Non c’è più certezza, non c’è più difesa. La Juventus viene raggiunta (3-3) nel recupero di una partita che meritava ampiamente di vincere (tre gol, due pali, un rigore giustamente revocato), vede diminuire il vantaggio sul Napoli (da più 11 a più 9) e si domanda come farà nell’immediato futuro ad affrontare un qualsiasi avversario con una retroguardia ridotta all’osso, incapace di arginare sugli esterni (Cancelo e Spinazzola sono stati disastrosi in fase di chiusura e ostruzione), con Caceres incerto e inadatto, Rugani colpevole almeno sul primo gol di Gervinho e Perin mai decisivo. Passi per quest’ultimo, tornerà in panchina e giocherà Szczesny, ma non è che sostituendo gli esterni con De Sciglio e Alex Sandro la fase di non possesso migliori, anzi.

L’unica consolazione è che Mandzukic è rientrato e, grazie a lui, Ronaldo è tornato a segnare e a brillare. Ma se non basta nemmeno avere un doppio vantaggio per due volte in una partita contro una medio-piccola, vuol dire che la situazione si sta facendo seria. Mi piacerebbe ascoltare adesso le parole di quelli che profetizzavano una Juve vincente su tutti i fronti, nella settimana in cui è stata cancellata dalla Coppa Italia (il 3-0 di Bergamo è pesante anche a livello psicologico) e ha perso la baldanza di usare il campionato come un allenamento per la Champions. Intanto, come dico io da tempo, solo e inascoltato, lo scudetto non è ancora stato assegnato e, visto come la Juve ha pareggiato con il Parma, può perdere a Sassuolo, prossima trasferta, o da qualsiasi altra parte. Già avrebbe meritato la sconfitta a Roma con la Lazio, invece ha inopinatamente vinto. Se adesso viene meno il reparto arretrato e gli infortuni continuano a bersagliarla non so davvero come può finire in Italia, per non dire in Europa dove il prossimo avversario è l’Atletico Madrid.

E’ stata una partita bella e strana. O, considerata la Juve delle ultime due gare, stranamente bella. Il Parma ha fatto di più nella prima mezz’ora, poi la Juve l’ha messo in un angolo e ha cominciato a colpire. In meno di due minuti (tra il 34’ e il 36’) c’è stato il primo palo di Khedira e il primo gol di Cristiano Ronaldo, un destro in caduta su assist di Matuidi, l’uomo che ha corso di più. Da lì alla fine del tempo un rigore tolto a Caceres (con Iacoponi si erano spinti a vicenda) e un’altra occasione di Ronaldo su assist di testa di Mandzukic. Fuori per un problema fisico Douglas Costa, secondo me molto positivo, dentro Bernardeschi, uno che ha preso a giocarsi addosso come neanche Cruyff che, però, era Cruyff. Ora, a parte che Bernardeschi si è infortunato all’86’ ed è stato sostituito da Emre Can, anzichè da Dybala, che aspettava da mezz’ora di entrare in campo, non è stata la sua prestazione a pesare nell’esito finale. Sia perchè la Juve ha di nuovo colpito un palo con Khedira, di testa, su assist di Ronaldo, sia perchè ha trovato il raddoppio con Rugani, di sinistro, a séguito di un cross di Mandzukic “sporcato” dalla chioma di Cristiano.

Mancava meno di mezz’ora alla fine e la Juve ha cominciato a sbandare e sempre dalla parte di Spinazzola, del tutto assente quando Kucka ha cambiato il campo per il colpo di testa in solitaria di Barillà (64’). Dove fosse Cancelo, però, è un’altra domanda che non trova risposta. Poteva aprirsi uno spazio di instabilità, invece in due minuti Ronaldo ha segnato di nuovo: cross di Mandzukic e colpo di testa che sbatte per terra e si infila nell’angolo alla sinistra di Sepe. Una squadra matura, non dico la Juve cannibale o ex cannibale, una partita del genere non solo la gestisce con disinvoltura, ma trova anche gli spazi per fare il quarto e il quinto gol.

Invece, piano piano, senza che se ne accorgesse, il Parma ha cominciato a giocare palla su Inglese entrato come un cuneo tra due i due centrali juventini. A sinistra, poi, la destra dell’attacco parmigiano, Kucka ha fatto strame di Spinazzola, bravino quando c’è da attaccare, ma disastroso sia nell’uno contro uno, sia nelle chiusure e nelle diagonali. Ancora dalla sua latitanza è venuto il cross basso di Kucka che Gervinho ha trasformato di tacco (e Rugani dormiva) nel 3-2. E sempre dal suo versante è arrivato il suggerimento per il pareggio in pieno recupero ancora di Gervinho.

Colpe di Allegri? Avere avuto paura tanto da costringere la sua squadra ad arretrare il raggio d’azione dopo il 2-3. Quando poi è uscito Bernardeschi, avrei fatto entrare Dybala perché nel tenere palla e nel cercrasi il fallo altrui è più bravo di Emre Can, uno che contiene e basta. Così la Juve, nonostante sia ancora imbattuta, inanella il terzo pareggio in campionato, il secondo allo Stadium. Il Parma e, in parte, anche la sorte, le hanno tolto i due punti conquistati senza merito a Roma. Così la situazione è tornata quella di otto giorni fa: il Napoli insegue a meno nove. Se, come credo, il distacco rimarrà inalterato o, peggio per la Juve, calerà, lo scontro diretto potrebbe riaprire del tutto la contesa. Ma questa Juve è in confusione e, soprattutto per la Champions, deve essere preoccupata: il pericolo di vanificare una stagione non è più solo teorico.



IL TABELLINO

Juventus-Parma 3-3

Marcatori: p.t. 37' Ronaldo (J); s.t. 17' Rugani (J), 19' Barillà (P), 22' Ronaldo (J), 29' Gervinho (P), 47' Gervinho (P).

Assist: p.t. 37' Matuidi (J); s.t. 17' Ronaldo (J), 19' Kucka (P), 22' Mandzukic (J), 29' Kucka (P), 47' Inglese (P).

Juventus (4-3-3): Perin; Cancelo, Rugani, Caceres, Spinazzola; Khedira (33' s.t. Bentancur), Pjanic, Matuidi; Douglas Costa (1' s.t. Bernardeschi, 41' s.t. Emre Can), Mandzukic, Ronaldo. A disp. Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Dybala, Alex Sandro, Kean. All. Allegri.

Parma (4-3-3): Sepe; Iacoponi, Bruno Alves, Bastoni, Gagliolo; Kucka (41' s.t. Sprocati), Scozzarella (31' s.t. Stulac), Barillà; Biabiany (11' s.t. Siligardi), Inglese, Gervinho. A disp. Frattali, Bagheria, Dimarco, Ceravolo, Machin, Gobbi, Gazzola, Dezi, Davordzie. All. D’Aversa.

Arbitro: Giacomelli di Trieste.

Ammoniti: p.t. 26' Barillà (P), 28' Scozzarella (P); s.t. 45' Emre Can (J).