Si sa purtroppo se si è interisti ci si deve mettere il cuore in pace, non c’è spazio per la tranquillità. La speranza di vivere almeno ogni tanto sereni è da lasciare noi che entriamo. Sembrava che (quasi) tutto andasse per il verso giusto, si vinceva, la classifica sorrideva, la vittoria di San Siro contro il Dortmund aveva rimesso in corsa la squadra per un posto negli ottavi di Champions e Sensi era pronto per tornare a fare la differenza in mezzo al campo. Ma ovviamente siamo l’Inter, ovviamente un po’ di casino non possiamo farcelo mancare altrimenti che divertimento ci sarebbe?

Ed ecco che puntuale si alza il polverone. 45 minuti di estasi a Dortmund seguiti da 45 minuti di follia tragicomica con annessi sfoghi, polemiche e titoli da prima pagina. Questa volta nulla da recriminare, questa volta i titoli li ha dati direttamente Antonio Conte in conferenza stampa post partita. Inutile sottolinearlo, questa è l’Inter. Questa è la pazzia dell’ambiente, questa è la follia del suo dna. Puoi togliere anche l’inno che lo ricorda la sostanza non cambia.

Conte è un numero uno, voleva “normalizzare” l’Inter, toglierle la sua follia, ma forse per andare d’accordo con l’ambiente ci si deve anche un pochino adeguare e diventare a propria volta un po’ folli. Conte ha una buona dose di follia già di suo, e qui all’Inter ha scoperto di non doverla contenere. E allora giù le bombe: rosa ridotta all’osso e corta fin dall’estate, bordate alla società per i programmi sbagliati e, anche se non sembra, stilettate ai giocatori mirate a proteggerli dalle troppe pressioni che la critica gli sta mettendo addosso.

Tutto giusto, tutto chiaro. Conte nei contenuti ha (stra)ragione, nella forma anche ma siamo sicuri che queste parole pronunciate davanti al mondo possano essere una buona soluzione per il futuro? Qui all’analisi fredda deve subentrare l’imponderabile, la speranza che Conte non abbia agito solo d’istinto ma soprattutto ragionando su quello che le sue parole avrebbero potuto portare all’ambiente. Come reagirà Zhang sr. dalla Cina a cotanto attacco frontale? Come la prenderà Marotta che ha messo la soluzione Conte davanti a tutto e a tutti in estate? Come la prenderanno i giocatori un po’ protetti ma anche un po’ accusati dopo le sconfitte? Perdere brucia a tutti, a Conte brucia molto di più che a tutti. Lui si porta pressioni e se ne crea perché vuole vincere. Credeva di poter aspettare ma si è accorto che forse è possibile vincere fin da subito e VUOLE che la società lo aiuti investendo.

Il problema di Conte è che non pesa le parole dopo una sconfitta soprattutto se maturata in quel modo. Uno 0-2 ribaltato in 20 minuti non può ovviamente essere valeriana per uno come Conte ma solo “dinamite” che lo fa esplodere. Se proprio devo scegliere preferisco uno così, uno che non accetta la sconfitta, uno che sta male quando perde. Ci serve uno così.

Però alle volte bisogna anche sapersi gestire e Conte questo non lo fa mai! Brucia sapere di poter essere vicino a provarci ma non poterlo fare fino in fondo ma, come spesso ricorda lui, ci si deve anche ricordare da dove si arriva. Conte non ha preso una squadra vincente ma un progetto di squadra vincente e questo lui lo sapeva bene. Quindi basta “sbroccate” pubbliche, ma testa bassa e pedalare come sempre ha fatto nella sua carriera. Non roviniamo quello che di buono si sta costruendo. La società da par suo DEVE aiutare Conte. La squadra è evidentemente incompleta, piena di buchi e con poca qualità. NON SI POSSONO AFFRONTARE DUE IMPEGNI CON LA ROSA ATTUALE. Se si vuole fare sul serio bisogna dare retta a Conte e alla sua FAME! Forza Inter sempre!