I ragazzi dell’Under 15 della Juve sono stati squalificati - tutti quanti - per una giornata, perché dopo la semifinale scudetto contro il Napoli intonarono cori vergognosi. Roba squallida, tipo: “Abbiamo un sogno nel cuore, Napoli usa il sapone”. La società bianconera, a caldo, si era detta disposta a rinunciare alla finale, ma la Federcalcio commissariata non lo consentì: lo show doveva andare tristemente avanti e non poteva farlo senza una finalista.

 

Adesso arriva il provvedimento del Tribunale federale nazionale e la questione diventa ridicola, diremmo addirittura comica se l’argomento non fosse così serio. Innanzitutto sono incredibili i tempi. La partita tra Juve e Napoli si è giocata l’11 giugno, oltre sei mesi fa. Com’è possibile che sia stato necessario arrivare alla fine dell’anno per avere un giudizio? E’ stata necessaria un’indagine approfondita, con studi e ricerche di chissà chi su chissà quali indizi? Non risulta, visto che il video incriminato era sul web pochi minuti dopo la fine della partita. E allora, perché è servito tanto tempo?

 

Ancora più assurda l’entità della squalifica: una giornata. La stessa pena che un ragazzo si prende due viene espulso per doppia ammonizione, magari per un paio di falli tattici. Se invece commette in campo un intervento ritenuto pericoloso, di giornate ne prende anche due o tre. Il messaggio è inquietante: insulta chi vuoi e come vuoi, vale come due cartellini gialli.

 

E vogliamo che i ragazzi sappiano quali sono i valori ai quali ispirarsi?

@steagresti