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I misteri del calcio maltese - capitolo 2: da Parma e Inter a Napoli e Chievo, il Mosta FC colleziona gli esuberi della A
(QUI la precedente puntata)

Un piccolo outlet di calciatori stranieri. Ciò è diventato il Mosta a partire dalla stagione 2011-12. Si verifica allora il passaggio storico in cui il piccolo club della città di Musta si trasforma in punto di transito per giocatori provenienti dall'estero,  e in buona parte dall'Italia. I circuiti di distribuzione che portano all'approdo maltese sono variegati, così come lo sono i personaggi coinvolti. Alcuni dei quali sconfinano dai territori della cronaca verso quelli della letteratura. È il caso di un attaccante che all'anagrafe si è visto assegnare un peso non da poco. Costui si chiama Diego Maradona Petriaggi, classe 1988, brasiliano con passaporto italiano.

Cresciuto nelle giovanili del Brescia, Petriaggi arriva al Mosta a luglio 2011, quasi in contemporanea con uno dei fratelli. Che è maggiore di quattro anni e porta anch'egli un nome non da poco: Roberto Rivelino Cristovão Petriaggi. Per la cronaca, esiste un terzo fratello Petriaggi che di nome fa Michel Platini. Superfluo dire che il padre dei tre sia un malato di calcio. Diego giunge a Malta da un club dello stato di Minas Gerais denominato Valeriodoce, Roberto dall'Ibiza. Rimangono poche settimane a Musta. Il Petriaggi-Rivelino gioca soltanto due partite di Premier League con la maglia del Mosta, e a ottobre viene trasferito al Ghajnsielem, campionato dell'Isola di Gozo. Già a gennaio 2012 è svincolato. Quanto al Petriaggi-Maradona, indossa la maglia del Mosta soltanto per 45 minuti della gara persa 3-1 in casa contro il Birkirkara, poi a ottobre viene ceduto anche lui a un club di Gozo, il Sannat Lions. I due fratelli si ritrovano contro il 27 novembre 2011 e mettono a segno i gol che fissano il pareggio finale.

Diego arriva a fine stagione, poi viene liberato e torna in Italia. Al Brescello, in Promozione. Le ultime notizie lo danno in Inghilterra, dove gioca pure coi Corinthian-Casual e infine decide di chiudere la carriera col Cheltenham Town, club che attualmente milita il League Two (la quarta serie della piramide calcistica inglese). Motivo della chiusura di carriera: niente più sabati liberi per via del lavoro presso il Bicester Village Outlet, uno dei più principali shopping center d'Europa, in pieno Oxfordshire.

LA PARTNERSHIP COL PARMA DI GHIRARDI E LEONARDI - La storia dei fratelli Petriaggi passa una mano di realismo magico su questa carovana dei calciatori che negli ultimi anni si sono avventurati lungo la rotta Italia-Malta, con scalo Mosta FC. Tanti nomi, e numerosi episodi fatti di passaggi rapidi dall'isola senza quasi lasciare traccia. Con un punto di snodo che in Italia è stato scarsamente narrato: un accordo di partnership col Parma della premiata ditta Ghirardi & Leonardi.

L'annuncio dell'alleanza viene dato a ottobre 2013 da George Galea, presidente del club biancazzurro allora come adesso. Galea convoca una conferenza stampa per spiegare un attivismo sul mercato internazionale dei calciatori che durante l'estate precedente crea non poche perplessità. Il Mosta porta nell'isola ben 19 calciatori provenienti dall'estero. E a chi solleva dubbi sulla possibilità che il piccolo club maltese possa sostenere lo sforzo finanziario, il presidente risponde che quei calciatori costeranno nulla, e che anzi il Mosta ci guadagna pure. Si tratta infatti di giocatori giunti in prestito gratuito, e inoltre i club prestatori si fanno carico di pagar loro gli stipendi e assicurare al Mosta del denaro per tenerli con sé una o due stagioni. L'articolo pubblicato da The Times of Malta cita la lunga lista di calciatori paracadutati a Musta, e i nomi dei club coinvolti nella partnership: Parma, Brescia e gli slovacchi del FK Trenčin.

