Nel mercato italiano il biglietto non è mai di sola andata. Si parte, poi si torna. E in questa sessione di mercato invernale si torna con una frequenza che spinge a qualche riflessione. Un po’ l’usato sicuro che funziona sempre, un po’ la voglia di non rischiare, un po’ l’operazione-nostalgia, un po’ la necessità di avere giocatori che conoscono bene il nostro campionato, un po’ la mancanza reale di liquidità che porta a compromessi anche in sede di mercato. E soprattutto un’altra ragione che vi sveliamo alla fine dell’articolo.

Dunque: Juraj Kucka è un giocatore del Parma (contratto fino al 2022) che ora tratta Omar El Kaddouri del PAOK Salonicco. Lo slovacco arriva dalla Turchia, giocava col Trabzonspor. Soltanto 8 presenze, rendimento incostante, fermo da fine novembre per uno stiramento. Prima quattro anni e mezzo al Genoa e due - gli ultimi italiani - al Milan. Avanti: la Sampdoria si è ripresa Manolo Gabbiadini, che rientra in Italia dopo due anni al Southampton (era arrivato in Inghilterra nel gennaio 2017). Due anni con qualche gol pesante (quello della salvezza l’anno scorso), con un bilancio discreto ma non esaltante: 51 presenze in Premier (solo la metà da titolare), 10 gol, una stagione intera (2017-18) e due mezze. Si poteva fare di più, ma «Gabbia» non ha mai avuto la fiducia degli allenatori. In blucerchiato ci ha già giocato due anni (47 presenze, 15 gol). Prestito per 3 milioni obbligo di riscatto fissato a 9. Gabbiadini ha 26 anni, è un buon affare. La Spal in cinque mesi non si è mai sentita garantita da Gomis e nemmeno dal suo vice, Milinkovic-Savic. E così ha riportato in Italia Emiliano Viviano. Prestito fino a giugno. Com’era andato Viviano in Portogallo? Male. Non ha mai messo piede in campo. Quella con lo Sporting Lisbona resterà una parentesi inutile.

Un «emigrante» di ritorno anche per il Bologna. Nicola Sansone. Era andato al Villarreal nel 2016. Due anni e mezzo nella Liga. Bene, benino, male: il suo rendimento. In questa stagione ha giocato 34 minuti (segnando anche un gol). Non avevano più fiducia in lui. Il 27enne Luis Muriel torna da noi (Fiorentina) dopo gli anni di Siviglia. Pioli si augura che ripeta quel che di buono aveva fatto vedere nelle sue precedenti esperienze italiane: Lecce, Udinese e Sampdoria. Però, dall’estate a ieri: sei presenze e un gol nella Liga, un po’ meglio in Europa League, dove ha segnato due gol tra andata e ritorno ai non irresistibili turchi dell’Akhisar. Più corposo il rendimento della scorsa stagione, sempre a Siviglia: 7 le reti. Bene, ma non benissimo. Okaka in questo inizio di stagione ha avuto un rendimento desolante. Mai titolare con il Watford, otto volte in panchina (per il resto nemmeno convocato), due scampoli di partita, per un totale di 22 minuti giocati. L’anno scorso: 4 gol in 19 presenze. La Premier non l’ha gratificato. Meglio (molto) aveva fatto con la maglia dell’Anderlecht, in Belgio, arrivando al suo record personale in fatto di segnature: 15 tra Jupiler Pro League e play off. In serie A il massimo era stato 5 gol con la Samp, in B 7 con Modena e Spezia. E’ sbarcato a Udine, i Pozzo l’hanno spostato dalla Premier al nostro campionato.

Dicevamo prima: c’è un’altra ragione per cui questi calciatori tornano. Banalmente: perché hanno (più o meno) fallito all’estero. Domanda: i migliori Kucka, Gabbiadini, Viviano, Sansone, Muriel e Okaka si sono visti nella nostra Serie A o all’estero? Risposta: da noi, in Italia, ad eccezione (per una sola annata) di Okaka che come detto in Belgio ha raggiunto il top. In Belgio, non in Premier, dove invece ha toppato. E quindi: è il mercato dei ritorni anche perché parliamo di giocatori che - fuori dall’Italia - non si sono dimostrati all’altezza delle aspettative. 


GIOCA A FANTACALCIOMERCATO, il gioco più appassionante e divertente del web. 
Si può giocare solo su CALCIOMERCATO.COM e la partecipazione è GRATUITA. 
Basta essere registrati a Calciomercato.com e cliccare su fanta.calciomercato.com