Un bilancio molto interessante in termini di spunti d'analisi e suggestioni. La tavola rotonda sul nuovo codice di Giustizia Sportiva della Figc, tenuta il 12 luglio presso l'Università di Roma-La Sapienza, mette sul tavolo riflessioni meritevoli d'essere riprese anche a oltre una settimana di distanza. Le circa tre ore di dibattito, inquadrate nell'attività del Master in Diritto dello Sport, hanno permesso di mettere a fuoco molti aspetti cruciali. Secondo gli organizzatori, si è trattato soltanto di un primo passo. Aggiungiamo: è stato un buon primo passo.

Preceduta dagli interventi introduttivi degli organizzatori (il direttore del Master, professor Stefano Bellomo; l'avvocato Giorgio Sandulli, che del Master è coordinatore didattico e docente; e Alberto Gambino, prorettore UER e direttore scientifico della Rivista di Diritto Sportivo), la tavola rotonda è stata animata da una batteria di speaker i cui interventi hanno tenuto fede alle aspettative.

Il primo intervento è giunto dall'avvocato Mattia Grassani, secondo cui il nuovo Codice offre maggiori margini di manovra alle azioni di difesa in giudizio. Rimangono tuttavia, a suo parere, alcune complessità che per i piccoli club saranno complicate da gestire. In particolare, la gran mole di articoli (142) potrebbe creare gravi difficoltà alle società dilettantistiche, per le quali è difficoltoso avvalersi a tempo pieno di professionisti dei codici, e che per questo motivo rischiano di pagare sulla propria pelle il processo d'apprendimento della nuova struttura normativa.

Subito dopo è intervenuto l'ex procuratore federale Stefano Palazzi, che ha sottolineato tutti gli effetti di razionalizzazione del nuovo Codice. Palazzi si è soffermato in particolar modo sulla certezza dei termini perentori che scandiscono il procedimento, sul sistema di attenuanti e aggravanti che appare più chiaro rispetto alla precedente disciplina, e sul meccanismo del patteggiamento che fra le altre cose avrà l'effetto di decongestionare il sistema. Un tema particolarmente sensibile è quello toccato da Giancarlo Viglione, responsabile della Commissione per la riforma del Codice Figc: la responsabilità oggettiva delle società, per la quale si dovrebbe adottare un sistema analogo a quello della responsabilità delle imprese. Si apre la possibilità di valutare caso per caso. Inoltre Viglione ha rimarcato la necessità di uscire dal sistema della gratuità per la copertura delle cariche giurisdizionali nel mondo del calcio.

L'avvocatessa Stella Frascà, intervenuta in rappresentanza della Lega Nazionale Dilettanti, ha ripreso un tema emerso durante la comunicazione dell'avvocato Grassani, ovvero il rischio che un Codice di Giustizia così complesso crei problemi alle società dilettantistiche. Proprio il rischio che vi sia questo vulnus rende indispensabile alzare il livello della professionalità e della formazione per il personale delle società dilettantistiche.

Gli interventi di Antonello Metitieri (segretario della Corte di Giustizia Figc) e di Alessio Piscini (in rappresentanza dell'Associazione Italiana Calciatori) hanno concordato sul fatto che il nuovo Codice, nonostante qualche aspetto di elevata complessità, prefiguri un sistema più coerente. Dunque, nel complesso i giudizi degli esperti nei confronti del nuovo Codice di Giustizia Figc sono positivi. Adesso si tratterà di constatarne la messa in opera.

di Pippo Russo