Il nuovo Milan si è insediato. O il vecchio è tornato, scegliete voi. Ciò che conta è la dipartita dei cinesi o finti tali. Non nascondiamoci dietro un dito, la colpa di Yonghong Li è solo quella di essersi prestato a una pantomima umiliante per sé e tutti i tifosi del Milan, pur di arrivare a questo punto. Che il proprietario del Milan sarebbe stato Elliott era scritto già da un anno, semplicemente era fondamentale un passaggio intermedio, quello di Li appunto. Come nel gioco dell'oca, dopo una serie di vicessitudini, imprevisti e casualità si è tornati al punto di partenza. Piaccia o no ai tifosi, infatti, dovranno abituarsi a sentire di nuovo quei nomi vicini al mondo berlusconiano e soprattutto gallianesco, che tanti hanno rinnegato, più per convenienza che per giusta causa. E a proposito di giusta causa è così che finisce l'esperienza di Fassone, con un licenziamento in tronco e la certificazione dell'ennesimo fallimento della sua carriera. Speriamo che un giorno, magari anche lontano, Fassone ci spieghi chi l'ha ingaggiato e pagato. Chi gliel'ha fatto fare di accostare il proprio nome a quello di uno sconosciuto cinese arrivato dal nulla e che sempre nel nulla sparirà.