I minuti giocati dopo la chiusura del mercato sono meno di 45’. Meno di un tempo: 26’ col Verona, 9’ contro l’Inter, 3’ contro la Juve. Pochi, pochissimi anzi i momenti in cui i tifosi del Milan hanno visto Lucas Paquetá in azione nelle ultime tre partite disputate dai rossoneri. Arrivato da potenziale crack poco più di un anno fa per 38 milioni di euro, ormai è una riserva a tutti gli effetti del Milan. Ma non una delle prime scelte di Stefano Pioli quando deve intervenire a gara in corso sulla squadra rossonera, tutt’altro. Vittima di una personalità apparsa fragile, il 22enne fino a una settimana fa sembrava non avere nemmeno una collocazione tattica, nel 4-4-2 disegnato da Pioli con l’arrivo di Ibrahimovic. Nelle ultime gare con Inter e Juve, l’allenatore rossonero ha cambiato lo schieramento in un 4-4-1-1, con Calhanoglu a ridosso di Ibrahimovic. Sulla carta, il ruolo ideale di Paquetá, nato proprio come trequartista in Brasile.




È CAMBIATO TUTTO - Sulla carta, perché poi con Giampaolo negli spezzoni disputati non ha convinto sulla trequarti, anzi. Il meglio di sé in rossonero lo ha dato da mezzala, non sembra invece adatto per giocare nei 4 di centrocampo. Né da mediano, né da esterno. Ormai è a tutti gli effetti un’alternativa pagata a caro prezzo. In qualche modo dovrà trovare spazio in questo Milan, perché il rischio svalutazione è concreto. Pioli deve trovargli la giusta collocazione in campo per farlo rendere al meglio, Paquetá stesso deve tornare a essere quel giovane che un anno fa sembrava nato per il calcio europeo.

RISCHIO SVALUTAZIONE - È un patrimonio da ritrovare, soprattutto dopo la decisione presa dalla società a gennaio. Il Milan ha infatti scelto di tenerlo piuttosto che svenderlo (il PSG di Leonardo si era mosso concretamente con 20/22 milioni). Il Milan ha resistito, ha tenuto la linea dura anche a fronte della 'fase di riflessione' chiesta da Paquetá a Pioli a fine gennaio, nella speranza che a mercato chiuso cambiasse l'atteggiamento in campo del brasiliano. Al momento, però, negli spezzoni giocati Paquetá non ha dato segnali incoraggianti, anzi. È sembrato più indietro di tutti i compagni schierati dalla difesa in su, soprattutto mentalmente.