Protagonista del calciomercato nazionale e internazionale, dal 2012 è vice-presidente vicario dell'Assoagenti. Nella sua agenzia sono passati giocatori del calibro di Alessandro Del Piero, Francesco Toldo, Oliver Bierhoff e Dino Baggio. Andrea D'Amico analizza la situazione di diversi suoi assistiti in esclusiva per calciomercato.com.

D'Amico, la scelta di riportare Criscito al Genoa si sta rivelando vincente?
'Si, è stata una scelta di cuore. Lo Zenit lo aveva lusingato proponendogli un contratto lungo e importante. D'altronde era li dal 2011, il club russo ne ha apprezzato le qualità tecniche e umane. Però il Genoa era una squadra speciale per Domenico, ovviamente'.

Si era parlato di un interesse dell'Inter, conferma?
'Posso dirle che c'erano tante situazioni importanti in Italia, non voglio mancare di rispetto a nessuno. Ripeto, Genoa è stata una scelta di cuore, voleva concludere la carriera in rossoblu. E' stato convinto anche dal nuovo progetto di Preziosi che ha puntato forte su Criscito con un contratto lungo ed è tornato in nazionale'.

Borriello non è stato mai banale, nemmeno nell'ultima avventura della sua carriera. Com'è nata l'idea Ibiza?
'Marco ha motivato questa scelta in maniera perfetta. Ma oltre che un discorso di prospettive di vita, in un'isola che lui conosce bene e che lo fa stare bene, c'è anche un aspetto molto importante legato alle ambizioni che ha l'Ibiza. Io conosco  bene la loro proprietà, il dottor Amadeo Salvo è stato presidente esecutivo del Valencia dal 2013 al 2015 e avevamo già parlato diverse volte in passato. Quando ha iniziato questo nuovo progetto mi si è accesa la lampadina per Marco, ho pensato che poteva essere una opportunità perfetta per lui. Un futuro da dirigente nel club, giocare nel posto che ami, tutto perfetto direi. Loro puntano ad andare in Liga, sono consci del fatto che il brand Ibiza ha una forza particolare e possono sfruttarla con i giocatori. La famiglia Salvo ha le idee chiare e Marco è stato molto felice di accettare questa nuova, intrigante, avventura'.

Questa estate ha chiuso il trasferimento di Luca Marrone dalla Juventus al Verona: sensazioni di questo avvio?
'il Verona è una squadra forte, l'ho vista l'altro giorno contro lo Spezia. Erano partiti male ma si sono rimessi in carreggiata, credo che possa recitare un ruolo di primissimo piano in questo campionato cadetto. Luca ha maturato una grande esperienza anche se è ancora giovane, in gialloblù avrà una certa continuità di impiego. Credo che il ruolo a lui più congeniale sia quello di difensore centrale, ovvero dove lo sta facendo giocare il tecnico Grosso. Siamo contenti'.

Giovinco e il Toronto, avanti ancora insieme? La sua squadra quest'anno ha deluso le aspettative.
'Devo dire che Sebastian a Toronto si è sempre trovato molto molto bene. Il primo anno ha vinto il campionato e fatto tanti gol, il secondo è arrivato in finale perdendo contro una buona squadra come Seattle. Quest'anno è stato un po' diverso, ma si gioca in 11 e non può fare sempre i miracoli'.

State pensando a un ritorno in Europa?
'E' un discorso ancora prematuro da fare, vedremo. Sebastian è il giocatore più importante della MLS, faremo le nostre valutazioni'. Nella scorsa stagione ha portato Gilardino allo Spezia, adesso ha deciso di chiudere con il calcio giocato per intraprendere la carriera di allenatore. Crede che sia tagliato per questo nuovo ruolo?
'Alberto è una ottima persona e un campione nella vita, non solo del mondo. Ha tanto da dare, se guardo quello che hanno fatto i suoi compagni del 2006 mi viene da pronosticare qualcosa di molto positivo per questa nuova meta professionale: Cannavaro, Gattuso,Inzaghi, Zambrotta, Nesta, Oddo, Grosso, Amelia e molti altri hanno intrapreso questa carriera e stanno facendo bene. Se il buongiorno si vede dal mattino...'.


