Ora si fa dura. L’Italia perde 1-0 contro la Polonia la seconda partita dell’Europeo Under 21 e si complica tremendamente la qualificazione alla semifinale, che vale un posto all’Olimpiade di Tokyo 2020. Giochiamo con il cuore, con l’orgoglio, facciamo la partita. Ma non basta. Ora dobbiamo vincere con il Belgio, sabato sera, e sperare che la Spagna faccia altrettanto con la Polonia. Solo così possiamo fare i conti del caso, con tre squadre a 6 punti. Eppure i segnali sono buoni. La voglia è tanta e si vede fin da subito. Chiesa e Orsolini, preferito a Zaniolo, partono a mille, lasciando intendere che per la Polonia non sarà una serata facile. In mezzo Barella e Pellegrini, a turno, accompagnano centralmente Cutrone, in una sorta di 4-2-4. Le prime occasioni sono azzurre, con un destro da fuori di Pellegrini, controllato da Grabara, e un tiro-cross di Chiesa, messo fuori a fatica da Bochniewicz. La Polonia nei primi venti è tutta nel tiraccio deviato in corner di Bielik, difensore centrale schierato a centrocampo, soluzione già vista nel Charlton di Bowyer promosso in Championship. Il copione è chiaro, una squadra gioca per fare gol, l’altra per non prenderlo. Il 3-4-3 disegnato da Michniewicz in realtà è un 4-5-1 tignoso, con reparti vicini e palla lunga per Kownacki, altro che gioco spumeggiante visto a tratti col Belgio.
 
COSI’ FA MALE - La punta che lo scorso gennaio non si è lasciata bene con la Sampdoria non si vede quasi mai, a differenza di Chiesa (quando parte gli leggono la targa), one more time devastante. Chiede un rigore (non c’era), impegna due volte Grabara e, quando non vede la porta, serve un assist perfetto a Mandragora, un pallone con su scritto “spingimi” che il capitano azzurro spedisce a lato. L’Italia c’è, ma non è precisa. Mancini mette fuori di testa un corner di Pellegrini, Barella manda in curva un altro assist di Chiesa. Meritiamo di essere avanti, ma prendiamo gol. All’improvviso, da una punizione nata per un ingenuo fallo al limite di Barella: deviazione della barriera sui piedi di Bielik, che sorprende un coperto e disattento Meret.  40’, 0-1, doccia fredda. Passano quattro minuti e rimettiamo le cose a posto, anzi no. La gioia dura pochi secondi: Orsolini parte in posizione di offside prima di segnare un grande gol, che il Var giustamente annulla. Si va al riposo sotto, dopo un primo tempo di dominio totale.
 
AL PALO - Si riparte con una novità, Kean per Orsolini, out per un problema alla spalla. Giochiamo sempre noi e sbagliamo sempre noi. Con Mandragora, Pellegrini e Bastoni, quando centriamo la porta c’è Grabara a ricordarci che va tutto storto, parando (splendidamente) su Chiesa e successivamente su Dimarco.  Di Biagio le prova tutte, invertendo Chiesa con Kean, inserendo Tonali al posto di Mandragora, Zaniolo per Adjapong, ma con il passare dei minuti perdiamo lucidità e diventiamo nervosi, rischiando di rimanere in 10 per un brutto fallo di Zaniolo (diffidato e ammonito, salta la prossima). Prova a riaccenderci Pellegrini, il suo destro si stampa però sul palo. Non ce ne va bene una. La Polonia si difende con le unghie, respingendo tutto quello che arriva dentro l’area di rigore. Un catenaccio terribile da vedere ma estremamente efficace. Vince 1-0, sale a quota sei punti e vede la semifinale, lontana solo un punto. 
 
Italia Polonia 0-1 (0-1)
 
Italia 4-3-3: Meret; Adjapong (81’ Zaniolo), Mancini, Bastoni, Dimarco; Barella, Mandragora (57’ Tonali), Pellegrini; Orsolini (46’ Kean), Cutrone, Chiesa.
 
Polonia 3-4-3: Grabara; Wieteska, Bielik, Bochniewicz; Fila, Zurkowski, Dziczek, Pestka; Jagiello (54’ Michalak), Kownacki (76’ Buksa), Szymanski
 
Arbitro: Kulbakov (BLR)
 
Gol: 40’ Bielik (P)
 
Ammoniti: Dziczek (P), Kownacki (P), Buksa (P), Zaniolo (I)