Qatar o Mls? Fabio Paratici non ha dubbi a riguardo: “Qatar”. È questo il tavolo su cui si sta giocando il futuro di Mario Mandzukic, di cui ha parlato a lungo il capo dell'area sportiva bianconera prima di Fiorentina-Juve: “Mandzukic primo con Allegri e ultimo con Sarri? Non c'erano primi e ultimi l'anno scorso e non ci sono oggi. Mario è stato un giocatore importantissimo per noi, lo dobbiamo solo ringraziare per tutto quello che ha fatto per noi in questi anni. È un grande campione, l'ha dimostrato sempre. Ora c'è una possibilità, in accordo con lui, con il mister e con noi abbiamo deciso di non partecipare a questa trasferta”. Parla di Mandzukic al passato per certi versi, come se ormai fosse già un ex bianconero o quasi. D'altronde il croato ha provato a resistere nonostante i segnali siano stati sempre più chiari: in vendita e inserito in diversi scambi, poi fuori dalla lista Champions, bacchettato da Sarri in conferenza stampa, infine fuori dai convocati per Firenze anche se di comune accordo.  L'OFFERTA – Ma qual è questa offerta in arrivo dal Qatar? Dopo l'affondo dell'Al-Duhail, club dove gioca Mehdi Benatia, ora è l'Al-Gharafa a fare sul serio con un'offerta da circa 6 milioni netti l'anno per Mandzukic e una proposta già capace di accontentare la Juve. A mancare, ancora una volta, è il sì del centravanti croato. Che parallelamente sta valutando con il suo entourage una proposta del Los Angeles Fc dagli Stati Uniti: solo che in MLS il mercato è chiuso, accettare quella proposta significherebbe restare fermo fino a fine febbraio, non a caso per il momento non c'è stato ancora alcun contatto diretto tra i club. In estrema sintesi, per cambiare subito aria resta il Qatar, con l'Al-Gharafa e i suoi milioni in pole position: ma bisogna decidere in fretta, il 30 settembre si chiude anche quella finestra di mercato. Valutare con più calma la pista statunitense invece significherebbe restare alla Juve da separato in casa ancora per un po', oppure restare fermo per mesi accelerando il processo di ambientamento a Los Angeles in maniera piuttosto insolita per non dire clamorosa. Una situazione non facile, con l'addio di Mandzukic che inizia a prendere corpo.