Sembra facile... Il punteggio finale non dice quanto abbia dovuto sudare la Lazio per acciuffare la quarta vittoria consecutiva e insediarsi per un'oretta al terzo posto in classifica. E' stata dura perché il Lecce ha confermato che in trasferta va come un treno (sette punti su otto) e perché a lanciarla verso il successo non può essere trascurato un aiutino dei direttori di gara, in particolare di Pairetto, pignolo uomo del Var che ha visto la zampetta di Lapadula al di là del confine dell'area prima di ribattere in gol il rigore di Babacar.

La chiave della partita sta in questo controverso episodio che avrebbe potuto consentire al Lecce la seconda rimonta e indirizzare diversamente la sfida. Tutto questo avveniva intorno al 20' della ripresa, quando la Lazio premeva ma traballava ogni volta che la bella squadra di Liverani si affacciava nella sua metà campo. Dopo tanti gol falliti da entrambe le parti, è stato un braccio malandrino di Tachsidis a chiudere praticamente i conti (senza dubbi Manganiello), permettendo a Immobile di segnare su rigore il quattordicesimo gol del suo straordinario campionato e il 102esimo in maglia biancoazzurra.

Appena tre minuti dopo il compare Correa trovava la sua prima doppietta proprio su imbeccata di Ciro mettendo il sigillo alla vittoria. Coppia di valore assoluto quella del tandem d'attacco biancoazzurra, 20 gol in due, per ora primato continentale. Se aggiungiamo che nessuna squadra in Europa ha un Luis Alberto giunto al suo ottavo assist-gol, parlare di attacco atomico è colorito ma non esagerato. Inzaghi lo sa e lo sanno tutti coloro che hanno l'occhio sul campionato, considerando anche la montagna di occasioni sciupate. Inzaghi, però, riconosce altresì - e lo ha fatto anche dopo la partita con il Lecce - che per creare tante palle gol la squadra si sbilancia troppo in avanti e che la difesa troppo spesso si distrae.

E' andata così anche oggi. Lazio che prende per il bavero e scuote l'avversario al pronti-via, però la prima occasionissima è per Mancuso che sciaguratamente fallisce un rigore in movimento. La Lazio ottiene il premio di tanto ardore solo alla mezz'ora, quando Luiz Felipe serve Luis Alberto al limitar dell'area, imbucata dello spagnolo per Correa che impallina Gabriel alla sua destra. Poi è Immobile a centrare il portiere giallorosso anziché spiazzarlo. Ma poco dopo è stato Lapadula (terzo gol di fila) a punire l'immancabile amnesia difensiva laziale trovatosi al centro dell'area, solo soletto. Assolto solo Strakosha.

Batti e ribatti, è stata una gara assai spettacolare. Ora capisco perché il Lecce si accomoda così bene nei campi altrui, si allunga e si accorcia con grande proprietà, fa massa avanti e indietro e i suoi attaccanti (Babacar e Lapadula più Mancosu sporadico) mulinano posizioni facendo perdere la bussola ai difensori avversari. Il centrocampo è modestino ma vivace anche se il greco ex romanista poteva fare di più visto che poteva agire abbastanza liberamente, la difesa mi è parsa deboluccia, sopperendo quando poteva alla scarsa qualità dei suoi componenti con il supporto dei compagni che rendevano l'area simile a via del Tritone nelle ore di punta.

A scompaginare l’assetto giallorosso era soprattutto Lazzari, imprendibile sulla fascia destra nonostante la doppia marcatura (Mancosu-Calderoni). Dalla zona dell'ex spallino piovevano traversoni a pioggia, che però prima Milinkovic poi Luis Alberto non sapevano utilizzare al meglio. Lo spagnolo si divorava un gol quasi allo scadere su corta respinta di Lucioni. Scoppiettante anche l'inizio della ripresa: testa del solitario Luis Alberto fuori; zuccata di Babacar smaneggiata da Strakosha sotto la traversa; traversone di Acerbi per la testa di Milinkovic senza marcatura, a lato.

Già Acerbi, che come difensore laterale (terzo di sinistra) ha dato grande spinta. E' stato lui, al 61', a calciare un perfetto cross a banana sul quale Milinkovic si è fiondato come un falco precedendo non solo Tachsidis e Calderoni ma anche Immobile, rompendo un digiuno di oltre un mese e riportando in vantaggio la propria squadra. Finita? Macchè. Tre minuti dopo, il dubbio intervento del Var ha salvato la Lazio e infuocato gli animi leccesi. Beh, diciamo che due laziali erano entrati in area ancor prima di mezza zampetta di Lapadula e che seguendo lo stesso criterio nove rigori su dieci andrebbero ripetuti.

Il contraccolpo psicologico è stato evidente, ovviamente a danno dei pugliesi, che il rigore di Ciro e la seconda rete di Correa ha ridotto alla resa prima che il subentrato La Mantia (laziale dei Castelli romani) beffasse di testa il subentrante opposto Bastos. Divertente. Lazio che con un Correa così prolifico (5 gol li aveva segnati in tutto lo scorso campionato) può puntare molto in alto. Così come la trovata di Acerbi, ma solo in talune occasioni, perché Luiz Felipe e Patric (poi Bastos) non offrono totali garanzie troppo ampie.

Milinkovic ha sbagliato ancora tanto, ma il gol potrebbe averlo rinfrancato. Lazzari è un'arma micidiale, anche Lulic a sinistra non sembra accusare il peso degli anni. Immobile ha concretizzato il rigore in un momento cruciale, ha servito per il gol di Correa, si è preso un giallo per la voglia di vincere. Una bella sfida fra lui e l’amico Belotti per la maglia azzurra. Complimenti ai due allenatori. Ex compagni di squadra (nella Lazio), un abbraccio fraterno dopo la partita. Liverani è già prenotato per il dopo Inzaghi. Se e quando…

IL TABELLINO

Lazio-Lecce 4-2 (primo tempo 1-1)


Marcatori: 30' pt Correa (La), 40' pt Lapadula (Le), 17' st Milinkovic (La), 32' st rig. Immobile (La), 35' st Correa (L), 40' st La Mantia (Le)

Assist: 30' pt Luis Alberto (La), 40' pt Rossettini (Le), 17' st Acerbi (La), 35' st Immobile (L), 40 st Petriccione (Le)

Lazio (3-5-2): Strakosha; Patric (28' Bastos), Luiz Felipe, Acerbi; Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva (6' st Cataldi), Luis Alberto, Lulic; Correa (40' st Berisha), Immobile. All. Inzaghi.

Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Meccariello (40' st Rispoli), Lucioni, Rossettini, Calderoni; Majer (24' st Shakov) Tachtsidis, Petriccione, Mancosu; Babacar (28' st La Mantia), Lapadula. All. Liverani.

Arbitro: Manganiello di Pinerolo

Ammoniti: 4' pt Mancosu (Le), 34' pt Leiva (La), 14' st Lapadula (Le), 22' st Immobile (La), Lucioni 22' st (Le)