Per carità, non si può parlare di crisi, ma tra le tre in testa, la Juventus sembra quella che soffre di più. Nella somma teorica è ancora prima. L’unica in corsa in Champions, Scudetto, Coppa Italia. Prandelli la dà ancora per favorita nel Campionato, per poche lunghezze e con una motivazione soprattutto storica: “E' quella più abituata a vincere - dice - però sul piano del gioco, Inter , soprattutto Lazio, non le sono inferiori, anzi”. Questione di mentalità, quindi. Quella che, invece, in questo momento mancherebbe - a sentire Sarri - proprio alla Juve?

Come? C’è qualcosa che non torna se un  allenatore ritenuto tra i più brillanti non riesce a far volare una delle migliori rose d’Europa. Ma, davvero,  quella della Juventus attuale va considerata una rosa fortissima? Qualche dubbio è lecito, anche quello relativo alla scusa che la vedrebbe “impegnata su tre fronti”. In questo frangente, infatti,  la squadra pare la più stanca delle tre di testa. Nell’ ultima partita, l’Hellas, reduce solo due giorni prima  da una gara difficile, l’ha messa sotto sul piano del ritmo e della corsa, così come aveva fatto il Napoli. Il tutto in un periodo di “ferma” Champions.

E allora vediamola questa “rosa stellare”. La sfortuna ha falcidiato la difesa (Chiellini e Demiral) ma De Sciglio e Danilo son terzini “stellari”?  E il sostituto d’uno stanco o demotivato Alex Sandro dov’è? De Ligt continua ad essere un “magnifico prospetto”. Il centrocampo soffre terribilmente l’assenza d’un giocatore di peso tra i titolari e tra i sostituti. Pjanic che evidenzia (da sempre) i soliti problemi di tenuta e di corsa, non regge il fatidico ruolo (dato che determina per lo più il destino di quasi tutte le squadre)  di regista arretrato. Pensare - non da ora, in verità - che possa essere un vice Pirlo non è imprudente: è temerario. I due rinforzi (Rabiot e Ramsey) non sono pervenuti, nonostante qualcuno veda  ( con l’ottimismo del bicchiere quasi vuoto ritenuto pieno ) “bei progressi” del francese, per ora non più di un grande galleggiatore in un centrocampo che galleggia con Bentancur e gira a vuoto con Matuidi. “Eh, ma c’è una bella panchina!”, dicevano gli osservatori più acuti. Solo che Douglas Costa, in due anni, ha collezionato una decina di partite, Bernardeschi non è in vena (né tecnica, né fisica) e Mandzukic, insieme a Emre Can, è stato spedito all’ estero per rinfoltire le rose di altre squadre.

L’unico settore all’altezza dell’ ambizione è l’attacco, ma per il resto…Si pensa di affidarsi a Khedira?

Ecco, forse è meglio dire che, ad agosto, la Juventus aveva  una grande rosa. Almeno sulla carta.  Ora, nei fatti, questa rosa risulta quantomeno appassita.