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Da Chiarugi a Kallon: goleade e disfatte nel racconto dei miei derby di Milano
In quarantaquattro anni di professione ho visto più di 50 derby dalla tribuna stampa, ma il primo derby che mi viene sempre in mente è anche l’ultimo vissuto da spettatore neutrale. Il quotidiano del pomeriggio “La Notte”, che allora si stampava a Milano, aveva indetto un concorso per indovinare il risultato del derby e i marcatori, garantendo per la stagione successiva un abbonamento in omaggio alle partite di Inter o Milan ai venti lettori che avrebbero ottenuto più punti.

Sperando in un derby con molti gol e diversi goleador, ritagliai dieci tagliandi recuperati anche nei bar degli amici azzardando una serie di 5-2 e 5-3 con il maggior numero possibile di marcatori. Sapete come finì quel derby del 24 marzo 1974? Con un 5-1 per l’Inter guidata da Enea Masiero contro il Milan di Cesare Maldini, con sei giocatori diversi in gol, che ricordiamo volentieri: Oriali, Boninsegna, Mazzola, Mariani più un’autorete di Sabadini per i nerazzurri, più l’unico gol rossonero di Chiarugi. Mi andò di lusso perché fui tra i premiati con un abbonamento del Milan, poi regalato a mio fratello Paolo.

Era il mio anno fortunato, perché meno di un mese dopo debuttai alla “Gazzetta” e da allora ho vissuto i derby in modo diverso, anche se le emozioni di questa partita rimangono per sempre. E così, in ordine cronologico, dopo quel mio ultimo derby in mezzo ai tifosi  stravinto dall’Inter, non potrò mai dimenticare l’unico derby in finale che ha assegnato una coppa Italia. Un derby doppiamente storico e non per la data insolita. Era il 3 luglio 1977, infatti, quando il Milan trionfò a San Siro grazie al 2-0 firmato da Maldera e Braglia contro l’Inter guidata da Chiappella. Quella sera si chiusero due straordinarie carriere. Ci fu l’addio alla panchina del mitico “Paron” Nereo Rocco, chiamato a sostituire Marchioro durante la stagione, che con quel successo ottenne il suo decimo titolo rossonero, grazie al quale ancora oggi è l’allenatore del Milan più vincente della storia. E ci fu anche l’addio al calcio giocato di Sandro Mazzola, capitano e bandiera dell’Inter nell’ultimo derby con lui e Rivera in campo. E allora vale la pena ricordare le due formazioni. Milan: Albertosi; Sabadini, Maldera; Morini, Bet, Turone; Bigon, Biasiolo, Calloni, Rivera, Braglia. Inter: Bordon; Canuti, Fedele; Oriali, Gasparini, Facchetti; Pavone, Merlo, Anastasi, Mazzola, Mariani.  
Derby di campionato, derby di coppa Italia, ma soprattutto derby di Champions, i più importanti della storia di Inter e Milan. Due derby nella semifinale del 2003 mai così ravvicinati, ad appena sei giorni di distanza tra l’andata mercoledì 7 maggio e il ritorno martedì 13 maggio, ovviamente sempre a San Siro, validi per arrivare alla finale di Manchester. Dopo il primo 0-0, teoricamente sul campo del Milan, ecco l’1-1 in casa dell’Inter che per effetto del valore doppio dei gol in trasferta qualificava i rossoneri, poi vincitori della Champions ai rigori contro la Juventus. Il tabellino, però, non descrive la tensione di quelle sei giornate in cui a Milano non si parlava d’altro e soprattutto le emozioni nella partita decisiva, quando soltanto un grande intervento nel finale di Abbiati su Kallon, subentrato a Crespo, negò all’Inter il gol del 2-1 e quindi l’accesso alla finale.

E proprio ricordando quelle due serate di grande calcio, il punto più alto per Inter e Milan, rivolgiamo un augurio ai tifosi rossonerazzurri di rivivere altre due semifinali così. O meglio ancora una finale. In fondo soltanto Milano in Europa ha festeggiato 10 coppe dei Campioni/Champions conquistate da due squadre. E allora, dopo aver visto la finale Real Madrid-Atletico Madrid, proprio a San Siro nel 2016, perché non sognare una finale Milan-Inter nel 2020 a Istanbul?
Alberto Cerruti

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