brescia: "Cercarono di farci passare come capri espiatori, fui anche assediato da alcuni ultrà. Me ne andai a marzo. Si inventarono di tutto, compresa una mia storia con la Hunziker, perché non credevano che si potesse rinunciare a tre anni di stipendio per una questione di ideali e di valori. Dissi tutto in faccia a presidente, allenatore e direttore sportivo, che non amavano il Brescia quanto lo amavamo noi". Forse è stato proprio per quell'amore deluso che Guana non ha più toccato i livelli fatti intravedere con le Rondinelle.

@AleDigio89