Per 17 anni ha rappresentato Gattuso, lo ha portato ai Glasgow Rangers e al Milan. Un giudizio sul suo percorso da allenatore dei rossoneri?
'Già da calciatore era davvero impressionante, era il giocatore più 'mentale' che io abbia mai visto. Aveva un modo di prepararsi alla partita maniacale, unico. Da allenatore è totalizzante, come impegno e dedizione che dà e pretende dai suoi ragazzi. Io credo che stia facendo un ottimo lavoro, non ha subito assolutamente il salto di categoria dal Pisa e la Primavera, alla prima squadra del Milan. Sa perfettamente come gestire una squadra come quella rossonera, siede in panchina con il solito carisma e fa leva su un passato da campione assoluto nel campo e nella vita. Non dimentichiamo che li ha riportati in Europa League, ha una grande conoscenza tattica e la sua squadra esprime un ottimo calcio. Secondo me è sulla strada giusta'.

Lei con Claudio Pasqualin non ha portato solo Gattuso in Scozia, siete stati dei precursori per quanto concerne i trasferimenti di giocatori italiani verso il Regno Unito. Quali ricorda con maggiore soddisfazione?
'Tutti hanno avuto un valore speciale, sono stati passaggi significativi. Gianluca Vialli al Chelsea nel 1996, Paolo Vanoli e Lorenzo Amoruso ai Rangers di Glasgow nel 2003, Dino Baggio al Blackburn nello stesso anno. Nel 1998 portato Samuele Dalla Bona e Luca Percassi dall'Atalanta al Chelsea. L'attuale presidente militava proprio nella formazione primavera nerazzurra. Ci siamo inventati anche Fabio Cannavaro all'Al-Ahli, squadra di Dubai negli Emirati Arabi Uniti, di cui è stato capitano. Era in scadenza di contratto con la Juventus e firmò un biennale. Sicuramente è stato molto bello vedere tutti quei tifosi del Toronto felici per l'arrivo di Giovinco. Ogni operazione è stata importante, vivo il collettivo dei ragazzi che rappresentiamo ma anche il singolo, perché ognuno ha una storia, delle esigenze e problematiche'.

L'oscar del mercato scorso?
'Forse sembrerà scontato ma dico alla Juventus. Il colpo Cristiano Ronaldo è stato superlativo. Rilasciare certe dichiarazioni dopo la la vittoria in finale di Champions League ha sorpreso un po' tutti penso, erano sicuramente già d'accordo con il club. Il suo arrivo è stato qualcosa di importante per il calcio italiano, un evento eccezionale che poteva portare dei risultati ancora più importanti dal punto di vista economico. Peccato, infatti,  che il trasferimento dal Real Madrid  non si sia concretizzato prima della vendita dei diritti televisivi. Sicuramente con un testimonial come il portoghese i ricavi sarebbe stati molto superiori e ne avrebbe usufruito il nostro movimento. Un grandissimo campione come Cristiano dà un valore molto più alto al nostro campionato'.

Si aspetta un grande colpo dal Milan per gennaio? Si fanno nomi importanti come quelli di Rabiot e Fabregas...
'Il mercato di gennaio è molto dinamico, lascia in dote sempre qualche bella sorpresa. Credo che possiamo aspettarci qualcosa di importante'.

Prendiamo carta e penna: tre giovani di cui sentiremo parlare in futuro?
'Dico tre dei nostri ragazzi. Parto da Nicolò Fagioli, è un talento emergente della Juventus su tanti hanno poggiato gli occhi, compreso Massimiliano Allegri. Il difensore Pietro Beruatto, classe 1998, sempre di proprietà Juventus e Luca Ercolani che è nel giro delle nazionali azzurre e gioca nel Manchester United'.