L’Inter ha perso una grande occasione. Avrebbe dovuto (e potuto) battere l’Atalanta senza Zapata e staccarla, forse definitivamente, come la Lazio, fermata in casa dal Sassuolo. Invece ha preso un punto che se serve ad allontanare il Milan (ora a meno 5), non basta a blindare il terzo posto e, dunque, a garantirsi una Champions tranquilla.
Ci sarà ancora da giocare (e, possibilmente, fare gol) da qui alla fine del campionato a cominciare da domenica sera, a Frosinone, contro una squadra autorizzata dalle ultime due vittorie a credere nella salvezza. Sabato, però, c’è Milan-Lazio e una delle due - o, se pareggiano, entrambe - perderà altri punti.

Da Inter-Atalanta mi aspettavo di più. Di più da Icardi, per esempio, che ha avuto un’occasione per segnare nel primo tempo (assist di Politano, mezzo “scavetto” addosso al portiere) e un’altra nella ripresa. Nella seconda, però, è stato bravo Castagne a respingere di testa una girata probabilmente destinata al gol. Per il resto va ricordato un servizio, sempre di testa a Vecino, nella conclusione forse più efficace e pericolosa della partita dell’Inter (deviazione del portiere Gollini oltre la traversa). 

Evidentemente Icardi non è più - o non è in questa stagione - quell’iradiddio che sembrava in passato. Come non è vero (o lo è meno di prima) che gli basti un pallone per fare gol. Quanto alla partecipazione al gioco della squadra resta tutta da decifrare: non basta scendere sotto la linea del pallone per sentirsi coinvolto. Bisogna portare il pressing e distribuire la pressione, affrontare qualche contrasto, sporcare la linea di passaggio altrui. In caso contrario si assiste a prestazioni insufficienti come quella con l’Atalanta.

La squadra di Gasperini non è mai stata veramente vicina alla vittoria. Né all’inizio perché l’Inter ha cominciato meglio, né alla fine quando è stata schiacciata nella propria metà campo. I bergamaschi hanno avuto una sola grande occasione, propiziata da Ilicic (di gran lunga il migliore in campo) dopo un’incertezza in uscita dall’area di Gagliardini (non ha ripetuto la grande prova di Genova). Sul cross radente dello sloveno, Gomez è arrivato a toccare di punta, ma non a deviare verso la porta vuota. 

L’Inter ha pressato alto senza, però, dare continuità a questo esercizio tattico. Le migliori cose, anche se rare, sono venute dalle combinazioni palla a terra. Di una è stato protagonista Politano (tiro sventato da Palomino in scivolata), ma la costruzione ha riguardato Icardi (tacco) e Vecino (assist). Nella ripresa è stato Politano a servire Vecino che, di mezzo esterno, ha fatto viaggiare Nainggolan verso Gollini che ha salvato con i piedi.

Il belga era entrato a metà del primo tempo al posto di Brozovic (guaio muscolare) e Spalletti aveva ridisegnato il centrocampo arretrando Vecino a far coppia con Gagliardini e avanzando Nainggolan dietro a Icardi. La conseguenza, come ha fatto notare Lele Adani su Sky, è che da quel momento l’Inter non ha più costruito da dietro. Non è vero, però, come poteva far intendere l’opinionista, che abbia fatto peggio. Anzi, le due azioni sopra descritte, dimostrano il contrario.

L’Inter non sta prendendo gol (davanti ad Handanovic hanno agito ancora D’Ambrosio, Skriniar, Miranda e Asamoah) ma con un Perisic così raramente riuscirà a propiziarne. Il croato non ne ha azzeccata una, vanificando anche i calci piazzati dalla trequarti. 

Dire che sia stata una brutta partita non sarebbe giusto, ma è necessario scrivere che non ha certo entusiasmato come potevano far trapelare le recenti goleade (4-0 al Genoa, 4-1 al Bologna) delle due squadre. L’Atalanta, questa volta, non ha marcato a zona. Casomai a uomo nella zona, ma la propensione è stata meno offensiva che in altre partite.

Al posto di Zapata non ha giocato Barrow (entrato solo ad un quarto d’ora dalla fine per Pasalic), ma Gomez, spesso accompagnato da Ilicic. L’intento era quello di non dare riferimenti alla difesa interista, ma alla fine l’Atalanta li ha tolti anche a se stessa. Sono convinto che con Zapata, o con Barrow dall’inizio, sarebbe potuta finire in un’altra maniera, ma non c’è nulla che dimostri questo postulato.

Rimane uno 0-0 che aiuta a inseguire un obiettivo difficile. Dietro l’Inter (in questo momento favorita almeno per uno dei due posti rimasti), sgomitano Milan e Atalanta  (alla pari), la Roma (un punto sotto), Torino e Lazio a meno tre. Simone Inzaghi potenzialmente è quarto, ma deve battere l’Udinese (mai perso con Tudor), risultato mancato sia con la Spal, sia con il Sassuolo.

Molto può accadere, ma sbagliare ancora significa buttare la stagione o, nel caso dell’Atalanta, indirizzarla verso la Coppa Italia. Il vero grande obiettivo di Gasperini.




IL TABELLINO
Inter-Atalanta:

Inter: Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Skriniar, Asamoah; Gagliardini (dal 21’ s.t. Borja Valero), Brozovic (dal 23’ Nainggolan); Politano (dal 32’ s.t. Keita), Vecino, Perisic; Icardi

Atalanta: Gollini; Mancini, Djimsiti, Palomino (dal 17’ s.t. Masiello); Hateboer, de Roon, Freuler, Castagne; Pasalic (dal 29’ s.t. Barrow); Ilicic (dal 37’ s.t. Pessina), Gomez

Ammoniti: Gollini (A), Mancini (A), Politano (I)

Espulsi:

Arbitro: Massimiliano Irrati (Sezione di Pistoia)