Nella foto manca il signor GG. Così recita un tweet postato il 24 gennaio 2019. Il testo è un retweet dall'account di Fabryka Futbolu, agenzia polacca di gestione delle carriere di calciatori, e riprende un'immagine pubblicata il giorno prima. Vi sono ritratti, fra gli altri, Krzysztof Piatek, Paolo Maldini e Leonardo. È appena stato concluso il passaggio dell'attaccante polacco dal Genoa al Milan, e tutti sono lieti per l'esito. Nessuno noterebbe il retweet del 24 gennaio, se non fosse per il ruolo e il nome dell'emittente. Il signore in questione è infatti il presidente della PZPN, la federcalcio polacca. E il suo nome è Zbigniew Boniek.

In linea di principio susciterebbe stupore che un presidente di federazione nazionale intervenga sui social per commentare questioni di calciomercato. Ma il caso di Boniek fa storia a sé. In fondo, ciascuno interpreta a proprio modo il proprio ruolo politico da capo di un movimento calcistico nazionale. E l'ex calciatore di Juventus e Roma lo fa in modo molto attivo, come fosse perennemente impegnato in una campagna di promozione all'estero del calcio e dei calciatori di Polonia. Per questo motivo trovate sul web un gran numero di sue esternazioni sul rendimento dei suoi connazionali. Invero, su questo piano Boniek talvolta esagera. Come è accaduto in occasione della polemica sul gol in Genoa-Atalanta del 22 dicembre 2018, che Piatek vorrebbe per sé e invece la Lega di Serie A annota come autogol di Toloi. In quell'occasione Boniek, sollecitato dal sito Pianetagenoa1893 che lancia una petizione per far assegnare il gol all'attaccante polacco, sposa la campagna d'opinione affermando che ai danni del centravanti (ex) genoano sia stato commesso “un torto evidente”. E aggiunge che della petizione si sta parlando molto anche in Polonia. Da un presidente federale non ci si aspetterebbe esattamente che s'ingerisca pure d'una faccenda minima come la disputa su un gol/autogol. Tanto più che c'è di mezzo la decisione di una  lega professionistica nazionale, e dunque un minimo senso di garbo istituzionale consiglierebbe di astenersi dal giudizio. Ma in fondo si tratta di peccato veniale. E quando si tratta di  Piatek, lo zelo di Boniek raggiunge il grado massimo col rischio di oltrepassarlo. Come è avvenuto col tweet del 25 gennaio, e con quel riferimento al misterioso GG, che manca nella foto nonostante abbia fatto “un ottimo lavoro”. Ma chi sarà costui?

IL GIORNALISMO A BASE DI PESCE - È ciò che chiedono gli utenti polacchi che partecipano alla discussione. Qualcuno azzarda che GG stia per Gennaro Gattuso, ma è chiaramente fuori strada. In realtà, tutti costoro vedrebbero dissipati i dubbi se dessero retta alla prima risposta, data dal giornalista Tomasz Cwiakala: che chiede se quel GG stia per Gabriele Giuffrida. Cioè l'agente che ha regolato tutti i passaggi italiani di Piatek, e che in questi mesi viene narrato come soggetto emergente nel mercato dei trasferimenti di calciatori. E emergente lo è davvero, a giudicare da tutti gli affari che ha intermediato e dei quali viene data notizia nel sito ufficiale dell'agenzia che gestisce assieme al fratello Valerio, la GG11. Per la gran parte sono transazioni che riguardano calciatori di cui Giuffrida non è agente. Del resto, come riferisce la scheda di Transfermarkt, la lista degli atleti di cui GG11 gestisce la carriera non è particolarmente estesa. E questo è un dato che aiuta a cogliere il ruolo prevalente svolto da Giuffrida nel campo dei servizi d'intermediazione sul mercato dei trasferimenti di calciatori: quello di consulente di una delle società coinvolte nella trattativa. Un lavoro che drena spazi di competenza dei direttori sportivi, ciò che ormai sta diventando prassi nel bizzarro mondo del players trading.

