Ci sono dei giocatori della storia del calcio che hanno avuto una sola sfortuna, quella di nascere nel posto giusto al momento sbagliato: interpreti che avrebbero potuto scrivere grandi pagine del pallone ma che per loro sventura hanno trovato qualcuno più bravo proprio sui loro passi, nelle loro squadre e nelle loro nazioni. E' senza dubbio questo il caso di Johan Micoud, trequartista dotato di una classe sopraffina che abbiamo imparato bene a conoscere nella stagione 2001/2001, quando è arrivato a Parma.

GLI ESORDI A CANNES, IL BORDEAUX E  LA NAZIONALE - Francese della Costa Azzurra, nato a Cannes nel 1973, non si dedica al cinema per celebrare al meglio la propria città natale e l'omonimo festival ma sceglie di giocare a pallone, militando nel settore giovanile dei biancorossi: la sua caratteristica principale fin dalla giovane età è il fisico da corazziere, abbinato però a una tecnica cristallina, tanto che sin dagli esordi viene collocato tra le linee di centrocampo e di attacco per fungere da collegamento e inventare. L'esordio in prima squadra, in Ligue2, avviene a soli 19 anni: seguono quattro stagioni di pregevole fattura, nelle quali Micoud dimostra tutto il suo potenziale da numero 10, tanto da attirare l'attenzione dei Girondini di Bordeaux. E' la svolta: dopo tre stagioni da protagonista, nel 1998/99 vince il campionato di prima divisione da protagonista, guadagnandosi la prima convocazione in Nazionale.

DA RAME' A WILTORD: UNA SQUADRA DA LEGGENDA - Il Bordeaux di Elie Baup che trionfa nella Ligue 1 di quell'anno è una squadra che entra nella leggenda: quello rimane tuttora il sesto e ultimo campionato vinto dalla squadra della Gironda. Con Ramé in porta, Ferrier, Alicarte, Saveljic e Grenet in difesa, Pavon e Diabaté a centrocampo, Micoud e Benarbia dietro alle punte Wiltord e Laslandes, les Marines et Blancs trionfano in Francia, battendo il Marsiglia di solo un punto a fine stagione. Micoud si distingue come terzo goleador della squadra, dietro alle punte, con ben 9 reti, e secondo assist man, con sei passaggi vincenti. Protagonista indiscusso.

IL PARMA, L'OMBRA DI ZIDANE E LA COPPA ITALIA - Il Parma di Tanzi, all'epoca una delle sette sorelle della nostra Serie A, si accorge di lui e lo acquista per 7,5 milioni di euro, nonostante il deludente Europeo del 2000 nel quale la Francia vince il titolo, ma Micoud è poco più di una comparsa: al suo posto gioca infatti un certo Zinedine Zidane che gli lascia le briciole. Si fregerà del titolo di Campione d'Europa nonostante i pochi minuti disputati in quella competizione. Negli emiliani che ambiscono a una posizione che possa fargli disputare la Champions League, il francese si mette a disposizione di Malesani, Sacchi ed Ulivieri: le due stagioni in gialloblù sono molto buone, tanto che arriva la qualificazione alla massima competizione europea, grazie a compagni del calibro di Buffon, Thuram, Almeyda, Marcio Amoroso e Di Vaio. Dopo 47 presenze e 9 reti, ma soprattutto una Coppa Italia vinta in finale proprio contro la Juve di Zidane, "le Chef", questo il soprannome per lui coniato grazie alla capacità di "miscelare ingredienti in campo", saluta il Belpaese. 'LE CHEF' IN GERMANIA: CHE TRIDENTE CON KLOSE E KLASNIC! - Non è finita però: si trasferisce infatti in Germania, al Werder Brema, dove vive una seconda giovinezza, vincendo Bundesliga e Coppa nel 2004 e ritrovando la Nazionale. Tutto grazie al magico tridente composto con il tedesco Miroslav Klose e il croato Ivan Klasnic: 123 presenze e 31 gol per Micoud.

L'ADDIO AL CALCIO E LA POLEMICA CON BLANC - Il quale decide di chiudere la carriera col ritorno a casa, al Bordeaux, dove riesce a vincere un'ultima Coppa di Francia prima del ritiro del 2008, non senza polemica con il tecnico Laurent Blanc. Queste le sue parole: “E’ stato Blanc a volere che non continuassi per lanciare Gourcuff, ma prima di decidere definitivamente di smettere gli ho detto in faccia cosa pensavo di lui”.

MICOUD OGGI: TRA VINO, MUSICA E... CANNES! - Ma che fine ha fatto oggi Micoud? Assieme all’ex compagno di squadra Matthieu Chalmé ha aperto una azienda vinicola e nel frattempo si dedica all’attività di produttore musicale e di commentatore televisivo; inoltre è da poco diventato presidente del Cannes, club che lo ha lanciato nel calcio che conta. Insomma, un ritiro di classe: come tutta l'esistenza di Johan Micoud..

@AleDigio89