Il Milan è tornato a fare il Milan. Ora ne abbiamo la certezza. Forse questo non vale ancora del tutto sul campo ma sicuramente vale sul mercato e in società. Il primo Milan di Berlusconi era diventato grande grazie a una programmazione sul mercato che era insolita per il nostro calcio fino agli anni 90. E oggi, dopo anni di contrasti e improvvisazioni, il Milan è tornato a “programmare”. Certo i soldi sono importanti, ma spenderli con un piano e un progetto definiti lo è ancora di più. Finalmente sembra che sia finita l’era dell’incompetenza e dell’improvvisazione, due elementi che l’anno scorso hanno portato a sprecare 250 milioni di euro. Leonardo è riuscito ad abbinare sul mercato colpi “programmati” alla Paquetà e operazioni rese necessarie dalle esigenze delle ultime settimane tipo la sostituzione di Higuain con Piatek. Anche l’assalto a Sain-Maximin impostato con 6 mesi di anticipo è una chiara traccia delle strategie da “vecchio” Milan. Quelle che alla lunga portavano sempre risultati.

Lucidità e organizzazione di questa società si manifestano anche nei dettagli, non solo sul mercato: ad esempio la prontezza con la quale è stato richiesto immediatamente l’anticipo della sfida con l’Empoli per non avere troppo svantaggio rispetto alla Lazio nella semifinale di Coppa Italia.
Tra i meriti di Leonardo e company c’è ovviamente anche l’aver protetto Gattuso nei momenti delicati, quando tutti i giornali parlavano di esonero, un atteggiamento ben diverso dallo “scaricabarile” piovuto su Montella dopo i primi passi falsi della scorsa stagione. La protezione è stata estesa anche ai giocatori più in difficoltà tipo Bakayoko, anch’essa abbondantemente ripagata. O allo stesso Donnarumma che aveva bisogno di certezze più ancora che di soldi. In generale i giovani sono quelli che hanno più bisogno di un terreno stabile e sicuro dove crescere affondando le radici. E questo terreno la coppia Leonardo-Maldini l’ha seminato alla grande. Non è pertanto un caso se il Milan, seppur con una rosa nettamente inferiore, si trova a pochi punti dal terzo posto interista. Adesso ci sono 4 mesi per raccogliere i frutti. A partire da domenica, adesso anche il calendario consente di piazzare i colpi necessari per la volata vincente.