"'Il ragazzo è bravo, ma non si applica" è una delle frasi che spesso i professori rivolgono ai loro studenti promettenti ma con poca voglia di fare fatica: quel che stupisce è che un assioma del genere possa essere riferito anche ad alcuni calciatori, come ad esempio il protagonista del "Che fine ha fatto?" di oggi, l'ex centrocampista di Newell's Old Boys, River Plate, Atletico Madrid, Real Madrid, Inter, San Lorenzo, Atlante e Penarol Santiago Solari.

L''INDIECITO' TRA LA FAMIGLIA DI CALCIATORI, MARADONA  E  IL RIVER PLATE
- Santiago Hernan Solari Poggio nasce il 7 ottobre del 1976 in Argentina, a Rosario, città di calciatori, come ad esempio Lionel Messi e Mauro Icardi, e innamorata del calcio nei suoi aspetti più profondi: di chiare origini italiane ma in possesso anche di passaporto spagnolo, Solari frequenta il Richard Stockton College of New Jersey ma sviluppa subito una grande passione per il pallone, come d'altronde anche i fratelli Esteban e David, che diventeranno anch'essi calciatori. Dopo la trafila nelle giovanili, esordisce a 18 anni nella massima serie argentina con la maglia del Newell's Old Boys, nota squadra di Rosario nella quale militò anche Diego Armando Maradona. Da lì si trasferì prima al Renato Cesarini Football Club e poi al River Plate, dove si impone all'attenzione dei club europei, vincendo tre campionati argentini. Come lo zio calciatore Jorge, anch'egli ex River e nazionale argentino, anche a Santiago viene assegnato il soprannome di "Indiecito", il "pellerossa", per i suoi tratti da Indio, oltre a quello di "El Principito"; per la propria capacità di gestire al meglio il pallone e la tecnica innata.

DALL'ATLETICO AL REAL DEI GALACTICOS SU CONSIGLIO DI... REDONDO! - Nel 1999, quando ha 23 anni, Santiago viene notato dall'Atletico Madrid, dove resta per due anni imparando a conoscere il calcio spagnolo, prima di passare nei rivali del Real, acquistato per soli 3.5 milioni di euro sotto consiglio del cugino, l'allora madridista Fernando Redondo. Nei Blancos la prima stagione fu difficile, a causa di alcuni problemi respiratori, ma nella seconda vinse la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale. Con le Merengues disputa la bellezza di cinque stagioni, vincendo due titoli, nelle quali si rivela fondamentale per le proprie capacità di dodicesimo uomo, in grado di "spaccare" le partite con il proprio ingresso: realizza 20 reti in 184 partite, tanto da ritagliarsi un discreto spazio nel Real dei Galacticos e nella nazionale Argentina, che frequenta con regolarità.

INTER DELUDENTE MA VINCENTE, POI I TITOLI DI CODA TRA MESSICO E URUGUAY - L'esterno approda all'Inter nell'estate 2005, a 29 anni, per circa 2 milioni di euro: le aspettative del presidente Moratti e dei tifosi nerazzurri sono alte, nonostante i frequenti infortuni che ne condizionano il rendimento. Con la maglia del club meneghino però Solari delude profondamente: con Mancini il feeling non sboccia ed è spesso relegato in panchina. In tre anni gioca pochissimo, solamente 39 presenze con 4 gol realizzati, anche se vince comunque tre Supercoppe italiane, tre scudetti, di cui uno a tavolino, e una Coppa Italia: a fine contratto però la società decide di non rinnovare l'accordo, tanto che Solari decide di tornare nella sua Argentina, firmando col San Lorenzo, con il quale sfiora il titolo, prima della fine della carriera tra Atlante (tre presenze al Mondiale per club) e Penarol, in Messico e in Uruguay.

DALLO SPOT DI SKY A SOLARI OGGI: L'EREDITA' DI ZIDANE - Di Solari ci si ricorda soprattutto per uno spot che Sky gli dedicò, nel quale sbaglia un gol già fatto: la rivincita l'argentino se la prende segnando un gol di tacco contro l'Udinese e riuscendo a fare cambiare il contenuto del video proposto dalla piattaforma satellitare. Ultimamente il suo nome è tornato alla ribalta per le performances della sorella modella e attrice, che ha anche recitato nel nostro paese. Ma oggi Santiago che fine ha fatto? Ha deciso di intraprendere la carriera di allenatore, tornando nella famiglia del Real Madrid: gli inizi sono stati nel 2013, a 37 anni, con la squadra cadete B, per poi passare nel 2016 alla formazione Castilla, la primavera dei Blancos, abbandonata da Zinedine Zidane per la prima squadra. Il futuro gli ha riservato proprio la panchina delle Merengues, come accaduto a colui che lo precedeva: vedendo i risultati che sono arrivati in seguito, con la conquista di tre finali di Champions, l'ex Inter ora sogna in grande. 

@AleDigio89