Giocando come per un’ora a Barcellona, l’Inter non vincerà la Champions League, ma di certo batterà la Juventus domenica sera avviandosi a conquistare lo scudetto con siderale anticipo sui tempi previsti. Chi si fa condizionare dal 2-1 finale, o non ha visto la partita o non capisce nulla di calcio. L’Inter non solo avrebbe meritato il doppio vantaggio alla fine del primo tempo (1-0 gol di Lautaro dopo neanche tre minuti), ma certamente sarebbe stata in grado di colpire in ripartenza o in contropiede un Barcellona dalla difesa altissima e, a quel punto, sbilanciato in avanti più di quanto non lo fosse stato fino all’intervallo.

Criticato (anche da me) per aver rinunciato a Lukaku (non credo abbia alcun affaticamento), Conte se l’è giocata a mente sgombra e sguardo aperto. Lautaro, al di là del gol, ha disputato una grande partita sia venendo incontro al portatore di palla, sia attaccando la profondità. Sanchez ha dialogato con lui di fino e di grosso, dimostrando di non essere per nulla finito (io lo pensavo). A centrocampo benissimo Barella, Brozovic e Sensi che hanno giocato di prima e sempre in anticipo rispetto al pressing dei catalani. Dietro, difendendo prevalentemente a cinque, Handanovic non ha corso rischi.

Valverde, allenatore del Barca, ci aveva messo del suo. Privo di Jordi Alba e Junior Firpo sull’esterno, si è arrangiato con Sergi Roberto a destra e Semedo a sinistra. E fin qui nulla da eccepire. Quello che non ha avuto senso, invece, è stato rimettere Busquets centrale di centrocampo con De Jong sul centro destra. L’olandese, infatti, era completamente a disagio per il semplice fatto di giocare fuori ruolo. Quando, dopo appena sette minuti dalla ripresa, ha inserito Vidal per Busquets spostando de Jong al centro, il Barcellona ha cambiato faccia e partita.

A quel punto, però, l’Inter avrebbe dovuto essere sul 2-0. Se non è accaduto è perché un tiro di Barella (36’), da dentro l’area, è stato deviato alla disperata da Semedo. Perché Ter Stegen (37’) ha smanacciato prodigiosamente un colpo di testa di Lautaro (cross di Candreva). Perché Sensi (40’) ha concluso di poco alto una splendida combinazione con Sanchez. Se a questo aggiungiamo un’occasione ancora per Lautaro (16’) con salvataggio di Piquè e un colpo di testa di Sanchez su cross di Sensi, abbiamo il quadro di un assoluto dominio.

Il Barça non ha fatto nulla perché nulla gli riusciva: Messi camminava, Griezmann (poi sostituito da  Dembelé) si nascondeva e Suarez sbagliava anche le cose più semplici. La colpa dell’Inter, dunque, è stata quella di non chiudere presto la partita. Ma ciò è accaduto anche per colpa dell’arbitro Skomina, sloveno come il presidente dell’Uefa, che ha ignorato, al pari del Var, un netto fallo di Arthur su Sensi in area. Il centrocampista dell’Inter era stato bravo a rubargli palla da dietro, l’altro non se ne è accorto e lo ha sgambettato. Più in generale la direzione di gara di Skomina è stata molto casalinga e molto imprecisa. Bene ha fatto Conte ad alzare la voce nel finale quando, sull’1-1, Skomina fischiava solo a beneficio del Barcellona. In questo senso il cartellino giallo è stato speso bene.

Suarez ha pareggiato al 58’ e realizzato il gol della vittoria all’84’. In mezzo il Barcellona si era riappropriato del palleggio e del possesso, l’Inter si era abbassata un po’ troppo, ma di pericoli nemmeno l’ombra. Il pari è stato una folgore: Vidal ha servito Suarez che, dal limite, ha fulminato Handanovic. Un’invenzione, un pezzo di bravura, non una manovra. Sul 2-1, invece, va registrato sia il dribbling in accelerazione di Messi (unico squillo in una serata opaca), sia l’errore di Godin che, nel tentativo di anticipare Suarez, si è fatto infilare consegnandogli una porzione d’area completamente sguarnita. Fossi stato in Conte non avrei sostituito Sanchez con Gagliardini spostando, come ha fatto, Sensi dietro a Lautaro. Se voleva togliere il cileno allora doveva inserire Politano. Così, invece, ha lanciato un segnale di debolezza. Carpito dagli avversari e arrivato alle orecchie dei suoi. Comunque, su la testa. Se la Champions è quasi andata dopo appena due turni, in campionato l’Inter riparte avanti. E neppure la Juve può farle paura

@gia_pad







IL TABELLINO

Barcellona-Inter 2-1

Marcatori: 2’ p.t. Lautaro, 13’ e 39’ s.t. Suarez

Assist:  13’ s.t. Vidal (B), 39’s.t. Messi (B)

Barcellona 4-3-3: ter Stegen; Sergi Roberto; Piqué, Lenket, Semedo; de Jong, Sergio Busquets (dall’8’ s.t. Vidal), Arthur; Messi, Suarez, Griezmann (dal 21’ s.t. Dembélé).

Inter 3-5-2: Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; Candreva (dal 26’ s.t. D’Ambrosio), Barella, Brozovic, Sensi (dal 34’ s.t. Politano), Asamoah; Lautaro, Sanchez (dal 21’ s.t. Gagliardini).

Ammoniti: Griezmann (B), Barella (I), Piqué (B), Sergi Roberto (B), Vidal (B)

Arbitro: Skomina