Bene. Benissimo. Che Napoli, signori! Guarda negli occhi il Liverpool - il Liverpool campione d’Europa -  e non gli lascia scampo. Certo, soffre pure, rischia pure, ma alla fine sa trasformare la prima notte di Champions in notte di coraggio e di trionfo. Meritato, il successo. Giusto. Firmato da  Mertens e Llorente, però cercato, voluto, inseguito ed acciuffato da tutta la squadra che sembra aver mutuato la mentalità europea del suo allenatore, lasciandosi alle spalle anche certe incertezze formato campionato.   

Perché non fa un passo indietro, il Napoli europeo, internazionale. Ancelotti, infatti,  porta avanti la sua idea, vuole proporre gioco, vuole giocarsela senza complessi d’inferiorità questa prima notte di Champions e non fa niente che dall’altra parte ci sia la squadra campione. Ed ecco allora due esterni bassi tutti e due d’attacco (Di Lorenzo e Mario Rui), due esterni alti ovviamente d’attacco (Insigne e Callejon), un mediano-interno che guarda avanti e s’inserisce (Fabian) e poi Lozano e Mertens, giusto per completare la vocazione da bomber della squadra, che spera d’approfittare pure della difesa alta degli inglesi.

 Ma forse, ricordando anche il passato, se l’aspettava, Klopp, un Napoli così. Tant’è che irrobustisce il centrocampo con Henderson e Milner, i quali assicurano muscoli, oltre che esperienza e qualità. Cosicché quella che ne viene fuori è subito una partita aperta, intensa, che non conosce la paura. Ed è il Napoli che parte sicuramente meglio. S’aprono, infatti, gli attaccanti ed è la che (7’) s’inserisce Fabian. Due volte. Prima il sinistro, poi il destro, ma tutte e due le volte Adrian sa dire no. Poi, per fuorigioco sacrosanto, non vale niente il pallone che  Mertens mette in porta. Insomma, è un Napoli che  rischia solo quando Fabian due volte si fa rubare tempo e palla in mezzo al campo. Sono queste le occasioni in cui il Liverpool, grazie a Fabinho soprattutto, fa la faccia feroce, riparte, mette un po’ di brividi al San Paolo, anche se poi, in verità, Meret, tranne che per un’iniziativa di Manè, si gode la serata.

Come se la gode la gente dello stadio contenta di questo Napoli che - seppure troppo gracile davanti ad Adrian - contro i campioni d’Europa se la gioca a viso aperto e a testa alta. E che costringe il signor Klopp ad alzare la voce con i suoi perché a Manè e Salah non arrivano quanto meno giocabili palloni. E, infatti, se la dà una sveglia la sua squadra, che sul finire del tempo fa capire al Napoli che non sono ammessi errori. Nel giro d’un minuto - forse pure meno - infatti, prima Mario Rui salva tutti incrociando l’assist per Salah e poi è Firmino che, su calcio fermo dall’angolo, di testa manda d’un niente fuori. Così è: se il Napoli poco poco si distrae, se poco poco lascia  spazio alla velocità dell’egiziano o alle invenzioni di Firmino, beh, se lo fa rischia parecchio. Cert’è, però, è il miglior Napoli di stagione questo Napoli di Champions. Che gioca, appassiona, ma non segna. Ed è questo il suo grande torto.

Comunque sia, dopo il riposo il Napoli diventa più aggressivo. Si tiene anche un po’ più alto e proprio su una volata di Rui sulla sinistra nasce l’occasione d’oro per Ciruzzo. Sul cross Mertens ci arriva un poco storto, è vero, ma ci arriva. Il problema è Adrian, senza sapere neppure come fa, sulla chiusura del falso nove e falso biondo ci arriva con la punta delle dita. Forse s’illude, il Napoli. S’illude di dominare la partita. S’illude di tenere a bada il Liverpool più e meglio di prima. E ovviamente sbaglia. Perché commette errori. Perché su un angolo a favore prende un contropiede che non finisce con un gol solo perché Manè sbaglia  il comodo assist per Salah.

E non bastasse, 75’, Manolas s’inventa una colossale fesseria che mette Salah davanti a Meret. E il povero Meret deve spingere con tutta la forza che ha nelle caviglie per evitare il gol. 
Ma se il Napoli un po’ molla è perché è stanco. E ovviamente don Carlo se ne accorge. Servono forze fresche, in campo.  E così in dieci minuti dal 66’ al 76’ Insigne lascia il posto a Zielinski, Lozano a Llorente e Allan a Elmas. Va meglio, adesso. Il Napoli riprende fiato, coraggio e profondità. Quella che trova Callejon (82’)  che impatta in area con Robertson meritandosi il rigore. E non sbaglia Mertens dal dischetto. Gol. Napoli sopra e Liverpool sotto, E San Paolo che esplode di felicità. Che raddoppia, quando proprio alla fine Llorente raddoppia addirittura. Due a zero. Com’era nei sogni degli azzurri e della gente. Signori, l’impresa è servita. E già dopo una partita il passaggio del turno è più vicino.

IL TABELLINO

Napoli-Liverpool 2-0 (primo tempo 0-0)


Marcatori: 37' st Mertens (r), 47' st Llorente

NAPOLI (4-4-2): Meret, Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan (31' st Elams), Fabian Ruiz, Insigne (22' st Zielinski); Lozano (24' st Llorente), Mertens. All. Ancelotti

LIVERPOOL (4-3-3): Adrián; Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk, Robertson; Henderson (42' st Shakiri), Fabinho, Milner (21' st Wijnaldum); Salah, Firmino, Mané. All. Klopp

Arbitro: Brych (GER)

Ammoniti: 12' st Robertson (L), 16' st Milner (L), 44' st Llorente (N)