Superate in agilità Bologna e Parma, le duellanti di un anno fa sono pronte per la sfida scudetto: sabato, alle 18, c’è Juve-Napoli. L’ultima volta (era il 22 aprile) finì in un modo che traumatizzò il campionato, nessuno si aspettava il gol di Koulibaly che poteva ribaltare la storia, poi alla fine il titolo ha preso ugualmente la via di Torino in mezzo alle polemiche.

 

Da allora Juve e Napoli sono cambiate moltissimo, una ha Ronaldo e l’altra ha Ancelotti, acquisti che hanno rivoluzionato quei mondi. I due, il fuoriclasse in campo e quello in panchina, sono legati da un rapporto di stima che è nato a Madrid, dove hanno costruito assieme l’ascesa alla mitica “Decima”, la Coppa dei campioni numero dieci del club più titolato del mondo.

 

Sabato saranno avversari e la sfida sarà fondamentale nella corsa per lo scudetto soprattutto per il Napoli: che la Juve sia la grande favorita e sia destinata a lottare fino alla fine, se non a uccidere il campionato, è scontato, ma Ancelotti può dimostrare che anche la sua squadra può davvero provare a vincere, alla faccia del suo amico Ronaldo.

 

Se pensiamo alle partite del mercoledì, ci vengono in mente Dybala che torna al gol e Milik che ne fa due. Ebbene, sabato rischiano di essere entrambi in panchina. All’argentino potrebbe essere preferito Bernardeschi (oltre a Mandzukic e ovviamente Ronaldo), al polacco Mertens (oltre naturalmente a Insigne).

 

Una ricchezza di talento del genere spiega, da sola, perché Juve-Napoli è la sfida scudetto. @steagresti