In prima pagina, dopo una notte da urlo. ​Ianis Hagi è stato uno dei protagonisti dell'andata dei sedicesimi di finale di Europa League, con una doppietta in 15' ha permesso ai Rangers di ribaltare lo Sporting Braga e di guardare con ottimismo al ritorno in Portogallo, in programma giovedì prossimo. Da quando, a fine gennaio, ha lasciato il Belgio per la Scozia, il figlio del Maradona dei Carpazi ha già trovato la via del gol tre volte, dimostrando di essere a suo agio in un calcio molto fisico e poco tecnico. 

LO HA VOLUTO GERRARD - Tecnica, quella che ha nel dna, quella che ha convinto un'icona come Steven Gerrard a puntare su di lui, a strapparlo (almeno) per sei mesi al Genk, dove ha collezionato in metà stagione ​19 presenze (5 di queste in Champions League, dove ha affrontato Liverpool, Salisburgo e Napoli), 3 gol e 4 assist. In Belgio Ianis ci è arrivato dopo aver vissuto un'annata convincente al ​Viitorul, con 10 gol e una coppa nazionale alzata. Eppure, qualcuno, a Firenze, lo ha frettolosamente scaricato, etichettandolo semplicemente come "non pronto". A 19 anni.

SCARICATO - Alla Fiorentina Hagi è arrivato nel 2016, ​con la Primavera ha segnato 7 gol in 19 partite, con la prima squadra ha esordito il 23 ottobre 2016, nella sfida del Sant'Elia contro il Cagliari, con Paulo Sousa in panchina. Doveva essere l'anticamera del successo, è stata una delle poche gioie della sua avventura sulle rive dell'Arno. Nel gennaio 2018 è stato rispedito in Romania, al Vitorul, che la scorsa estate, dopo un Europeo Under 21 convincente, l'ha ceduto al Genk per 10 milioni, 3 di questi finite nelle casse viola come da accordi (il 30% della futura rivendita). Invece di aspettarlo, valorizzarlo, è stato usato dalla Fiorentina per fare cassa, per raccogliere una manciata di milioni di euro. Una politica discutibile, che più delle volte non paga. Soprattutto quando si tratta di giocatori giovani e talentuosi.