Under, Ibrahimovic... mercato che sbaglia. Quanto ci piace il mercato, e non solo a gennaio dal 3 al 18. Ci piace sempre e ci piace un botto. Adesso che poi il mercato è preciso, on time, on line, in ogni luogo e tempo...ci piace ancora di più. Il mercato, come la partita giocata con altri mezzi, il mercato la partita che non finisce mai di finire.
Eppure c'è mercato che sbaglia. Con sfrontata professionale incompetenza (da allestitore di squadre) mercato che sbaglia è quello che valuta (valuterebbe?) 40/50 milioni il ragazzo Under della Roma. Guardiola vorrebbe Under? Guardiola è il migliore e può nel calcio trasformare l'acqua in vino. Ma che se ne fa Guardiola di Under? Under nel City? Se è vero mercato, è mercato che sbaglia.
Mercato che sbaglia è Ibrahimovic al Milan. Non che al Milan non possa andare davvero e che il Milan non abbia discreta voglia di prenderlo. E' che è come prendere Buffalo Bill. Buffalo Bill si è esibito a lungo, ma i bisonti li aveva cacciati e abbattuti tutti prima delle esibizioni. Ibrahimovic oggi è esibizione, show. Magari ci si guadagna, non in campo.
Mercato che non sbaglia è invece quello di Allegri: "Non ne voglio altri, non so dove metterli". Pura verità. A Roma tranquilli, Manolas almeno fino a giugno resta.
Mercato che non sbaglia è quello di De Laurentis: Cavani ritorna solo se si dimezza (almeno) lo stipendio.
Mercato è, al netto del pensiero tifoso, investire e rischiare. Pensiero tifoso vuole che ogni volta che vendi è amputazione, rinuncia, prova di debolezza e pavidità. E ogni volta che compri è prova di coraggio, forza, virilità, audacia. Pensiero tifoso vorrebbe rose di 50 giocatori a squadra. Pensiero tifoso è conservativo/avaro e ingordo/mani bucate al tempo stesso. Investire e rischiare, talvolta va, talvolta no. Nessuno può sapere prima quale investimento rende e quale altro no. Però, oltre, un po' oltre il grande gioco del mercato, gioco anche d'azzardo, c'è il mercato che sbaglia.
Sbagliano, ma sbagliare è dire davvero molto poco, coloro che in sodalizio ultras sulle curve di Udinese-Roma invocano il Vesuvio contro Napoli.
Lo hanno fatto per dimostrare che loro sono indomabili, cattivissimi. Che se ne fregano dei divieti civili, dei comportamenti civili, dei pensieri civili. Lo fanno per esibire orgogliosi la loro inciviltà. Che non è ribelle. E' solo maligna, cattiva. Per dirla con il loro linguaggio, infame.
Scommettiamo che tra gli invocatori del Vesuvio sui napoletani e quelli (non pochi) che sui social schifano Silvia Romano (se l'è cercata, oca giuliva, aiuta i negri, se stava a casa, ben le sta essere rapita...) c'è gemellaggio? Gemellaggio ultras ovviamente.