L'Inter è viva e lotta insieme a Conte.

In queste amichevoli che valgono nulla per il risultato, ha perso solo una volta sola (Manchester United) dentro i 90 minuti e adesso ha preso gusto a vincere ai rigori: era successo con il Paris Saint Germain a Macao, è ricapitato a Londra, in casa del Tottenham. 5-4 il finale, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sull'1-1. Dal dischetto ha sbagliato il solo Puscas, mentre Handanovic è stato decisivo con due parate.

L'Inter in formato inglese non è partita bene, ma dopo aver subìto il gol da Lucas Moura (2'), prima è stata fermata dal palo interno colpito da Brozovic (27') e poi ha pareggiato con Sensi (35'), al culmine di un'azione cominciata con un cambio di campo, impostata da Dalbert (palla tra le linee), rifinita da Esposito (esterno nello spazio) e chiusa dall'ex Sassuolo (inserimento perfetto) con un tocco di destro nell'angolo più lontano.

Azioni e reazione. Il primo squillo, dopo lo svantaggio, è stata una manovra Candreva-Perisic-Dalbert, conclusa di testa da quest'ultimo. Poi il ritmo basso ha favorito il coraggio. Infatti fino a quando il Tottenham si è mosso in maniera intensa, con un pressing alto e cercando l'ampiezza del  campo, l'Inter è sembrata timida e anche contratta, con qualche errore di troppo in disimpegno.

Nel momento in cui gli sbagli hanno cambiato di campo, i nerazzurri hanno intensificato il pressing (o forse è stato il pressing a indurre all'errore gli inglesi) e ad occupare la metacampo avversaria. Il quasi-gol di Brozovic (il migliore insieme a Candreva) è disceso da un appoggio affrettato di Walker-Peters catturato da Gagliardini. 

Conte ha schierato i soliti undici con il 3-5-2 fatta eccezione per Barella, dentro solo nel secondo tempo al posto di Gagliardini (l'altro cambio all'intervallo ha riguardato Politano per un sempre più convincente Esposito). Come altre volte in questo precampionato, il giocatore che mi è piaciuto di meno è stato Skriniar, E' vero che con un fisico del genere fatica ad entrare in forma, ma è altrettanto vero che nell'uno contro uno dovrebbe avere strumenti sufficienti per contrastare, se non impedire, un tiro come quello di Lucas Moura. Se questo non bastasse, Skriniar non ha azzardato un anticipo e rispetto a de Vrij e a D'Ambrosio è stato il più impacciato della linea difensiva.
Come quasi sempre accade in queste amichevoli, è stata partita vera fino al 70'. Poi Conte, al pari di Pochettino, ha proceduto a tutti i cambi possibili (dei titolari sono rimasti in campo fino alla fine Handanovic e D'Ambrosio). 

A livello di spirito, è piaciuta di più l'Inter della ripresa. Sia perché ha preso il comando delle operazioni fin da subito, sia perché è stata alta, con tanti uomini nella metacampo avversaria e, nonostante la totale assenza di punte (la coppia d'attacco era formata da Politano e Perisic), ha attaccato sia da destra che da sinistra con gli esterni.

Ho già detto di Brozovic, sempre più sicuro e ispirato. Va ribadita anche la prestazione molto positiva di Candreva. Vedendolo fare diagonali difensive puntualissime e contendere palloni a chicchessia, si capisce perché Conte abbia progettato il suo rilancio. Non credo sia una questione di attitudini, ma di motivazioni. Candreva temeva di essere fuori dal progetto, invece è dentro con tutte le scarpe (detto romanesco). 

Un altro che sarà difficile scalzare è D'Ambrosio. Per ora gioca perché Godin è arrivato dopo la Coppa America e, per sovrammercato, è pure infortunato, ma Conte dopo non lo dimenticherà perché è versatile, rapido e resistente.

Con buona pace dei tifosi dell'Inter che per Candreva e D'Ambrosio avevano già intonato il de profundis.