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Dall'azzurro al Chievo, novembre fatale per Ventura: 'salva' Inzaghi e se ne va
Gian Piero Ventura si è dimesso. Ha staccato la spina, si è stancato, non ha retto la tensione. O forse ha capito che l'illusione di salvare il Chievo si è spenta da sola. Il presidente Campedelli ha ricevuto la notizia a fine partita, a pochi minuti dal fischio finale. Prima Ventura l’aveva comunicato alla squadra, al rientro negli spogliatoi. Con l'ambiente-Chievo non è mai scattato il feeling e, al di là delle parole di prassi, c'è stata subito la sensazione che Ventura fosse l'uomo sbagliato nel posto sbagliato. Novembre fatale per l'ex ct della Nazionale. Il 13 novembre 2017 è la notte della disfatta azzurra che perde il Mondiale, nello spareggio contro la Svezia; 11 novembre, le dimissioni dal Chievo. A sorpresa. Dopo aver conquistato il primo punto in questa sua avventura, alla 4ª partita sulla panchina dei gialloblù, e dopo aver raggiunto quota zero annullando la penalizzazione; Ventura ha infilato l'uscita.

Chievo e Bologna hanno provato a vincere una partita che però è sempre sfuggita di mano, come una saponetta sotto la doccia. La motivazione va ricercata nella mediocrità di queste due squadre, zavorrate da limiti ormai congeniti. Se il Chievo è l’unica squadra nei campionati europei a non avere ancora vinto una partita, questa è la quinta giornata senza vittorie per il Bologna. L'ultima gioia a Inzaghi risale alla sfida con l'Udinese. Quella volta a risolvere fu Orsolini. Sorpresa: anche stavolta, è Orso l'uomo che fa tirare un sospiro di sollievo a Inzaghi.

La partita è rocambolesca, strana, è un chewing gum, vive di "strappi" e continui ribaltamenti di fronte, lasciando dietro di sé una scia di recriminazioni. Partiamo da Santander. E diciamo che usa la testa come pochi altri giocatori in serie A. Il solo Pavoletti in questo momento gli è superiore. Il gol è un colpo d’astuzia. Favorito da un rimpallo, El Ropero prende la mira (di testa) e insacca, indovinando l'unico angolo di luce. Posizione dubbia, quella dell'attaccante del Bologna. E infatti Orsato va a verificare al Var. E poi assegna la rete, tra le proteste dei giocatori del Chievo. A quel punto la partita potrebbe prendere la direzione di Bologna, ma Palacio (servito da Santander) si fa parare il tiro del ko da Sorrentino. E’ un involontario salvagente per il Chievo, che subito riemerge. Incursione di Kiyine (tra i più intraprendenti), tiro rimpallato dal braccio di Calabresi. Orsato assegna il rigore. Meggiorini (non segnava da febbraio 2017) spiazza Skorupski. Il Bologna perde gli equilibri, il Chievo ne approfitta. E prima dell’intervallo va in vantaggio. In area del Bologna Meggiorni tenta una spettacolare rovesciata. Che gli riesce a metà. Sulla traiettoria la deviazione vincente è quella di Obi.

Ma l’abbiamo detto all'inizio: è una partita strana, aperta a qualsiasi risultato. Il Bologna non molla l’osso e "attacca" la ripresa con determinazione, costringendo il Chievo a ridosso della sua area. Il pareggio è una conseguenza del predominio rossoblù. Lo segna Orsolini, con un colpo di testa da centravanti puro. Finisce qui, anzi no. Le dimissioni di Ventura si prendono la scena. 

IL TABELLINO

Chievo Verona-Bologna 2-2 (primo tempo 2-1)

Marcatori: 3' pt Santander (B), 20' pt Meggiorini rig. (CV), 45' pt Obi (CV), 6' st Orsolini (B)

Assist: 3' pt Danilo (B), 45' pt Depaoli (CV), 6' st Krejci (B)

Chievo Verona (3-5-2): Sorrentino; Bani, Rossettini, Barba; Depaoli, Obi (43' st Pellissier), Radovanovic, Hetemaj (20' st Leris), Kiyine; Meggiorini (18' st. Birsa), Stepinski. All. Ventura.

Bologna (3-5-2): Skorupski; Calabresi (1' st Orsolini), Danilo (25' st Gonzaléz), Helander; Mbaye, Svanberg, Pulgar, Dzemaili (2' st Poli), Krejci; Santander, Palacio. All. Inzaghi.

Arbitro: Orsato

Ammoniti: 5' pt Meggiorini (CV), 15' pt Bani (CV), 19' pt. Calabresi (B), 37' pt Helander, 6' st Krejci (B), 16 st Kiyine (CV), 18' st Barba (CV)
Furio Zara
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