Jurgen Klopp ha rotto la maledizione delle finali perse e conquistato il primo trofeo da quando allena il Liverpool. Mauricio Pochettino, invece, resta uno dei più perdenti di tutta la Premier League, ammesso e non concesso che non la lasci e approdi alla Juve.

Il Liverpool conquista a Madrid la sua sesta Champions giocando malino, paradossalmente condizionato dal rigore che gli ha spianato la strada dopo 25 secondi. Il fischio di Skomina, l’arbitro, non è sbagliato (il Var comferma la sua decisione), ma la palla, scagliata da Mané, tocca prima il petto e solo dopo il braccio di Sissoko. Il centrocampista del Tottenham, però, lo allarga in modo innaturale inducendo il direttore di gara a prendere la decisione più punitiva. Una tendenza che vedremo sempre più confermata l’anno prossimo anche nella nostra serie A. La trasformazione di Salah vale l’1-0, ma sulla sua conclusione centrale ci sarebbe molto da ridire. Per fortuna dell’egiziano, Lloris, peraltro bravo nel prosieguo della gara, si butta da una parte. Fosse rimasto fermo lo avrebbe respinto comodamente. 

L’episodio si dimostra controproducente per il Liverpool che, pur pressando alla solita maniera, rinuncia al fraseggio a palla bassa, sbaglia qualche passaggio di troppo e, quando esce dalla propria metacampo non è mai pericoloso. 

Domanda spontanea: la squadra di Klopp si è accontentata? Sinceramente non credo, ma è un fatto che ci sia stato più controllo che iniziativa, che il primo tiro in porta successivo al rigore sia arrivato al 39’ (Robertson con deviazione di Lloris), che dal 77’ l’allenatore tedesco sia passato al 4-4-2 per togliere gli spazi a Son che agiva fra le linee e che il secondo gol, quello decisivo, sia arrivato a tre minuti dalla fine su errore di Vertonghen, colpevole di aver mancato un rinvio.

La rete della sicurezza l’ha segnata Origi entrato al 58 per Firmino. Grande mossa di Klopp, direbbero i superficiali. In realtà Firmino, per il nulla che ha combinato, non avrebbe dovuto nemmeno essere in campo. Tanto da arrivare a domandarmi: come mai Klopp ha impiegato quasi un’ora per accorgersi che la sua squadra giocava in dieci?

E’ certo, però, che Klopp ha sbagliato meno di Pochettino. Passi per aver schierato Kane (è un grande giocatore anche se a mezzo servizio), ma non aver inserito Llorente prima dell’82’ è stato davvero incomprensibile. Llorente, va da sé, non è un fenomeno e neppure un campione, però avrebbe consentito al Tottenahm di giocare palla lunga e di attaccare la respinta con i trequartisti pronti all’assalto. Infatti, se c’è un modo per mettere in difficoltà la difesa del Liverpool, è rubandole centimetri e peso. A maggior ragione se, al pari dei Reds, anche la squadra di Pochettino giocava senza un giocatore: trattavasi di Dele Alli, abulico e inconcludente fino alla sostituzione.

Non me la sento, invece, di imputare a Pochettino di non avere schierato Lucas Moura dall’inizio. E’ vero che è stato l’eroe di Amsterdam (tre gol), ma è vero anche che l’allenatore argentino non avrebbe potuto rinunciare a Eriksen. Casomai a Winks puntualmente sostituito al 65’. A quel punto Eriksen è arretrato a centrocampo e Lucas Moura ne ha ereditato compiti e posizione dietro a Kane. Il Tottenham è diventato pericoloso negli ultimi dieci minuti di partita, forse perchè non aveva nulla da rischiare, forse perché il Liverpool, che ha corso tanto, era affaticato. A quel punto, però, è intervenuto Alisson. Prima respingendo un tiro improvviso di Son, poi deviando una punizione a giro di Eriksen (fallo di Milner su Rose).

Il diagonale di Origi, oltre a chiudere la contesa all’87’, ha sancito che il Liverpool, pur producendo meno del solito, ha fatto qualcosa in più dell’avversario. Non è stato bello come altre volte, ma difensivamente è stato impeccabile: sull’asse Alisson-Van Dijk non sono state registrate sbavature.

Al Tottenham, invece, è mancato clamorosamente Sissoko (sostituito da Dier ad un quarto d’ora dalla fine per infortunio) psicologicamente debilitato dall’aver causato il rigore che, se non l’ha propriamente decisa, ha indirizzato la gara. 
La partita, al contrario di quanto avevo previsto, non è stata bella e le occasioni sono fioccate solo quando le squadre si sono allungate e gli errori abbondavano. L’Ajax, per me, avrebbe fatto una figura migliore del Tottenham, ma non esiste prova, né indizio. E’ una mera opinione e, come tale, non sarà rispettata dalla maggioranza. Esattamente la ragione per cui le esprimo.  

IL TABELLINO
Tottenham-Liverpool 0-2 (primo tempo 0-1)

Marcatori: 2' rigore Salah (L), 42' st Origi (L).

Tottenham: Lloris; Trippier, Alderweireld, Vertonghen, Rose; Sissoko (29' st Dier), Winks (21' st Lucas); Eriksen, Alli (37' st Llorente), Son; Kane. All. Pochettino.

Liverpool: Alisson; Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk, Robertson; Fabinho, Henderson, Wijnaldum (17' st Milner); Salah, Firmino (13' st Origi), Mané (45' st Gomez). All. Klopp.

Arbitro: D. Skomina (Slo).

@gia_pad