"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

Avete presente la casa dei single festaioli nei film hoolywoodiani? Quella di Ashton Kutcher in "Notte brava a Las Vegas", per intenderci: bottiglie di birra sparse qua e là, cartoni di pizza ammucchiati sul tavolo, il divano che diventa spesso e volentieri letto di giorno, i videogame i migliori amici di notte. Ecco. La casa di Ousmane Dembélé a Barcellona è un omaggio a quella dell'ex di Demi Moore, che nella pellicola del 2008 si innamora di Cameron Diaz. La differenza è che quella di Kutcher è finzione, quella dell'attaccante del Barcellona realtà!

CHE DISORDINE! - Prima l'ex proprietario di casa, ai tempi del Borussia Dortmund, che lo denuncia, chiedendogli 200mila euro, per le condizioni in cui ha lasciato la casa; poi le ultime avventura in terra catalana: niente allenamento, "ho mal di pancia" dice lui. Così, il medico del Barça, in giornata, si reca a casa sua, apre la porta e...: persiane abbassate, buio pesto, gente che dormiva nonostante l'ora, disordine generale, scatoloni di pizza ammassati e playstation accesa tutta notte. Ah, e Dembélé stava benissimo... SENZA FRENI! - Come Bender, protagonista di Futurama, divenuto umano in una delle puntate più leggendarie della serie di Matt Groening, butta via quello che gli hanno regalato mangiando tutto quello che trova, vivendo senza freno, così Dembelé sta rischiando di gettar via tutto il suo talento. Regalo della natura che non sembra compreso dal classe '97, pagato più di 100 milioni, campione del mondo con la Francia, è già stato ripreso dai suoi compagni, ha già guadagnato fior di milioni, ha già litigato con un nutrizionista in quanto gli aveva proibito le sue amate "schifezze". Niente spagnolo, soglia dell'attenzione bassa, solo Playstation di notte e amici teenagers: il talento c'è, l'applicazione no. Il Barça sta provando ad aiutarlo, ma, citando Bender, Démbelé sembra dire: "Non rompetemi le valvole".

@AngeTaglieri88