Jurgen Klopp, forse convinto di essere l'allenatore migliore del mondo dopo la vittoria in Champions League sul perdente dei perdenti, alias Pochettino, ha cercato di uscire sconfitto, in avvio di stagione, da un altro prestigioso trofeo, questa volta internazionale, la Supercoppa. C'era già riuscito con quella inglese contro il City e sempre ai rigori, ieri sera ha sfatato il tabù all'ultimo tiro dagli undici metri, quando lo sciagurato Abraham, un ragazzotto che lo scorso anno ha segnato ventisei gol in serie B con l'Aston Villa, si è fatto parare il penalty da Adriàn, la riserva dell'infortunato Alisson.

Questo Abraham, entrato al posto di Giroud, ne aveva già combinato un paio di grosse. Eravamo  nel primo tempo supplementare e in un caso ha tirato debolmente quando era quasi solo davanti al portiere del Liverpool, Invece, dopo il pareggio di Jorginho, ha messo fuori un cross di Pedro che chiedeva solo un appoggio ben assestato.

Ora Abraham è giovane e si farà. Intanto, però, il Chelsea che meritava la vittoria dopo i 120 minuti di gioco, ha lasciato la Coppa al Liverpool che quel gradasso di Klopp aveva schierato senza Firmino. La conclusione è che nel primo tempo i rossi hanno giocato senza centravanti (lo faceva Mané) e con l'inesistente Oxlade-Chamberlain sull'esterno.

Sicché che il Chelsea giocasse meglio, avesse più occasioni (una traversa di Pedro e un gol annullato per millimetrico fuorigioco a Pulisic) e, soprattutto, che fosse in vantaggio alla fine del primo tempo non poteva essere una sorpresa. Il gol l'aveva segnato Giroud, imbeccato da Pulisic, a sua volta messo in moto da Kanté, di gran lunga il migliore del Chelsea. Del Liverpool va ricordata una partenza veemente, con gegenpressing attuato solo per un quarto d'ora. Poi una grande difficoltà a centrocampo dove ha brillato solo Fabinho e pure qualche incertezza in una difesa basata sulla forza e poco sulla linea, Klopp deve essersi accorto presto dell'errore che aveva commesso escludendo Firmino e già alla fine del primo tempo aveva previsto il cambio per Oxlade Chamberlain

Sarà stato un caso, ma dopo appena quattro minuti della ripresa il Liverpool ha pareggiato. Ha segnato Mané, ma l'assist, ad un passo dalla porta, è stato proprio di Firmino. I due attaccanti sono stati protagonisti anche del vantaggio del Liverpool al 95' (assist di Firmino e gol di Mané) poco prima che Klopp commettesse la seconda sciocchezza di serata: fuori Mané che stava benissimo e non ha capito la scelta e dentro Origi che, al momento dei calci di rigore, ha tirato peggio di tutti.

Tuttavia tra il pareggio e il vantaggio del Liverpool c'è stata una partita aperta e spettacolare. Kepa, sfortunato ai rigori, ha fatto un doppio prodigio salvando prima su tiro di Salah e sull'immediata ribattuta di van Dijk (palla all'incrocio interno), mentre Mount, sostituto di Pulisic, si è visto annullare un gol per fuorigioco di un passo.  Ci si chiederà: ma chi meritava di vincere? Per come ha tenuto il campo, per  la brillantezza della manovra, per la varietà delle soluzioni senz'altro il Chelsea. La differenza è che dietro Giroud ci sono solo dei giovani promettenti, mentre al Liverpool la rosa – non solo per gli attaccanti – è vasta.

Ha fatto discutere il rigore concesso dall'arbitro francese Frappart per l'atterramento di Abraham da parte di Adriàn che ha fruttato il 2-2 di Jorginho. Il Var ha avallato la decisione, ma qualche dubbio resta. In generale la prestazione dell'arbitro e quella delle due assistenti è stata buona, ovvero largamente al di sopra della sufficienza. Chi sostiene il contrario è misogino o in malafede.