In realtà, in termini di trasferimenti di calciatori, il rapporto fra il Mosta e il Brescia non decolla granché. L'unico movimento tracciato è quello di Harouna Bara, trequartista ghanese classe 1994 che in seguito si dichiarerà pentito dell'esperienza maltese. Qualcosa in più avviene col Parma. Dall'Emilia arriva Nicola Cosentini, centrocampista classe 1988, giunto a Malta proprio nei giorni che registrano l'esternazione di George Galea. Il giocatore è già stato in Lituania al Tauras, da dove il Parma lo preleva a agosto 2013 per inviarlo sull'isola due mesi dopo. Lì gioca soltanto 5 partite, e già durante la finestra di calciomercato invernale ritorna in Italia per essere immediatamente girato al Gavorrano. La scorsa estate ha trovato un ingaggio al Trebisacce (Eccellenza calabrese), ma nei giorni scorsi lo davano in uscita. Altro caso è quello di Francesco Calcagno, centrocampista classe 1992: arriva al Mosta a agosto 2013, ritorna a Parma a gennaio 2014. Da lì viene smistato al Savona.

I trasferimenti di Cosentini e Calcagno al Mosta avvengono in un momento particolare e raccontano in modo rotondo quale traiettoria rovinosa il Parma abbia intrapreso in quei giorni. Siamo nella seconda metà del 2013, e giusto un anno dopo (tardo autunno 2014) la crisi del club di Ghirardi & Leonardi sarà conclamata, con fallimento e scomparsa a fine stagione 2014-15. Ma in quel momento il club emiliano viene indicato come un modello di gestione, e chi obietta sull'insensato numero di trasferimenti di calciatori viene accusato d'essere una petulante Cassandra. Sicché fra i tanti movimenti di mercato troviamo quello di Cosentini, calciatore che viene acquisito da un club della Serie A italiana (e subito girato a Malta) dopo avere maturato un curriculum che lo porta a vestire le maglie di Pro Patria, Figline, Viareggio, Asti, Taranto, Montalto e Tauras. E troviamo anche quello di Francesco Calcagno, reduce dal disastroso campionato del Milazzo nella Seconda Divisione di Lega Pro, ma anch'egli acquisito da un club della massima divisione italiana e subito spedito sull'isola. Sul momento nessuno dei controllori di Figc e Lega di Serie A ci trova da ridire. Se ne accorgeranno a cose fatte.

Ma il Mosta pesca in Italia non soltanto grazie a Parma e Brescia. Il club del presidente Galea si specializza nel collezionare esuberi da club italiani. Calciatori messi al centro di plusvalenze incrociate, o extracomunitari acquisiti e ceduti soltanto per liberare uno slot, o giovani invecchiati prima del tempo, o svincolati in cerca di un ingaggio purchessia. Finiscono tutti lì, e quasi sempre si fermano non più di una stagione.
LA STERMINATA GALLERIA - A inaugurare la galleria è Fabio Vignaroli, che dopo una discreta carriera in Italia e un passaggio al Newcastle United va a tirare gli ultimi calci a Malta. Giunge al Mosta nel gennaio del 2013, poi nell'estate dello stesso anno passa al Balzan e lì gioca la stagione 2013-14, l'ultima della carriera. A novembre 2013 giunge a Mosta anche l'ivoriano Seydou Bamba, uno fra gli innumerevoli bidoni portati alla Fiorentina da Pantaleo Corvino. È già scivolato a giocare nell'Eccellenza abruzzese, con l'Amiternina, quando il club maltese lo acquisisce. Un mese dopo Bamba viene trasferito al Vittoriosa, Serie B maltese, e a fine stagione 2013-14  si svincola. La sua ultima destinazione nota è la Civitanovese.

I calciatori di matrice italiana che giungono al Mosta seguono le traiettorie più disparate. Ci sono i reduci dal FK Shumen, club della Serie B bulgara che conquista le cronache nel 2013 a causa della grottesca vicenda di una colonia di calciatori italiani guidata dall'allenatore Enrico Piccioni. Da lì sono passati Antonio Carrozza e Stefano Rosciani. Arrivano al Mosta nella stagione 2012-13, e alla successiva sono già via. Dal Mosta passano anche Enrico e Gianmarco Piccioni, padre e figlio. Il padre (che ha avuto problemi giudiziari a causa del fallimento della Vis Pesaro, e che in Bulgaria aveva collezionato un'altra disavventura alla guida del Botev Plovdiv) allena il Mosta due volte: nel 2013-14, e all'inizio della stagione in corso fino all'esonero avvenuto poche settimane fa. Il figlio Gianmarco segue il padre dallo Shumen al Mosta, e poi trascorre un'altra stagione a Malta con la maglia del Balzan.

