Bologna-Fiorentina c'è stato un tempo in cui era un Derby. Non un Derbone, di quelli scudetto o salvezza. Ma un Derby di... territorio sì. Territorio geografico: poche decine di chilometri tra le due città. Territorio di classifica: spesso Derby dell'Italia centrale e del centro della classifica. Di territorio di umori e di identità tra due città vicine ma per nulla gemelle e molto poco sorelle. Comunque derby tra due nobili del campionato. C'è stato un tempo.

Ora, quando Bologna-Fiorentina comincia, è una partita di frontiera. La Fiorentina quando comincia è alla frontiera della business class dell'areo campionato. Se vince, alla Fiorentina danno il boarding pass almeno momentaneo per quelle file di posti. Per il Bologna quando comincia è una partita di frontiera con l'overbooking, con il non c'è posto in questo volo. Stanno così quando comincia, entrambe in fila al check-in. Quando finisce... pure. Sempre lì stanno. Fiorentina ancora e sempre in economy e Bologna che forse la prossima Serie A lo imbarca oppure no.

Quando comincia, piove. A Bologna come più o meno in tutta Italia. Sembra il Bologna sia il più sveglio, addirittura Poli il più sveglio del Bologna. Dura 10 minuti. Orsolini molto fumo, Santander molto muscoli. Dieci minuti... Poi Chiesa e poi Benassi e poi Gerson e poi Milenkovic e poi Simeone. Tirano tutti verso la porta del Bologna in 15 minuti. Non grandi tiri, ma è Fiorentina. Poi uno sprazzo di Palacio e quindi Simeone che non la dà a Chiesa la palla che forse, forse... Poi Lafont fa una bella parata. Ed è la fine del primo tempo.

Il secondo è Simeone che si mangia il gol dopo cinque minuti, Gerson che fa un tunnel, Milenkovic che prende un palo. Non molta roba, anche se ci provano. La dice giusta il cronista Sky: è una partita soprattutto confusa. Confusione nei passaggi, nella disposizione in campo, nelle identità di squadra. Non è un caso che sia Fiorentina che Bologna non vincano una partita da due mesi. Messe l'una di fronte all'altra, la Fiorentina è migliore. Migliore nei singoli e nel gruppo. Le manca sempre un centesimo per fare un euro. Ma almeno il portafoglio ce l'ha. Bologna invece... nelle tasche sembra non avere nulla di più di quanto e quando mestamente le svuota in campo. Anno duro per Filippo Inzaghi, forse più duro di quanto pensava quando a Bologna è andato col sorriso della festa.

Alla fine è zero a zero e neanche voluto questo zero a zero. Tocca ad entrambe le squadre come sanzione ai loro limiti. Non incoraggia niente e nessuno. Bologna con un punto in più resta sempre lì, alla frontiera di coloro che non saliranno a bordo. E la Fiorentina resta in economy, in classe economica dell'areo campionato. Lì dove, per capirci, è scalata, retrocessa la Roma. Ed è questa la notizia della giornata (e probabilmente di tutto il volo): la Roma giù dalla business class. Non a caso: se perdi con Bologna, Spal e Udinese e pareggi col Chievo... Ma come, la notizia di giornata non è Napoli-Chievo zero a zero? Gli otto punti tra Juventus e Napoli? Sì, anche no: Juventus e Napoli non sono mai state sulla stessa rotta e aeromobile. La Juventus viaggia in jet privato.


IL TABELLINO

Bologna-Fiorentina 0-0

 
Bologna (4-3-3): Skorupski; Calabresi, Danilo, Helander, Mattiello (42’ s.t. Dijks); Poli, Pulgar, Svanberg (11’ s.t. Svanberg); Orsolini (27’ s.t. Dzemaili), Santander, Palacio. All. Di Bello.
 
Fiorentina (4-3-3): Lafont; Milenkovic, Ceccherini, Vitor Hugo, Biraghi; Benassi (42’ s.t. Dabo), Veretout, Fernandes; Chiesa (27’ s.t. Thereau), Simeone, Gerson (34’ s.t. Mirallas). All. Pioli.
 
Arbitro: Di Bello di Brindisi.   
 
Ammoniti: 47’ p.t. Vitor Hugo (F), 15’ s.t. Calabresi (B), 29’ s.t. Krejci (B), 43’ s.t. Palacio (B).