Una miniera d'oro. Questo è oggi l'Hellas Verona, pensare che in estate lo davano praticamente tutti per spacciato. Un mercato fatto con investimenti mirati ma semi-sconosciuti, qualche prestito inaspettato, una rosa che lasciava perplesso l'intero mondo del calcio italiano. Il ds Tony D'Amico ha plasmato una squadra che si è rivelata piena di giocatori importanti, Ivan Juric ha esaltato le caratteristiche di ognuno col gioco e con un'identità da grande allenatore: il Verona batte la Juventus non per caso, ha meriti precisi e chiari.


CHI ANDRA' VIA - Amrabat (preso in prestito con diritto di riscatto per 3 milioni da riserva del Brugge) è già promesso alla Fiorentina per 20 milioni più bonus, Rrahmani sarà del Napoli per 14 milioni, ovvero 13 in più rispetto al milione pagato in estate per pescarlo in Croazia. Ma non finisce qui: dalla miniera Verona usciranno altre pepite d'oro, Marash Kumbulla ha confermato il suo talento anche contro la Juve, è un classe 2000 e da settimane l'Inter ha il sì del giocatore su cui però il Napoli non intende mollare. Sfida totale ma i nerazzurri premono, Kumbulla ha la stoffa del giocatore vero. Matteo Pessina è di proprietà dell'Atalanta che lo riprenderebbe volentieri a giugno ma sa che diversi club si attiveranno come per Kulusevski: la Juve si è informata da tempo, il Milan lo ha cresciuto e lo monitora. Attenzione anche a Eddie Salcedo che rientrerà dall'infortunio e vuole mettersi in mostra, lui che è ancora di proprietà dell'Inter. Tutti in vetrina con Juric, il Verona decolla. Con una macchina piena di talenti nel proprio motore.

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