Razzismo in stand-by. Ce lo ha messo il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea dopo gli ennesimi cori scimmieschi sentiti a Cagliari nell'ultima giornata di campionato e indirizzati all'attaccante di colore interista Romelo Lukaku: prima di assumere eventuali provvedimenti, è stato chiesto un approfondimento d’indagini, col coinvolgimento del responsabile dell’ordine pubblico locale. Mastrandrea utilizzò il medesimo procedimento circa 5 mesi fa, quando si assistette ad un analogo episodio nei confronti dello juventino Kean, poi colpevolizzato dal presidente della squadra sarda Giulini per avere esultato dopo un suo gol sotto la curva dei sostenitori sardi ed averli così provocati. In quell'occasione il giudice sportivo, nonostante gli approfondimenti del caso, decise di non decidere, stabilendo che quei cori “pur censurabili, hanno avuto durante la gara una rilevanza limitata”. 

In sintesi: per quattro razzisti in croce non c’è motivo di assumere provvedimenti disciplinari, tanto allo stadio quei cori non li ha sentiti nessuno. Come disse appunto il presidente Giulini dopo l’ultimo Cagliari – Juve, sostendo che lui, e quelli sedutigli accanto, quei versi della scimmia non li avevano uditi fino all’esultanza “provocatoria” di Kean. Giulini è presidente del Cagliari dal 2014, ma quei buuu razzisti all’indirizzo dei giocatori di colore si registrarono già anni prima allo stadio S. Elia, contro Sissoko, Eto’o, Muntari. Da quando il Cagliari si è trasferito alla Sardegna Arena il fenomeno è peggiorato, e non è vero che a fare quei cori siano solo quattro scemi in curva. Eppoi, in quale curva? Con Kean i buu arrivarono dalla Sud, per Matuidi e Lukaku dalla Nord. Sono sempre gli stessi 4 scemi che si spostano di settore, oppure gli scemi sono un po’ dappertutto in quello stadio? Lo stesso presidente Giulini dovrebbe anche decidersi da che parte stare: quando, ad aprile scorso, i suoi tifosi fecero il verso della scimmia a Matuidi e Kean, lui disse che il francese aveva fatto una sceneggiata senza senso e che, appunto, Kean quei versi se li era andati a cercare. Non solo, che quel trattamento la propria tifoseria l’avrebbe utilizzata anche nei confronti di un bianco, tipo Bernardeschi, se si fosse permesso di provocarla. Un “Non toccate Caino”  in versione giuliniana. Stavolta, per i cori contro Lukaku, Giulini ha invece condannato fermamente l’episodio, mettendo persino a disposizione delle forze dell’ordine le immagini del circuito interno dello stadio, e invitato i propri steward ad una maggiore attenzione nell'individuare i responsabili di simili comportamenti. 

Un cambio di atteggiamento radicale, in appena 5 mesi, che francamente stupisce. Schierato a difesa dell’intera tifoseria sarda quando si è trattato di giocatori della Juventus,  molto più severo e intransigente dopo i cori contro uno dell’Inter. Magari le 5mila azioni della Beneamata ancora in suo possesso ( per anni Giulini è stato anche membro del cda nerazzurro, ndr) gli hanno prodotto una maggiore sensibilità verso un problema reale e che, se pure marginalizzato ad alcuni deficienti, urge di una soluzione definitiva considerata la recidività del pubblico sardo. Anche col contributo federale, e magari pure un minor lassismo da parte del giudice sportivo Mastrandrea verso questi episodi. 
Sono davvero curioso di vedere cosa produrranno gli ulteriori “accertamenti” chiesti sul caso Lukaku. Magari stavolta succede davvero che la Sardinia Arena venga squalificata e Giulini dica “ce lo siamo meritati”. Potenza dei colori nerazzurri!