In questo senso, il signor GG diventa figura emblematica. Il suo lavoro si basa su un sistema di (ottime) relazioni con società calcistiche, istituzioni e soprattutto presidenti. La solidità del rapporto col Genoa e con Enrico Preziosi è talmente notoria da diventare oggetto di vasta letteratura. Con punte di mainstream che riguardano proprio il trasferimento di Piatek in rossoblu. La storiella dell'astice alla catalana preparato la scorsa estate dalle manine del patron genoano nella villa di Ibiza, con l'agente che ricambia mostrando i “preziosi” filmati del centravanti custoditi nella memoria del telefono cellulare (copyright di Carlo Laudisa sulle pagine della Gazzetta dello Sport), è stata pedissequamente ripresa dalla stampa internazionale. E a corredo della letteratura sull'astice e sullo schermo a alta definizione dello smartphone si aggiunge, nell'articolo, la descrizione di un profilo di agente che ha fatto del mercato polacco un terreno di caccia. A Gabriele Giuffrida vengono attribuiti anche i recenti trasferimenti di Bartosz Bereszynski e Karol Linetty alla Sampdoria. Peccato che l'articolo, fra una portata di pesce e un amo cui abboccare, manchi di piazzare l'ultima tessera del puzzle. Quella che riguarda l'amicizia di Gabriele Giuffrida con un altro presidente. Zbigniew Boniek, appunto. TI RICORDI THIAGO CIONEK? - Di questo calorosa amicizia in Italia si parla poco. Invece in Polonia è una cosa talmente evidente da diventare oggetto di analisi giornalistica e di domande rivolte al presidente della PZPN durante le interviste. Vista da quelle latitudini, siamo davanti a un nuovo Patto di Varsavia. Un articolo pubblicato il 29 gennaio 2019 dal sito Sportowe Fakty, titola esplicitamente su “Gabriele Giuffrida – amico di Boniek, re del mercato dei trasferimenti polacco”. E nel pezzo di Marek Wawrzynowski è descritta una relazione che va avanti da anni. Viene citato come esempio il trasferimento di Bartosz Kapustka dal Cracovia al Leicester, avvenuto nell'estate del 2016. Ma il rapporto ha origine ben più datata. E risale almeno all'estate del 2008, quando approda in Polonia un calciatore che tuttora figura nella lista dei clienti di GG11: Thiago Cionek. È lo stesso difensore, adesso in forza alla Spal, a rendere esplicito questo passaggio, nel corso di un'intervista rilasciata al tempo in cui militava nel Modena (febbraio 2014) e ripresa dall'articolo di Sportowe Fakty. A precisa domanda su come sia avvenuto il trasferimento in Polonia, Thiago Cionek risponde di essere stato notato “da un procuratore italiano, Gabriele Giuffrida, il quale, sapendo che avevo la possibilità di ottenere la cittadinanza polacca, mi ha portato là tramite Boniek”. Cosa significa quel “tramite Boniek”? È lo stesso presidente della federcalcio polacca a chiarirlo, nel corso di un'intervista rilasciata a Pilka Nozna e datata 31 gennaio 2019. Rivela di avere ricevuto all'epoca una telefonata da Gabriele Giuffrida, che gli segnalava questo difensore brasiliano il cui passaggio all'Atalanta era sfumato perché il club nerazzurro aveva raggiunto il numero massimo di extracomunitari. E poiché il calciatore “ha radici polacche”, Giuffrida ha chiesto a Boniek di dargli una mano a trovare una squadra in Polonia. Sicché l'attuale presidente federale (che, va precisato, allora non rivestiva tale carica) si attiva e fa in modo che Thiago Cionek trovi un club nel Paese dei suoi avi. E Boniek risolve la situazione. Roba che avrebbe legittimato un tweet di Gabriele Giuffrida, in cui si dicesse che “il signor ZB ha fatto un ottimo lavoro”. Nell'intervista Boniek precisa che compie questo tipo di atti con massimo disinteresse, e aggiunge di avere la coscienza pulita. Specie se c'è da parlare di Gianluca Giuffrida.

Quest'ultimo aspetto viene sottolineato perché l'intervistatore, Piotr Zelazny, gli chiede se non gli sia parso eccessivo quel tweet sul signor GG che “ha fatto un ottimo lavoro”. A questa domanda Zbigniew Boniek risponde che il suo tweet è stato motivato da un confronto con un'altra fotografia, pubblicata dal sito di Fabryka Futbolu e scattata nel medesimo contesto. In quell'altra immagine Giuffrida era presente, e invece mancava da quella del tweet. Il presidente della federcalcio polacca aggiunge che il fondatore di GG11 è fra gli agenti più rispettati e stimati in Italia, e inoltre rappresenta in Italia gli interessi della Fabryka Futbolu. Ma il dettaglio più interessante è nella coda della risposta, laddove Boniek si lamenta della maldicenza diffusa in Polonia, secondo cui questo suo interventismo nelle cose che riguardano i calciatori polacchi all'estero sarebbe il segno di un interesse personale.

LA CALUNNIA E' UN VENTICELLO - E già, il chiacchiericcio. Tagliente e calunnioso. Una brutta cosa alla quale Boniek risponde senza scomporsi. Come fa nel corso di un'altra intervista, rilasciata al periodico Przeglad Sportowy e pubblicata a giugno 2018, alla vigilia dei Mondiali di Russia. Anche in quel caso i giornalisti Tomasz Wlodarczyk e Piotr Wolosik lo stuzzicano sul tema e gli riportano l'opinione di alcuni agenti secondo i quali lui sarebbe “sul mercato”. E lui invece di respingere l'ipotesi ci scherza sopra, dicendo che per il momento fa di mestiere il presidente federale “ma più avanti chissà”. Quindi passa a lanciare avvertimenti verso un agente, che a suo dire farebbe il mestiere in modo illegale. I giornalisti di Przeglad Sportowy gli chiedono se per caso si tratti di Przemyslaw Pantak, l'agente di Arkadiusz Milik. E lui risponde che preferisce non far nomi, aggiungendo però che l'agente in questione lavora con ragazzi di 15 anni e davanti a una cosa del genere la PZNZ non può rimanere inerte. Chiude dichiarando di non aver mai preso commissioni sui trasferimenti, e accompagna tale affermazione con un'esclamazione (“Peccato!”), perché dice che forse lo meriterebbe. Quest'ultima dichiarazione si riferisce al fatto d'essere sempre prodigo di consigli verso i dirigenti e presidenti di club italiani, che pare facciano la fila per chiedergli informazioni sui calciatori polacchi. E lui li dispensa, così come dispensa elogi via Twitter al signor GG. Che dal canto suo ha molti altri motivi per richiamare la nostra attenzione. Per esempio, la recente pesca di portieri in Brasile che ha portato Jandrei al Genoa (ancora...) e Gabriel Brazão al Parma. O la società denominata Joy Eleven, e costituita a Londra in data 16 agosto 2018 dal fratello Valerio. Tutte cose molto interessanti di cui non mancherà occasione di parlare.

@Pippoevai