Era il 2014 quando la Juventus iniziò a seguire da vicino Dennis Praet, allora talentuoso trequartista dell'Anderlecht e delle nazionali giovanili belghe. Scout bianconeri attivissimi e sempre presenti alle gare del classe '94 e contatti avviati tra la coppia Marotta-Paratici e l'agente del giocatore. Un flirt durato un paio di stagioni, che però non portò a un trasferimento. E così, nel 2016, Praet si trasferì sì in Italia, ma alla Sampdoria.

QUELLA CLAUSOLA... - Qualche difficoltà di ambientamento alla Serie A, prima di diventare fondamentale anche alla Samp. Con Marco Giampaolo seduto in panchina, poi, Praet ha fatto il definitivo salto di qualità, non più da trequartista ma da mezzala. Le buone annate in maglia blucerchiata hanno risvegliato l'interesse della Juve, che anche un anno fa pensò a lungo a quella clausola rescissoria da circa 25 milioni di euro che avrebbe permesso al belga di vestirsi di bianconero.

IL 'NUOVO PJANIC' - Stasera la Juve di Massimiliano Allegri, alla sua ultima su quella panchina, si ritroverà nuovamente di fronte Praet, probabilmente anche in un ruolo nuovo, da regista. È quella, secondo Giampaolo, la posizione in cui il classe '94 può rendere al meglio: "Il ruolo che in futuro lo potrà proiettare tra i migliori d’Europa è quello di play basso, davanti alla difesa, e non di mezzala: Praet può essere il Modric o il Pjanic del domani perché sa giocare, contrastare e ha l'agonismo giusto". E con il vero Pjanic con un futuro in bilico, visto il corteggiamento del Paris Saint-Germain, chissà che la Juve non possa tornare su quello di domani. Ormai alla Continassa conoscono Praet a memoria...