Nessuno come Roberto Mancini. Nessuno come la sua Italia. Gli azzurri – per noi sempre azzurri – battono anche la Grecia e si qualificano a Euro 2020 con tre turni d’anticipo e da primi del girone. 



Partita bruttina, tanto possesso, nessuna velocità. E un rigore di Jorginho che ha aperto una strada in mezzo alla selva di gambe degli avversari. Abbiamo trovato l’unico olandese che gioca all'italiana. Del resto lui nel nostro Paese è stato per quattro stagioni al Genoa e qualcosa gli deve essere rimasto. La nuova Grecia di John Van’t Schip è stata quasi sempre dietro la linea della palla, ha raddoppiato sul portatore, ha coperto gli spazi e fatto barriera impedendoci per l’intero primo tempo di tirare in porta. Sui rari calci d’angolo marcature a uomo e mani addosso a qualsiasi avversario. 

Tutto ciò promesso, l’Italia non ha fatto bene. Troppo lenta e prevedibile nell'impostazione, quasi nulla nel produrre cross dalla linea di fondo, inesistente nel saltare l’uomo. L’unico che ci ha provato e che, forse, ci sarebbe potuto riuscire, è stato Federico Chiesa, sostituto al 39’ del primo tempo da Bernardeschi per un infortunio muscolare. 
Così, a far di conto delle occasioni, la squadra che si è avvicinata di più al gol è stata la Grecia con Koulouris
, il cui tiro in diagonale è stato sventato dalla mano sinistra di Donnarumma. 

Gli azzurri, in verde marketing, hanno riproposto il consolidato 4-3-3 con tridente offensivo affidato a Chiesa (poi Bernardeschi) e Insigne ai lati di Immobile. Il centravanti della Lazio è stato poco servito, ma si è mosso anche meno. Insigne ha provato un tiro in girata, per il resto ha girovagato a sinistra senza costrutto. Da quella parte anche Spinazzola avrebbe dovuto fare di più, alzandosi più spesso e attaccando con maggiore frequenza. 

Rare eccezioni nella ripresa. Un cross di Spinazzola con mancato colpo di testa di Immobile, uno di D'Ambrosio ancora con Immobile che all’alba del 55’ chiama il portiere greco a deviare. E’ una scintilla, non un fuoco. Anzi, poco dopo, su palla persa da Verratti a metà campo, la Grecia costruisce un’occasione colossale su cui è in affanno Acerbi e Koulouris mette fuori un assit perfetto di Limnios. 
Dalla possibile beffa al vantaggio (63’) su rigore provocato da Bouchalakis, fallo di mano per fermare un tiro di Insigne servito da Verratti in area. La trasformazione è stata di Jorginho, implacabile con il suo saltino che introduce la finta. 

Sembrava la svolta, ma non lo è stata. E se lo è stata ha riguardato la Grecia che ha cambiato un paio di uomini e completamente atteggiamento. Intanto ha cominciato a pressare alta e poi a credere nel pareggio. Ci è arrivata vicina in una circostanza, ma proprio nel momento in cui si pensava ci potesse far soffrire è spuntato Bernardeschi che, in verità, da fuori ci aveva già provato. Il suo sinistro, leggermente deviato, si è infilato all’angolo (77’). 
Dopo si è sgelato anche Insigne (avrebbe meritato il gol) e Mancini, con gli ingressi di Belotti per Immobile e Zaniolo per Barella, è passato al 4-2-3-1
. Un esperimento come tanti altri che potrà fare nelle restanti gare di qualificazione. 
L’Europeo è in cassaforte e ci arriviamo da favoriti. Io sono tra quelli che ci credono. 


IL TABELLINO: 

Italia-Grecia 2-0 

GOL: 63’ rig. Jorginho (I), 78’ Bernardeschi (I). 

ITALIA: Donnarumma; D’Ambrosio, Acerbi, Bonucci, Spinazzola; Verratti, Jorginho, Barella (87’ Zaniolo); Chiesa (39’ Bernardeschi), Insigne, Immobile (79’ Belotti). A disp: Sirigu, Meret, Biraghi, Cristante, Izzo, Grifo, Romagnoli, El Shaarawy. CT Mancini. 

GRECIA: Paschalakis; Bakakis, Chatzidiakos, Siovas, Stafylidis; Bouchalakis (76’ Giannoulis), Kourbelis, Zeca; Bakasetas (80’ Mantalos); Limnios, Koulouris (67’ Donis). A disp: Vlachodimos, Dioudis, Lampropoulos, Siopis, Fetfazidis, Galanopoulos, Pavlidis, Vrousai, Koutris. CT Van’t Schip.

Arbitro: Karasev (Russia). 

Ammoniti: Chatzidiakos (G), Koulouris (G), Bouchalakis (G).