Siamo reduci dall’estasi di un derby esagerato. Una rimonta fantastica, 4 gol incredibili. Come da anni siamo stati abituati, per quanto a Conte non piaccia, viviamo sulle montagne russe. Accade che partite dominate e ormai vinte come quella con il Borussia Dortmund si trasformino in sconfitte da non dormirci la notte e match incomprensibilmente scialbi si tramutino in rimonte epiche e indimenticabili. Certo non siamo ai livelli di Inter-Sampdoria in cui la squadra di Mancini fu capace di segnare 3 gol negli ultimi 6 minuti di partita ribaltando uno 0-2 da brividi ma comunque si è trattato di qualcosa di epico anche per l’importanza che la posta in palio aveva per gli uomini di Conte.

Insomma sono passati solo un paio di giorni e il sogno è ancora vivo nella nostra mente. Vittoria nel derby da 0-2, squadra trasformata e un terzo posto che diventa primato in vista del match da capogiro a Roma con la Lazio.

Mi chiedo a questo punto, perché non continuare a sognare? Oppure perché non lavorare un po' di fantasia? In fin dei conti questo ultimo anno ci ha portato in dote uomini di uno spessore internazionale che fino a 24 mesi fa potevamo solo sognare. Chi avrebbe detto nel 2018 che a inizio 2020 avremmo avuto sulla panchina Conte che ha scelto noi e che percepisce un ingaggio da 11 milioni abbondanti. Pare poi che questo tipo di operazioni siano diventate la normalità per l’Inter di Suning

Oltre a Conte ci sono i 10 milioni annui di Lukaku e Eriksen, due top player europei che fino a poco tempo fa per noi potevano solo essere un miraggio.

Ci siamo dimenticati del FFP, ci siamo qualificati per due anni di fila in Champions e ora siamo un progetto in piena evoluzione.

E allora perché non sognare quello che sembra difficilissimo se non impossibile? In fin dei conti anche quello che viviamo adesso fino a poco tempo fa poteva sembrare un’utopia e invece eccoci qui a vivere un presente inaspettato con ampio margine sul futuro.

Messi è Messi. Solo a nominarlo vengono i brividi. Ma possiamo lasciarci andare ad un sogno così? Io dico di sì. Perché? Perché mi piace pensare positivo e mi piace sognare soprattutto se ci sono dei anche minimi spiragli per considerare la cosa possibile.

La prima condizione però che si deve verificare è che veramente Messi voglia rompere con la sua storia, con la sua vita, con la sua casa che è il Barcellona. Forse la cosa più difficile è proprio questa. Messi è stato cresciuto dai blaugrana in tutti i sensi. 

Quando per lui sembrava impossibile diventare giocatore il Barça lo ha coccolato, curato e realizzato. Lui ha sempre descritto Barcellona coma la sua casa fisica e spirituale e alla fine ne è anche diventato un simbolo. 

Messi e Barcellona sono una cosa sola, sono simbiotici. 

Come può un rapporto del genere franare sotto i colpi di una piccola/grande discussione con il ds Abidal? 

Possibile invece che Messi a 33 anni voglia provare qualcosa di nuovo e in accordo con il Barça decida di cambiare aria per dimostrare di essere il re anche in un altro campionato e fare quello che Ronaldo ha avuto il coraggio di fare.

Se fosse così l’Inter ci sarebbe eccome. Ma a che costo? Detto che qualsiasi prezzo (qui si parla solo di ingaggio perché Il cartellino sarebbe gratis) per il 6 volte pallone d’oro sarebbe giustificato l’Inter dovrebbe svenarsi e sopportare le conseguenze economiche del caso. Ma la squadra in questo momento è ben attrezzata e Messi sarebbe Messi. Immaginate la sua maglia nerazzurra e il suo nome dietro. Brividi. Dopo Moratti con Ronaldo Suning farebbe di nuovo la storia portando il miglior giocatore del mondo in nerazzurro. 

Zhang ha ambizioni da leader, vuole “schiacciare” tutti e l’arrivo della pulce sarebbe la testimonianza di questo obiettivo. 40 milioni l’anno il mondo ai suoi piedi e l’Inter di nuovo protagonista assoluta. Ne varrebbe la pena? Ragazzi non credo ci possano essere dubbi. Stiamo parlando di Messi. Un sogno, una meraviglia. Realizzabile? Questo lo dirà il tempo ma ricordatevi che i sogni, anche se sembrano impossibili, ogni tanto si realizzano senza che nemmeno ce ne accorgiamo.