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Inter, ecco chi sarà il sostituto di Messi
Valverde affronta l’Inter senza avere a disposizione il giocatore più forte di tutti i tempi. Messi è out, deve trovare una soluzione. Spalletti d’altra parte non avrà dalla sua Nainggolan, il Ninja. Due assenze pesanti che costringono i rispettivi allenatori a ridisegnare l’assetto delle loro squadre, in vista del big match che si disputerà mercoledì sera al Camp Nou.

Incuriosiscono di più naturalmente le scelte che farà lo spagnolo, anche perché finora è stato autore di sensazionali (per quanto provvisorie) bocciature: da quelle più clamorose (Malcom e Vidal) a quelle più prevedibili (Rafinha). In una posizione ancora poco decifrabile sta Ousmane Dembélé, el Mosquito, come lo chiamano loro. In realtà è la soluzione più verosimile, quella meno cervellotica da ipotizzare, ma non sono da escludere per l’appunto fragorosi colpi di scena. Il francese è accusato di essere ‘más espumoso que efectivo’, d’essere fastidiosamente anarchico, e nei commenti alle bordate di certa stampa spagnola insofferente c’è chi arriva a parlare addirittura di “pasotismo” (menefreghismo). Ad esempio sabato, il suo secondo tempo contro il Siviglia è stato criticato moltissimo: perdeva continuamente il pallone (ben 11 volte). Da una frazione di gioco all’altra (era entrato al posto di Messi al 26’) ha mostrato prima tutto il meglio, poi tutto il peggio di sé. Ecco perché in definitiva non è scontato il suo utilizzo, e si fanno altri nomi: chi Rafinha (perché più associativo e mancino), chi Sergi Roberto (perché più duttile e ordinato), chi invece vuole Malcom (sennò cos’è venuto a fare.. e per di più è mancino..), chi Munir. Eppure al momento, tra campionato e coppe, il povero Dembélé ha segnato più lui (5) di Suarez (4) e Coutinho (4). Nessuno lo ricorda, tanto è indisponente alle volte.   
 
 
NO MESSI, MENO ALBA – Prendiamo sul serio, allora, la candidatura più probabile. Cosa cambia senza Messi e con Dembélé in campo? Messi non è soltanto un goleador, come sapete, ma è anche un raffinatissimo uomo-assist, un regista avanzato. Tra le sue innumerevoli doti e caratteristiche uniche, l’argentino ne ha alcune grazie alle quali valorizza appieno gli inserimenti di Jordi Alba sul ‘lato debole’. E’ una tendenza che indirizza a sinistra la fase conclusiva della manovra, quando Messi trova la strada sbarrata dalla sua parte. Se Coutinho stringe dentro al campo per dialogare sul corto e Suarez si offre come sponda, Jordi Alba attacca l’area quasi come un esterno alto. E Messi pennella dalla trequarti, usando il suo fantastico mancino.  



EL MOSQUITO – Dembélé è destro. A inizio stagione Valverde lo ha messo a piede invertito. Coutinho giocava mezzala sinistra nel 4-3-3 e in campo c’erano tutti, stelle e stelline. Nelle ultime partite però Dembélé aveva perso il posto per ‘colpa’ di Arthur. L’ex centrocampista del Gremio si è assestato da interno sinistro, accanto a Busquets e Rakitic, mentre Coutinho andava alto a sinistra. Sabato però, dovendo entrare per Messi, Dembélé è tornato a destra. Ed ecco come si può usare in certi casi Dembélé, a differenza di Messi. 



Sugli sviluppi di un corner respinto, Suarez aziona el Mosquito rimasto appositamente sulla linea di metà campo, in pratica, quale unico riferimento avanzato. Con un bel movimento a campo aperto, Dembélé attraversa l’asse centrale, spostandosi sull’altra fascia, quella di pertinenza di Coutinho (dove Messi tende invece ad andare palla al piede o al limite per ricevere tra le linee). E’ questa una soluzione, una differenza nelle corde del francese, che altrimenti non abbandonerebbe volentieri la propria corsia di riferimento.   



LA CATENA DI DESTRA – Il suo impiego naturalmente rafforza la catena di destra, dove il terzino (Semedo o Sergi Roberto) si sente più coperto. Ecco uno splendido uno-due (con tunnel) tra Semedo e Dembélé, sempre nel primo tempo di Barcellona-Siviglia.
 


Per quanto sia un po’ anarchico, nel modo di giocare, Valverde può chiedergli (esigere) un sacrificio maggiore rispetto a quel che si può chiedere a Messi. Seguire nella propria area, ad esempio, l’inserimento di un terzino o di un laterale.

DEMBOLT – In telecronaca lo chiamavano così, sabato: Dembolt. Specie dopo avergli visto fare tutto il campo, da appena entrato. Ripiegamento difensivo, cross degli avversari e via, lungo la fascia. In anarchica, inarrestabile fuga. 



Giunto al limite dell’area opposta senza perdere forza nella progressione, ha effettuato due sterzate, ignorando sul primo dribbling il movimento ad aprirsi di Suarez. Fermato in extremis, mentre sta per calciare di sinistro. 



CAMBIO MODULO? – In conferenza stampa Valverde non si è sbilanciato, non ha fatto nomi. Si è limitato a dire che tutti devono farsi trovare pronti, da Malcom a Dembélé. Ha annunciato che potrebbe persino cambiare modulo. E in effetti il Barcellona rientrato in campo dopo l’intervallo, contro il Siviglia, assomigliava molto a un 4-2-3-1, con Arthur dietro a Suarez. Arthur o, chissà, a sorpresa proprio contro l'Inter, Arturo..   



 
Luca Bedogni

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