La notte di San Siro consegna all'Inter la quarta vittoria di fila, Champions compresa, e forse anche una stella: si chiama Lautaro Martinez, lo hanno ribattezzato "El Toro" e dà la sensazione di poter diventare un campione. Contro il Cagliari gioca centravanti al posto di Icardi, tenuto a riposo in vista della trasferta a Eindhoven, e fa molte cose, quasi tutte bene o benissimo: un gol di testa da grande attaccante, benché non arrivi a 175 centimetri di altezza; diverse giocate preziose per la squadra anche lontano dalla porta avversaria; perfino una rovesciata per smarcare Candreva lanciato verso l'area sarda. Ha il baricentro basso, il senso del gol, tanta cattiveria: siamo di fronte a un potenziale crac.

Per ciò che ha mostrato stavolta, viene difficile immaginare che la nuova edizione dell'Inter - vincente ma mai bella né convincente - possa fare a meno di questo ragazzo argentino. Tocca a Spalletti individuare come utilizzarlo, la soluzione più logica sembra quella di impiegarlo alle spalle di Icardi, nella posizione finora occupata da Nainggolan.

E qui si apre un'altra questione, legata al belga, il quale finora fatica a dare il massimo da trequartista, nel ruolo in cui si è invece esaltato nella Roma dello stesso Spalletti. Un problema di condizione, e dunque di agilità ancora insufficiente, oppure un malessere più profondo? Di sicuro Radja per l'Inter è un elemento importante anche se non è travolgente come a volte lo è stato in passato, ma potrebbe tornare utile pure impiegato tra i due mediani, là dove manca un uomo che catturi palloni come lui (a proposito, con il Cagliari si è rivisto Borja Valero dall'inizio e ha dato segnali di risveglio: era l'ora, visto che è andato in letargo oltre un anno fa, quando ha lasciato Firenze).

L'Inter non ha giocato bene nemmeno stavolta, ma nulla di paragonabile rispetto a quella inquietante (benché ugualmente vincente) vista nel secondo tempo con la Fiorentina. Contro il Cagliari non è andata in clamorosa difficoltà come accaduto nel turno infrasettimanale, al punto che non ha quasi mai rischiato di essere raggiunta (ha preso gol a un quarto d'ora dalla fine solo perché Dessena l'ha buttata dentro con la mano, l'arbitro non ha visto ma il Var sì), però è anche vero che non è stata nemmeno padrona della gara come la differenza di valori tecnici avrebbe fatto immaginare.

Il Cagliari ha giocato quasi alla pari, solo che non ha avuto la forza di rendersi pericoloso. Non si è mai avuta la sensazione che l'Inter potesse essere raggiunta tra il gol di Lautaro Martinez (12') e quello di Politano (allo scadere). Barella, che in questo stadio potrebbe giocare presto tutte le settimane, ha provato a ispirare la rimonta, ma non ha ricevuto adeguato sostegno da gran parte dei suoi.

Così Spalletti guarda la classifica e se la ride: aspettando la partita del Sassuolo col Milan, l'Inter è terza in campionato e vola in Champions. Cosa accadrà se comincerà anche a giocare bene? Già, ma potrà continuare a vincere se non inizierà a giocare meglio di così?

 
IL TABELLINO

Inter-Cagliari: 2-0
Marcatori: 12’ Lautaro Martinez, 45' s.t. Politano
Assist 12’ Dalbert (I)

Inter: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Miranda, Dalbert; Gagliardini (dall’ 11’s.t. Brozovic), Borja Valero (dal 38’ s.t. Vecino); Politano, Nainggolan, Candreva (dal 25’ s.t. Perisic); Lautaro.

Cagliari: Cragno; Srna, Andreolli, Klavan (dal 1’ s.t. Pisacane), faragò; Dessena, Bradaric (dal 15’ s.t. Joao Pedro), Barella; Ionita; Pavoletti, Sau (dal 26' s.t. Farias)

Ammoniti: 44’ Andreolli (C), 4’ s.t. Bradaric (C), 11’ s.t. Pisacane (C), 28’ s.t. Dessenna (C), 41’ s.t. Dalbert (I)

Arbitro: Davide Massa (della Sezioni di Imperia)