75 milioni dovevano essere e 75 milioni sono stati. Alla fine l'Ajax ha vinto il proprio braccio di ferro con la Juventus, confermando quanto aveva chiesto fin dall'inizio: niente aste, ma a quei soldi che il Psg aveva già offerto, il club olandese non avrebbe rinunciato. C'era il prezzo, poi il gioco delle parti di una trattativa proseguita forse più tempo del previsto, ma anche con la calma di chi sa che il finale era ormai già scritto: incassato il sì di Matthijs de Ligt (e Mino Raiola), c'era “solo” da mettersi d'accordo. Dovevano essere 75 milioni e 75 milioni sono stati. Con la Juve che ha provato in ogni modo ad abbattere la richiesta dell'Ajax, senza riuscirci: né 65 milioni né 70. E pure sull'offerta garantita l'Ajax non ha voluto cedere di un solo passo: niente bonus, nemmeno se facili e quasi formali. IL BRACCIO DI FERRO – Accettata l'idea di dover arrivare fino a quota 75, in casa Juve proprio sui bonus si è cercato di lavorare a oltranza. L'ultima offerta “mista” raggiungeva la cifra richiesta ma con un'ampia parte di bonus, definiti decisamente facili. Niente da fare. E allora nel lungo, lunghissimo week-end scorso, passato alla stesura e allo scambio di tutti i documenti, ecco che Fabio Paratici è riuscito però a vincere la sua partita. Quella legata alla modalità di pagamento. Perché se è vero che alla fine la Juve ha dovuto cedere su tutto il fronte per quel che riguarda la cifra da pagare all'Ajax per il cartellino di De Ligt, è altrettanto vero che a lungo si è discusso della rateazione. Con la Juve che ha centrato il proprio obiettivo, dilazionando il pagamento oltre ogni più rosea previsione: pagandolo in cinque anni, infatti, il club bianconero ha centrato un piccolo-grande capolavoro. Su cui ha lavorato a oltranza durante quei giorni di attesa, quando De Ligt aspettava solo la telefonata giusta per poter organizzare il viaggio a Torino. Un lento braccio di ferro, l'Ajax non voleva andare oltre i tre anni, è arrivato ad accettarne cinque pur di non cedere sul totale. Se poi qualcuno si presentasse tra due anni con 150 milioni di euro, la Juve realizzerebbe una plusvalenza record senza ancora averlo finito di pagare: ma a questo nessuno ancora ci pensa.