Lunga intervista dell'ex Lazio Miroslav Klose, che racconta alcuni aneddoti particolari della sua carriera a stern.de, partendo dal suo arrivo in Germania, dalla Polonia, a soli 8 anni: "Nel centro di accoglienza di Friedland eravamo alloggiati in una palestra, dormendo in letti a castello, così tanti estranei, così tanti rumori". Poi l'inizio come giornalista: "Dopo alcuni mesi come giornalista mi sono trasferito a Homburg, e da allora in poi c'è stato solo il calcio". 

LUCA TONI E RIBERY - Dopo un inizio sfavillante di carriera arriva al Bayern con Ribery e Luca Toni: "Sono arrivato a Monaco insieme a Franck Ribéry e Luca Toni. I primi tre mesi abbiamo vissuto insieme in un hotel. Un francese, un italiano, un tedesco. Non potevamo andare d'accordo. Cena? Io volevo mangiare il prima possibile, Franck alle otto, Luca molto più tardi. Volevo un tavolo ai margini del ristorante e Luca voleva sempre sedersi in mezzo".  VAN GAAL E LA PANCHINA - Con l'arrivo del guru olandese Klose non trova più il campo: "È una strana sensazione. Non puoi contribuire al successo. Ma sapevo: ci saranno di nuovo partite internazionali. Quella era la mia valvola di sfogo. In questo modo ho potuto liberare la pressione che si era accumulata in me sulla panchina del Bayern. La nazionale era il mio vero club ".

TONI E VAN GAAL - Anche Toni, a cui non piaceva andare a letto presto, ha avuto qualche grana con Van Gaal: "Luca una volta è arrivato a colazione stanchissimo, Van Gaal arrivò da dietro e lo per le orecchie, lo ammonì di fronte agli altri. A Luca non importava, oggi ride di quel dittatore ". Dopo il gol al derby allo scadere, nel 2013, a Roma, con la Lazio, un postino gli ha baciato il piede destro, con cui ha calciato il pallone decisivo. Poi la consacrazione, il record ai Mondiali: "All'inizio non sembrava una vittoria, ma più avevo gettato a terra un peso. Ero grato. Ho investito così tanto in tutti questi anni e spesso ho fallito miseramente. Alla fine, avevo qualcosa di tangibile in mano".