Era la prima volta in quel ruolo ed è andata bene perché abbiamo vinto”. Ecco Samu Castillejo dopo il 4-1 di Reggio Emilia. Non aveva mai giocato falso nove. Esterno a destra o a sinistra sempre, negli ultimi anni, addirittura mezzala destra nel 4-3-1-2 di Javier Calleja, contro il Sassuolo è sceso in campo da prima punta, di necessità virtù. Mancava Higuain, Cutrone era a mezzo servizio. Il profeta Maldini ha cominciato ad avere ragione: questo calciatore vi stupirà. E infatti ci ha stupito doppiamente, anche perché finora la sua miglior prestazione è arrivata ‘fuori ruolo’. Altro indizio di duttilità.

 E dire che Gattuso al Mapei Stadium, dopo i primi sofferti dieci minuti, l’aveva scambiato con Calhanoglu, non proprio soddisfatto della soluzione preparata per l’occasione. Ma il turco nei dieci minuti successivi ha fatto peggio. Gattuso allora si è visto costretto a invertire nuovamente i due, tornando allo schieramento di partenza intorno al 20°. Da lì in avanti Castillejo non ha sprecato la seconda chance, ed è stato un vero e proprio crescendo culminato nel gol del 3-0. Stiamo certamente parlando di un adattamento un po’ forzato, Castillejo in ogni caso resta un esterno. Il Milan poi ha bisogno delle sponde del Pipita, della sua protezione palla spalle alla porta. In questo fondamentale infatti Castillejo ha mostrato dei prevedibili limiti (lo Spaghetto!), perdendo qualche pallone se pressato da dietro. La cosa, tuttavia, paradossalmente ha portato il Milan a specchiarsi meno, a imporsi meno e ad agire in contropiede, lavorando bene nelle corse senza palla a campo aperto. Escluso il quarto gol un po’ fortuito, Castillejo a ben vedere è entrato da protagonista in tutt’e tre le prime reti. E non solo..
 
MAGRO COME UN’OMBRA –  Prendiamo la prima occasione di Kessié, al 25’, quella dello scavetto riuscito e del salvataggio sulla linea di Lirola. Riavvolgendo il nastro appare determinante la raffinata serie di movimenti e contromovimenti dello spagnolo ai danni di Ferrari, centrale sinistro neroverde. Rogerio, il terzino sinistro del Sassuolo è fuori, ormai in ritardo sull’ivoriano,  saltato da un bel cambio di gioco per Calhanoglu che ora punta la difesa avversaria sul lato opposto. Castillejo corre dritto lungo l’asse centrale, ha messo nel mirino Ferrari. Sterza leggermente verso destra. Vuole aprirsi? Vuole nascondersi dal radar del difensore? Vuole allargare lo spazio tra Ferrari e Marlon?    



Ora Ferrari è di spalle, non è più certo delle intenzioni di Castillejo, non sa quel che farà lo spagnolo. Una cosa è sicura, l’attaccante prepara il movimento vero, la scelta definitiva. Soltanto questo sa Ferrari.  



E infatti il taglio di Castillejo arriva, e Ferrari non si fa trovare impreparato. E’ reattivo e lo segue, ma era una trappola, un’ombra falsa, un falso nove. Il movimento definitivo di Castillejo disegna a terra un corridoio libero tra Calhanoglu e Kessié. Il turco, che ha visione, lo scorge in tempo. Un buon falso nove è come il fantasma di una bella donna: mai inseguirla. 



CASTILLEJO NEL PRIMO GOL -  Anche nella ripartenza ‘bestiale’ di Kessié, Castillejo fa la cosa giusta. E’ l’azione che sblocca il risultato e di fatto cambia la partita al 39’. Padovan l’ha definita giustamente ‘un tre contro due da manuale del contropiede’. Se infatti l’ivoriano è bravo a prendere il centro del campo portando palla, il movimento chiave lo effettua Castillejo, che dal centro anziché correre dritto, banalmente verso la porta, si sposta al fianco di Marlon per offrire uno scarico a destra a Kessié.   

CASTILLEJO NEL SECONDO GOL – Al terzo minuto della ripresa, il Milan raddoppia con Suso. Ancora importante, forse fondamentale, un movimento di Castillejo. Palla persa da Berardi nella metà campo avversaria, lancio di Bonaventura per Suso che controlla, resiste a Ferrari e si accentra. Guardate perché non arriva il raddoppio di Rogerio.  



Rogerio sceglie di assorbire l’inserimento forte di Castillejo per evitare un possibile filtrante di Suso. Ma la coperta è corta: se copri il passaggio, non puoi uscire in raddoppio sul mancino magico del numero 8 rossonero. Senza l’idea semplice ma giusta di Castillejo, Suso probabilmente non sarebbe andato al tiro.  



IL GOL DI CASTILLEJO – Veniamo infine al 3-0, il primo gol di Castillejo in Italia. Djuricic mezzala destra esce male in pressione su Kessié, dove già era scalato Locatelli. L’ivoriano scarica su Biglia che cambia gioco tranquillamente per Calhanoglu, aperto a sinistra (fuori inquadratura). Si noti la posizione di partenza di Castillejo, arretrato e quasi a ridosso di Suso e Bonaventura (altissimo sul terzino del lato debole). 



Stavolta è l’ex Villarreal a sfruttare la concomitanza di due movimenti che ‘abbassano’ la linea degli avversari. In area, Bonaventura e Suso spingono verso la porta Marlon e Ferrari, liberando spazio al limite per Castillejo, che nel frattempo è irraggiungibile per Locatelli e Djuricic (mediano e mezzala destra neroverdi), usciti appunto su Kessié. E Calhanoglu non sbaglia lettura. 



Più che un esperimento, Castillejo falso nove è stata una necessità. Ma è proprio nel momento del bisogno che risultano ancor più piacevoli le belle sorprese. Con questa partita il 7 rossonero si è guadagnato fiducia, credibilità e forse anche qualcos'altro. Gattuso ha trovato un nuovo jolly. Più tecnico, più duttile, più creativo di Borini: in una parola, più spagnolo. Più simile al Pipita che a Cutrone nei movimenti incontro e nei rimorchi, in sostanza nel palleggio. La domanda da porsi è dunque questa: in caso di assenza di Higuain, siamo sicuri che il primo cambio della punta resti Cutrone? Castillejo falso nove, adesso, non è più una necessità, è un'alternativa vera.