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  • Kluivert sintesi perfetta fra El Shaarawy e Perotti: è l'esterno ideale per la Roma

    Kluivert sintesi perfetta fra El Shaarawy e Perotti: è l'esterno ideale per la Roma

    • Luca Bedogni
    Justin Kluivert è vicinissimo alla Roma, quest’anno è letteralmente esploso in Eredivisie. Nel massimo campionato olandese l’esterno classe ’99 era approdato la scorsa stagione, quando dal dicembre del 2016 venne aggregato in pianta stabile in prima squadra, raggiungendo in poco tempo 14 presenze, 2 gol e 4 assist nell’Ajax di Peter Bosz.

    Ma è stato nel campionato appena trascorso, sotto la guida prima di Marcel Keizer poi di Erik ten Hag, che l’olandesino ha fatto vedere le cose migliori. Basterebbero i numeri: 30 presenze, 10 gol e 5 assist. Questa crescita esponenziale ha attratto giustamente Di Francesco e confermato quanto di buono avevamo già visto; si pensi ai complimenti che gli rivolse Mourinho (“I want you, you are a special one”.) al termine della finale di Europa League. Ma che tipo di giocatore è il figlio di Patrick Kluivert?
     
    NEL 4-3-3 DELL’AJAX - Justin Kluivert è un’ala sinistra tecnica e iperveloce. Nel 4-3-3 dei lancieri gioca a piede invertito (è destro), anche se all’occorrenza può essere schierato sull’altra fascia, dove solitamente però opera il brasiliano Neres, top scorer stagionale dell’Ajax con 14 reti. La prima punta in questa immagine qui sotto, tratta da PSV-Ajax, la fa una vecchia conoscenza del calcio italiano, Huntelaar, altre volte invece la stellina danese Dolberg. Come vedete è lo stesso modulo della Roma. 
     
    Kluivert sintesi perfetta fra El Shaarawy e Perotti: è l'esterno ideale per la Roma

    SINTESI - Ecco allora al posto di chi (o in alternativa a chi) il giovane Kluivert sarebbe chiamato a giocare in giallorosso, se dovesse andare in porto l’operazione avviata da Monchi e il procuratore Raiola. Esterno a sinistra, dicevamo: è il ruolo di Perotti o di El Shaarawy, due giocatori che presentano tra loro alcune differenze significative. L’uno, si sa, è un po’ un dribblomane (l’argentino), l’altro invece è più bravo ad attaccare gli spazi senza palla, tant’è vero che ha fatto bene anche a destra in stagione (vedi contro il Chelsea ecc..). E Kluivert jr? Probabilmente Di Francesco vede in lui un abbozzo di sintesi (ricordiamoci che Perotti è un ’88, El Shaarawy un ’92, mentre Justin è soltanto un ’99). Se è più basso e giovane di entrambi, e certamente anche più ‘leggero’ per quanto grintoso, l’esterno dei Lancieri compensa queste carenze con la freschezza delle giocate, la rapidità fulminea e imprevedibile senza pause e senza testardaggini con cui semina istintivamente i terzini che lo affrontano. Prendiamo ad esempio Perotti. 
     
    Kluivert sintesi perfetta fra El Shaarawy e Perotti: è l'esterno ideale per la Roma 
    Perotti ha nel dribbling una delle sue doti principali. Talvolta però è proprio il suo modo di dribblare che lo limita, una certa insistenza. Nei suoi uno-contro-uno le pause, i cambi di velocità, i ritorni, se da una parte riescono funzionali individualmente (magari quell’uomo lo salta pure..), dall’altra rallentano, appesantiscono l’azione d’attacco. Sono assoli che tendono spesso (non sempre, beninteso) a dilatare il tempo di una conclusione o di un cross.
     
    SENZA PAUSE - Kluivert invece sembra non concepire la pausa quando punta, fa tutto ai duemila. Sarà l’età. Stupisce come riesca ad eseguire finte e controfinte sempre a una velocità pazzesca, come gli riescano certi controlli in corsa tipo questo contro il Roda, in quello che potremmo definire una specie di gol-manifesto.
     Kluivert sintesi perfetta fra El Shaarawy e Perotti: è l'esterno ideale per la Roma

    Stoppato il pallone in favore di corsa, notare il controbalzo col piatto ‘debole’, Kluivert si invola verso l’area. Iniziano le finte e non solo di gambe: Kluivert infatti sa spostare benissimo il proprio corpo, anche se lanciato, a destra e/o a sinistra del pallone, in quanto può sfruttare la sua grande rapidità per tornare in contatto con la sfera sempre un attimo prima dell’avversario, a quel punto sbilanciato. Sotto il momento finale della danza, il tocco decisivo, ad accentrarsi con l’esterno destro, che lo metterà poi in condizione di concludere a rete un rasoterra forte sul secondo palo. Intelligente.
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    SENZA PALLA - Ma citavamo anche i movimenti senza palla di El Sharaawy. Kluivert sa fare tanto e bene anche questo. Nell’Ajax, come probabilmente andrà a fare anche nella Roma (viste le analogie di gioco al momento tra i due club), il giovane Justin alternava, a seconda delle situazioni, la ricerca dell’ampiezza (i piedi quasi sul fallo laterale) con dei tagli improvvisi a infilare il proprio marcatore o da un fianco (esternamente) o dall’altro (internamente). Ecco qui sotto solo un assaggio, un’intuizione esemplare: sempre contro il PSV, Kluivert sfrutta la posizione guadagnata dalla mezzala Van de Beek, servita da Wober e alzatasi per l’occasione tra centrale avversario e terzino destro, per tagliare dentro al campo in diagonale nello spazio generatosi dall’uscita del centrale del PSV. E se Di Francesco avesse trovato in un solo giocatore quel che gli piace di Perotti e quel che gli piace di El Shaarawy? Sarebbe felicissimo.
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