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Che fine ha fatto? Protti, lo Zar di Bari e Re di Livorno che si dedica al turismo

Nato a Rimini nel 1967, Igor Protti ( foto www.sportscn.com) inizia la carriera nella squadra della sua città, ed esordisce in Serie C1 a soli 16 anni. Ancora ragazzino decide di abbandonare la Romagna per cercare spazio e minuti e approda al Livorno, sempre in Serie C1, quasi diciottenne. Con la maglia amaranto Protti inizia a prendere coscienza dei suo mezzi e in tre stagioni da comprimario realizza 12 gol in 72 presenze. Dopo una stagione passata in prestito alla Virescit Bergamo, società che partecipa attualmente al campionato dilettantistico, compie il grande salto trasferendosi al Messina in Serie B. Sulle rive dello stretto trascorre tre annate di buon livello realizzando 31 gol in 72 presenze, ma nella stagione 1991-1992, nonostante gli 11 gol realizzati, non riesce ad evitare la retrocessione dei giallorossi in Serie C1.

IL BARI E IL TRENINO - Il Bari dell'ambizioso Matarrese fiuta l'affare e si fionda sul giocatore convinto che possa contribuire al ritorno, dopo la retrocessione della stagione precedente, dei galletti nel massimo campionato. Con il tandem Protti-Tovalieri, e con Giuseppe Materazzi in panchina, la società pugliese impiega una sola stagione per ritornare in Serie A. La stagione successiva rimarrà per sempre nella storia del Bari e verrà ricordata dai tifosi per il famoso "trenino" che accompagnava ogni rete realizzata dai giocatori in maglia biancorossa. I ragazzi di Materazzi partono fortissimo ma calano alla distanza e concludono il campionato con un comodo 12esimo posto. Perso il compagno di reparto durante la campagna acquisti estiva, Protti si carica il peso dell'attacco sulle spalle. Il bomber di Rimini segna a raffica, ma la fragilità difensiva della squadra vanifica ogni suo sforzo. Protti, a retrocessione già avvenuta, si gioca il titolo di capocannoniere all'ultima giornata in casa contro la Juve. Spinto da un San Nicola tutto per lui va in rete e raggiunge Beppe Signori della Lazio a 24 gol, entrando nella storia del campionato per essere l'unico capocannoniere ad essere appartenuto ad una squadra retrocessa.

IL DECLINO - In difficoltà economica Matarrese è costretto a cedere alle pressioni della Lazio per il suo bomber, e lo cede per 7 miliardi di lire. L'avventura a Roma è tutt'altro che positiva con 7 gol in 35 presenze. La stagione successiva passa al Napoli per cercare il rilancio ma incappa in una delle stagioni peggiori degli azzurri culminata con la retrocessione e a fine campionato ritorna in biancoceleste. A Roma non credo in lui però e così decidono nuovamente di cederlo in prestito, questa volta alla Reggiana in Serie B.  A 32anni viene ormai considerato sul viale del tramonto, finito, ma Protti non si sente tale e accetta di tornare a Livorno in Serie C.

SECONDA GIOVINEZZA - Il ritorno di Protti in Toscana coincide con l'arrivo di Aldo Spinelli alla presidenza degli amaranto, un connubio che si rivelerà decisivo per la storia dei labronici. Nella prima stagione la squadra guidata da Carmignani non si avvicina mai al vertice nonostante gli 11 gol di Protti, mentre nella stagione successiva il sogno di tornare in serie cadetta viene infranto dal Como ai play-off, nonostante ciò Protti si laurea capocannoniere con 20 gol. La stagione 2001-2002 è un trionfo per Protti e gli amaranto che, grazie 27 gol (record di categoria) realizzati dal bomber tornano in serie B dopo 31 anni. Nell'anno successivo il riminese bissa il titolo di capocannoniere con 23 centri, diventando insieme ad Hubner l'unico giocatore ad aver vinto le classifiche marcatori di tutte le categorie professionistiche: Serie A nel 95-96, Serie B nel 02-03 e Serie C dal 2000 al 2002. All'età di 36 anni decide di ritirarsi, ma convinto dal nuovo compagno di reparto Cristiano Lucarelli, fortunatamente, ci ripensa e torna in campo. Il Livorno viene affidato ad un giovanissimo Walter Mazzarri che forgia una squadra combattiva, grazie anche alla presenza di Giorgio Chiellini, e tecnica. La nuova coppia d'attacco si rende protagonista di una stagione straodinaria realizzando 53 gol in due che valgono il terzo posto e il ritorno in Seria A dopo ben 55 anni. Nella massima serie, nonostante i 37 anni, riesce comunque a mettere a segno 6 gol, ma nell'ultimo match di campionato contro la Juve saluta il Picchi e i suoi tifosi con l'ultimo gol della sua carriera consegnando la fascia di capitano a Lucarelli. Per riconoscenza il Livorno decide di ritirare la maglia numero 10 con la quale ha realizzato 123 gol in 222 apparizioni, maglia che per volere di Protti verrà affidata a Tavano nella stagione 2007-2008.

PROTTI ADESSO  - Dopo l'addio al calcio giocato Protti si dedica alla gestione del suo lussuoso agriturismo situato a Ripabella, in provincia di Pisa. Ha inoltre deciso di mettere a disposizione del Catania tutta la sua esperienza eccettando il ruolo di osservatore.

 


Massimiliano Cappello
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