Il tempo, come sempre, dirà chi si è mosso meglio. Ma intanto, tra i molti volti nuovi sulle panchine, si può già dire che Antonio Conte sia in netto vantaggio su Maurizio Sarri e soprattutto sul suo dirimpettaio Marco Giampaolo. E non soltanto perché finalmente ha avuto Lukaku. Tutti stanno cambiando il gioco delle rispettive squadre, altrimenti non sarebbero stati scelti, ma nessuno fin qui ha inciso come il tecnico nerazzurro. 

A maggior ragione perché soltanto Conte fin qui ha potuto schierare una squadra senza nemmeno un attaccante titolare. Mentre Sarri è ripartito con Ronaldo e Giampaolo con Piatek, Conte si è dovuto arrangiare con i giovani Longo ed Esposito, oppure con l’avanzamento di Perisic comunque fuori ruolo. Eppure l’Inter è piaciuta subito ed è lecito immaginare che con il ritorno di Lautaro Martinez e soprattutto con l’arrivo finalmente ufficiale del tanto atteso e inseguito Lukaku, la squadra nerazzurra sarà ancora più forte e competitiva. 

Ma soprattutto, al di là delle prime indicazioni del campo, Conte rispetto ai suoi colleghi è in vantaggio perché nessuno è stato accontentato o almeno ascoltato quanto lui, a dimostrazione di una perfetta sintonia con la società, come non avveniva dai tempi di Mourinho, l’ultimo allenatore dell’Inter capace di ottenere i giocatori richiesti. Conte non voleva Icardi e Nainggolan e i due sono stati prontamente emarginati da Marotta. Conte voleva Sensi e Barella e i due sono stati acquistati in fretta, strappandoli alla concorrenza rispettivamente del Milan e della Roma. Perisic, ritenuto inadeguato tatticamente, è finito nella lista dei cedibili. E poi, ovviamente, c’è il nome di Lukaku, arrivato prima di Dzeko: un grandissimo attaccante che Marotta è riuscito a prendere nonostante le manovre di disturbo della Juventus, per soddisfare appunto le precise richieste di Conte.  Una perfetta identità di vedute, quindi, tra società e allenatore, al contrario di quanto sta succedendo al Milan, dove Giampaolo dice che Suso deve rimanere, mentre Boban e Maldini trattano la sua cessione. E questo è un altro punto a favore di Conte che può lavorare con la piena fiducia della società, oltre che dei tifosi. Non va dimenticato, infatti, quest’ultimo aspetto perché Conte parte in vantaggio anche nella considerazione del suo nuovo pubblico. E’ vero che ha un passato juventino, ma al contrario di Sarri non aveva mai parlato male dell’Inter e il suo passaggio sulla panchina nerazzurra non ha avuto il sapore del tradimento per i suoi vecchi tifosi juventini. E poi Conte, al contrario dello stesso Sarri e a maggior motivo di Giampaolo, sa come si vincono gli scudetti, tanto è vero che nessun interista mette in dubbio le sue qualità, mentre molti interrogativi hanno accolto Sarri alla Juventus e ancora di più Giampaolo al Milan. 

Partire in vantaggio nei programmi con la società e nel rapporto con i tifosi è già un successo, ma ovviamente poi sarà il campo a fornire le risposte decisive. Uno come Conte, però, che ha vinto prima in campo e poi in panchina, non ha paura di fallire il nuovo l’obiettivo. Ha soltanto fretta di centrarlo. Con i  nuovi gol di Lukaku. Con tanti saluti a Icardi.