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Cuore e fortuna: il Milan di Gattuso non molla mai! Udinese sleale
Ancora Milan, ancora Romagnoli. 

Non è solo perché il capitano segna il secondo gol decisivo in quattro giorni (tre vittorie in una settimana per i rossoneri), ma per come va a conquistare palla, in pressing solitario, nella trequarti avversaria.

D’accordo, l’errore di Opoku che se la fa soffiare, è grave. Ma nella circostanza è di gran lunga più decisivo l’intervento di Romagnoli che permette di srotolare un’azione orchestrata da Suso. Lo spagnolo forse tarda un po’ ad aprire a Cutrone, fatto sta che l’attaccante è costretto a cercare la sponda in mezzo. Suso gliela fornisce e, a quel punto, piomba in area anche Romagnoli. I difensori dell’Udinese sono in affanno, però non dovrebbe esistere che il capitano e l’esterno scambino palla due volte nei sedici metri, prima che Romagnoli trovi l’angolo alla sinistra di Musso.

A quel punto, minuto 97 di un recupero di 5 minuti prorogati oltre (si arriverà a 99), è successo di tutto.

Con Opoku a terra (ma l’intervento di Romagnoli è stato pulitissimo), l’assistente Marrazzo segnala un fuorigioco, quello di Cutrone, del tutto inesistente. Gattuso e i suoi vanno a protestare prima ancora che il Var sia consultato e l’allenatore viene espulso. Di Bello, l’arbitro, aspetta qualche secondo e, su suggerimento di Fabbri (il Var), convalida, come è giusto che sia.

L’Udinese ingurgita fiele, ma è una sconfitta che i suoi giocatori si sono cercata con atteggiamenti ostruzionistici irritanti prima ancora che sleali. Nuytinck, entrato all’83’ per Ter Avest, ha fatto fallo volontario su Castillejo, sostituto dell’infortunato Higuain (una storia che avrà conseguenze prossime) e Di Bello, forse disattendendo il suo metro di valutazione, ha estratto il rosso.

Mentre Nuytinck stava uscendo dal campo, Balic (entrato per Pussetto all’82’), gli è andato a intimare di farlo senza fretta. Si era già nel recupero (5 minuti) e l’arbitro l’ha allungato di un minuto e mezzo. Ne aveva ben donde, visto che davanti alla panchina Udinese, per sostituire due uomini, ci avevano impiegato quasi tre minuti. Giusto che abbiano pagato con la sconfitta.

Il Milan ha meritato perché ha comandato quasi interamente nella ripresa, nonostante l’uscita di Higuain al 35’ del primo tempo. Il centravanti è stato colpito duro alla schiena da Mandragora, ha stretto i denti, ma non ce l’ha fatta a proseguire.

La sua assenza a Siviglia, nella gara di Europa League contro il Betis, è scontata. Resta in dubbio consistente anche per la partita con la Juve. Sarebbe un grave problema per il Milan perché, a parte Cutrone, Gattuso non ha altri attaccanti. Ora è vero che, senza Higuain e con Castillejo finto nove, i rossoneri hanno travolto il Sassuolo (4-1) a Reggio Emilia. Ma è altrettanto vero che, contro l’Udinese, ad affiancare Cutrone è andato Suso, mentre Castillejo, almeno nel secondo tempo, ha fatto l’esterno.

Gattuso non è venuto meno al suo 4-4-2 iniziale con Abate e Zapata per Calabria e Musacchio, Kessie e Bakayoko centrali, Laxalt centrocampista di sinistra. Castillejo, tatticamente parlando, non è ordinatissimo. Un po’ perché insegue la sua natura anarchica, molto perché Gattuso gli chiede di variare spesso posizione (da sinsitra a destra e viceversa) e questo non lo avvantaggia.

Tuttavia è stato lui a portare i pericoli maggiori alla porta dell’Udinese, a parte Cutrone che, allo spirare del primo tempo (43’), ha chiamato Musso ad una deviazione volante.
L’Udinese, che resta in classifica resta zona pericolo e non ha certo abbandonato l’idea di avvicendare il giovane allenatore spagnolo Velazquez, deve rammaricarsi per un primo tempo nel quale ha fatto di più e meglio. Pussetto, all’inizio, ha tirato due volte verso la porta. Mandragora e Lasagna una, sempre creando qualche apprensione. Due le opportunità chiare. La prima (20’), propiziata da Lasagna, a sinistra, è stata sprecata da Ter Avest. La seconda, inventata da una progressione di Fofana, a destra, fino alla riga di fondo, non è stata sfruttata da nessuno (cross troppo veloce e troppo arretrato).

Il merito del MIlan è stato quello di non rinunciare mai. Segno che la condizione fisica è buona (mentre l’Udinese è calata), che la squadra rema tutta e sempre dalla parte di Gattuso, che la fortuna (ci vuole anche quella) non si astiene.

I problemi sorgeranno giovedì in Europa (il MIlan non può fare turnover perché, in teoria, dovrebbe vincere o, in subordine, non perdere) e, causa stanchezza e infortuni, domenica con la Juve. Peccato, sarebbe stato bello vedere una partita senza defezioni. La Juve è più forte, ma questo Milan ha uno spirito grande.


IL TABELLINO

Udinese-Milan 0-1 (0-0 fine primo tempo)

Marcatori: 51' s.t. Romagnoli (M)

Assist: 51' s.t. Suso (M)

Udinese (3-4-2-1): Musso; Opoku, Troost-Ekong, Samir; Ter Avest (39' s.t. Nuytinck), Mandragora, Fofana, Stryger Larsen; Pussetto (39' s.t. Balic), De Paul (47' s.t. D'Alessandro); Lasagna. All.Velazquez

Milan (4-4-2): Donnarumma; Abate, Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Suso, Kessie, Bakayoko, Laxalt (28' s.t. Borini); Cutrone, Higuain (35' p.t. Castillejo). All. Gattuso

Arbitro: Di Bello (Sez. Brindisi)

Ammoniti: 28' p.t. Samir (U), 4' s.t. Kessie (M), 19' s.t. Troost-Ekong (U), 23' s.t. Zapata (M), 26' s.t. Pussetto (U), 51' s.t. Romagnoli (M)

Espulsi: 48' s.t. Nuytinck (U)
Giancarlo Padovan
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