Inizia l’era Sarri

Eeedizione straordinariaaaaa, edizione straordinaria.
Come se fossimo ritornati improvvisamente indietro di 100 anni all’improvviso in una calda domenica di Giugno mentre eravamo tutti rilassati al mare sotto l’ombrellone è arrivata la notizia che ormai era nell’aria da qualche giorno e anche più: Maurizio Sarri è il nuovo allenatore della Juventus.
Prima il tweet del Chelsea che ne ufficializzava il ritorno in Italia per andare ad allenare la squadra bianconera  e poi subito a ruota quello della Juve stessa che entrava anche nel dettaglio dell’operazione.
 “Il tecnico arriva al club bianconero dopo un anno in Inghilterra, al Chelsea: per lui contratto triennale”.
Contratto triennale, quindi, realtà che spenge subito sul nascere tutte quelle possibili illazioni circolate negli ultimi tempi che parlavano dell’arrivo di Guardiola posticipato di due anni sulla panchina bianconera. Come se a questi livelli ci si potesse permettere di pianificare il futuro a distanza di uno o due anni. #SarriIN

In tanti, come ci si aspettava già dai tempi del #SarriOut, non hanno preso bene questa notizia, si sono visti rovinare la domenica e la digestione della frittura di pesce al mare.
È evidente che l’illusione coltivata nell’arrivo di Guardiola ha finito per generare un senso di delusione che invece appare assai eccessivo se rapportato al valore del tecnico toscano.
Rivoluzione doveva essere dopo l’involuzione tecnica degli ultimi due anni con Allegri e rivoluzione sarà.
Con Sarri la proprietà bianconera traccia una linea chiara, netta della volontà di tornare in primis ad esprimere un bel calcio, in Italia ma soprattutto in Europa, sfruttando l’enorme potenziale offensivo in rosa e abbandonando il pragmatismo dell’era Allegri.
Scelta giusta? Sbagliata?
Di sicuro è una scelta coraggiosa, molto, che va apprezzata.
Se poi sarà anche una scelta vincente, lo scopriremo solo vivendo.
Chi vivrà, vedrà. (Cit.)