Italia-Polonia 0-1

ITALIA


Meret 5.5: ama il rischio con i piedi, con le mani invece è insicuro sul gol di Bielik, che non trattiene.

Adjapong 5.5: parte insicuro, forse risentendo delle poche presenze nel Sassuolo quest’anno. Non si propone mai e non viene mai servito. (dall’80’ Zaniolo 5: entra giusto per farsi ammonire, e deve ringraziare per non essere stato espulso. In diffida, salta il Belgio)

Mancini 6: brilla negli inserimenti su palla da ferma, un po’ meno quando bisogna difendere.

Bastoni 6: si divora il gol del pari, per il resto battaglia a lungo con Kownacki.

Dimarco 5: poco preciso sui cross e spento in fase di proposizione, non è la sua serata.

Barella 5,5: troppo irruento, commette un’ingenuità che costa cara connettendo il fallo da cui scaturisce il gol polacco e in generale non ha il solito spunto.

Mandragora 5: fallisce una clamorosa occasione su assist di Chiesa, non dà sicurezza al reparto e commette troppi errori tecnici. Giustamente sostituito (dal 57’ Tonali 6: ci prova subito dalla distanza, viene cercato spesso dai compagni)

Pellegrini 6: parte con qualità sopraffina e grande capacità di inserimento al servizio della squadra. Nel secondo tempo cala vistosamente, prima di spaccare il palo con un gran tiro dalla distanza.

Orsolini 6.5: è quello più in palla di tutti e si vede subito. Nello stadio di casa, nel giorno del suo riscatto da parte del Bologna, si vede annullare un gol magnifico per fuorigioco e poi è costretto a uscire per un problema alla spalla. Sfortunato (dal 46’ Kean 6: entra e si propone con grande brio, creando sempre superiorità numerica. Meglio da esterno libero di svariate che da punta)

Cutrone 5: nel primo tempo non si vede mai, poi offre una gran palla a Pellegrini, che spreca. Non sfrutta bene la chance da titolare)

Chiesa 6.5: sulla fascia è devastante, un motorino inesauribile che combina corsa, giocate di classe e conclusioni. Serve un “cioccolatino” a Mandragora, sprecato malamente, sfiora il gran gol al volo ma poi si attenua.

All. Di Biagio 5: la sua Italia gioca, attacca ma è sfortunata non concretizza. E lui il principale responsabile. Ora il Belgio diventa decisivo.
POLONIA

Grabara 7: sicuro nelle uscite, salva su Chiesa e in generale appare molto lucido.

Wieteska 6.5: senza troppi fronzoli e ricami, è solido in posizione ma spesso viene saltato da Chiesa in movimento.

Bielik 7: due gol in due partite e non può essere un caso. Il centrocampista dell’Arsenal dà sostanza e qualità

Bochniewicz 6,5:il difensore di proprietà dell’Udinese non sfigura affatto. 

Fila 5,5; commette una clamorosa ingenuità su Chiesa, che può costargli il rigore. Poco sicuro, non spinge e difende male.

Jagiello 5,5: si vede poco, non attacca quasi mai la fascia e preferisce ripiegare in copertura. Attento ma non si nota (dal 54’ Michalak 6: tiene qualche pallone per far respirare i suoi) 


Zurkowski 6: dovrebbe dare qualità, ma si adatta alla partita battagliera della sua squadra. 

Dziczek 6: lavoro oscuro a metà campo, fa legna e non riparte quasi mai. 

Szymanski 6.5: il gioiellino polacco si vede meno che col Belgio, chiamato a compiti di copertura, ma si vede che ha il tocco.

Pestka 6: di lotta e di governo, ingaggia una guerra muscolare con Barella e Adjapong.

Kownacki 6: isolato in avanti, gioca di sponda ma non spicca, se non perché continua a innervosire la partita (dal 75’ Butska sv

All. Michniewicz 6.5: seppur sulla clamorosa difensiva, la sua Polonia è una squadra coriacea e ben messa in campo, nella quale spicca qualche individualità dal sicuro avvenire. Può rendere la vita difficile alla Spagna.