La crisi della Roma è determinata da molte concause, ma una le racchiude quasi tutte: questa è una realtà di sopravvalutati. Ce ne sono in campo, in società, forse anche in panchina, benché Fonseca continui a sembrare colui che ha meno responsabilità tra tutte le componenti giallorosse.

Sono sopravvalutati molti calciatori. Prendete Cristante, pagato quasi 30 milioni da Monchi e ancora un incompiuto, un indefinito: c’è qualcuno in grado di dirci in quale ruolo eccelle questo centrocampista che ha poca fantasia per essere un grande trequartista e poca sostanza per essere un bel mediano, posizione in cui viene impiegato oggi? Oppure prendete Mancini, per il quale la Roma ha versato 21 milioni più bonus nelle casse dell’Atalanta: non ha praticamente mai giocato in una difesa a quattro e si vede, è un uomo di rottura non adatto alle costruzioni dal basso chieste da Fonseca, non a caso le sue partite migliori le ha giocate fuori ruolo, da mediano. E poi ci sono Under, Kluivert, Veretout: chi di loro merita di far parte di un gruppo ambizioso come è, o vorrebbe essere, la Roma?

Ma è Petrachi colui il quale è stato sopravvalutato più di chiunque altro benché in sei mesi abbia combinato una serie di disastri difficile da comprendere. Della valutazione data a Mancini abbiamo detto (e non oggi, ma in tempi non sospetti: in piena estate). In questo mercato invernale è riuscito a sborsare 8 milioni più 2 di bonus per Ibanez, un ’98 che nell’Atalanta non giocava mai, ma proprio mai, e che Fonseca non ha nemmeno incluso nella lista europea: a Bergamo saranno decisamente riconoscenti al ds giallorosso per queste generose elargizioni. Grottesche altre scelte, in particolare quella di Kalinic, un attaccante che non segna da più di un anno. E che dire del principesco contratto firmato con Dzeko, che rende l’attaccante, alla soglia dei 34 anni, incedibile? Il buon Petrachi ha azzeccato Smalling e Pau Lopez, forse, ma il difensore inglese è in prestito secco. Come dire: una delle poche decisioni azzeccate rischia di sfumare nel nulla se lo United vorrà riprendersi il difensore.

Gli infortuni (Zaniolo, ma anche Diawara) hanno certamente condizionato la Roma, però questo crollo non può essere dovuto a un paio di assenze. Chissà se Friedkin, quando arriverà, si renderà conto delle mani nelle quali il suo predecessore Pallotta - proprietario fantasma da un anno e mezzo - ha abbandonato la Roma.

@steagresti