Poi c'è la colonia del Chievo. Davide Mansi, giunto a Verona dal Novara e perennemente in prestito. I suoi ultimi club sono maltesi: Mosta e Qormi. C'è Francesco Mazzavillani, uno dei calciatori finiti al centro dell'inchiesta Figc sulle plusvalenze fra Chievo e Cesena. Da Verona arrivano anche Davide Savi, Matteo Gallo, Giovanni Nuti e Damir Bartulovic. Nessuno fra loro mette insieme due stagioni al Mosta.

La lista è ancora lunga, tocca sintetizzare. Nel corso delle ultime stagioni il club biancazzurro  accoglie Falou Samb dal Genoa, Alessio Di Cerchio dal Monterosi, Giordano Trovade dal Bologna, Mussa Souare dall'Inter, Emmanuel Agyemang dal Novara, Tomas Veronese dal Mestre, Jonas Rodriguez Ekani dalla Civitanovese. Quest'ultimo è un raro caso di permanenza lunga nel club biancazzurro e nel calcio maltesemette insieme due stagioni al Mosta.

La lista è ancora lunga, tocca sintetizzare. Nel corso delle ultime stagioni il club biancazzurro  accoglie Falou Samb dal Genoa, Alessio Di Cerchio dal Monterosi, Giordano Trovade dal Bologna, Mussa Souare dall'Inter, Emmanuel Agyemang dal Novara, Tomas Veronese dal Mestre, Jonas Rodriguez Ekani dalla Civitanovese. Quest'ultimo è un raro caso di permanenza lunga nel club biancazzurro e nel calcio maltese. Esemplare il caso di Ismael Bangoura, centrocampista guineano svincolato a giugno 2017 dalla Maceratese e acquisito a gennaio 2018 dal Napoli per liberare uno slot da extracomunitario grazie alla sua cessione. Dove lo si manda? Al Mosta, ovviamente. Dove a gennaio 2018 approda, pure da svincolato, il giovane portiere valdarnese Giorgio Nardone. Nel successivo mese di agosto Nardone passa a un altro club maltese, il Tarxien. Merita un approfondimento a sé il brasiliano Mateus Dos Santos. L'Empoli lo acquisisce nell'estate 2014 e immediatamente comincia a prestarlo a chiunque capiti. Così al giocatore toccano due tappe a Malta: Mosta e Sliema Wanderers.

Chiudiamo la galleria col file degli svincolati: Daniele Biondo, lasciato libero dal Grosseto a giugno 2017, e passato dal Mosta fra novembre 2017 e giugno 2018; Massimo Sammartino, svincolato dalla Roma a giugno 2017 e passato al club maltese da gennaio 2018; Juri Cisotti, svincolato lo scorso giugno dallo Spezia; Mattia Vicaroni, svincolato lo scorso giugno dal Siracusa, entrambi in forza al Mosta nella stagione in corso. Menzione a parte per Federico Tessadri. Attaccante classe 1998 e già svincolato, viene portato a gennaio 2018 al Mosta nientepopodimeno che da Alessio Sundas. Il quale pretende di accendere i fuochi d'artificio intorno all'affare di mercato. Sostiene che il trasferimento di Tessadri a Malta aumenterà “il valore sportivo-calcistico” di Nepi, la cittadina del calciatore. Perciò chiede al sindaco nepesino un riconoscimento per il suo assistito, e immagina persino che Tessadri diventi ambasciatore del Lazio a Malta. Per la cronaca, Tessadri non giocherà mai nel Mosta e a giugno 2018 concluderà l'avventura maltese. Il trasferimento di Tessadri al Mosta, così come tutti quelli avvenuti a partire dall'estate 2017, avvengono sotto la regia del direttore sportivo italiano Max Leghissa. Un personaggio sul quale c'è parecchio da raccontare. Se ne parlerà nella prossima puntata.

(2. continua)

@Pippoevai
Pippo Russo

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